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Mercoledì, 23 Settembre 2020

Mercoledì, 26 Febbraio 2020 - nelPaese.it

Siglato un accordo tre l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoi e Federconsumatori Campania per la tutela dei diritti dei cittadini. L'accordo prevede la collaborazione tre i due enti nel fornire informazioni ai consumatori circa le comuni aree di azione. L'accordo prevede inoltre che un consulente legale dell'associazione dei consumatori faccia sportello una volta a settimana presso la sede dell'Ordine sita in piazza dei Martiri a Napoli.

«Siamo lieti di questo accordo. Siamo fiduciosi che questa relazione rafforzerà la nostra azione sul territorio napoletano e siamo certi che questo accordo produrrà risulta utili per i cittadini che si rivolgono alla nostra associazione». A dirlo il presidente di Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo.

Pubblicato in Campania

L'emergenza Coronavirus sta colpendo in modo grave la cooperazione sociale e i suoi lavoratori. In 6 regioni sono a casa circa 20mila operatori dei servizi di welfare con la chiusura di scuole e asili nido e servizi connessi.

Nel dettaglio, per le 6 regioni del nord oggetto di ordinanza restrittiva, emergono questi numeri: Emilia-Romagna oltre 5mila lavoratori; Friuli Venezia Giulia 3mila; Lombardia 4mila; Piemonte 3mila; Veneto 2.600 e Liguria 650. Nella sola Lombardia le perdite stimate in questa settimana per le cooperative sociali ammontano a oltre 1,5 milioni: in totale si può stimare un danno di circa 10 milioni. In Piemonte gli unici servizi garantiti sono i centri per le persone con disabilità, residenziali e semiresidenziali.

In tutte queste regioni tutte le attività saranno ferme fino a domenica primo marzo, in attesa di nuove disposizioni regionali e nazionali. Nello stesso tempo i nostri operatori socio-sanitari e sanitari sono in prima fila seguendo le direttive del ministero della Salute e le cooperative garantiscono la massima collaborazione preservando gli standard di qualità dei servizi nei quali sono impegnate.

"Siamo di fronte a una grave crisi del settore- dichiara la presidente nazionale Eleonora Vanni- Sono urgenti misure e interventi per sostenere il settore e i 20 lavoratori a rischio dentro questa emergenza. Accanto alla gestione dell'emergenza sanitaria il governo e le regioni devono prontamente occuparsi anche delle ricadute sulle imprese e sui lavoratori per evitare che ad emergenza si sommi altra emergenza sociale ed economica. La cooperazione sociale è disponibile a collaborare per individuare le soluzioni praticabili".

 

Pubblicato in Nazionale

Nella bellissima sala gialla del CNEL a Roma, gremita di persone, si è tenuta il 25 febbraio l’iniziativa “Nidi d’infanzia – Investire sulla qualità sostenibile”, realizzata da Legacoop Lazio e Legacoopsociali. L’iniziativa nasce per ricordare a tutta la comunità educante e ai vari stakeholder, attraverso l’esposizione di buone pratiche e spunti di riflessione, come investire sui servizi all’infanzia significhi investire sull’intera comunità.

I servizi all’infanzia incidono direttamente sulla promozione del benessere e dello sviluppo dei bambini ma, indirettamente, hanno importanti ripercussioni anche sulla conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei genitori, sulla promozione dell’occupazione femminile e sul supporto ai genitori e alle famiglie.

I dati italiani, su questo versante, sono sempre più allarmanti. Il numero medio di figli per donna è in costante diminuzione e, nel 2019, si è registrato il livello più basso di “ricambio naturale” degli ultimi 102 anni. Ad aumentare è invece il divario tra tasso di occupazione femminile e maschile (49,5% contro il 67,6%), mentre le famiglie sono sempre più in difficoltà per l’impatto della crisi.

Il tema dei costi è fondamentale sia per garantire una “qualità sostenibile” che per consentire un accesso generalizzato ed equo ai servizi. I costi sono fortemente influenzati dalle varianti organizzative e gestionali previste dalle Regioni, molto diverse tra loro.

“In questo momento storico - ha affermato Eleonora Vanni, Presidente Legacoopsociali, nel corso dell’incontro  - è doveroso ricavare il meglio possibile da quello che abbiamo: questo vuol dire sostenibilità. Tutto il contrario, cioè, del bieco risparmio.”

Riuscire nello sforzo di conciliazione tra funzionalità del servizio, standard qualitativi e costi di gestione è un obiettivo chiave, come sottolineava lo stesso CNEL in un documento del 2010 “Investire sui servizi all’infanzia non è questione che riguarda le politiche familiari, e neppure è solo questione - rilevantissima - della tutela dei diritti dei piccoli cittadini: è questione che riguarda la possibilità del nostro Paese di tornare a crescere e di pensarsi al futuro. I dati internazionali confermano come i primi anni di vita siano un passaggio tanto cruciale al punto di determinare il percorso di ciascuno nella vita adulta. E’ in questa fascia di età che si costruiscono le pari opportunità.”

“Data la sua grande valenza, vorremmo - ha rimarcato Anna Vettigli, Responsabile Legacoopsociali Lazio - che lo studio del CNEL venisse aggiornato e maggiormente diffuso, conosciuto e sostenuto più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi.”

Come espone chiaramente lo studio, affinché sia possibile raggiungere l’obiettivo della “qualità sostenibile”, il costo per ora bambino di servizio erogato dovrebbe attestarsi in una fascia compresa tra i 4 e i 6 euro. Un range che sembra capace di contenere diverse possibili soluzioni e varianti organizzative e gestionali, con la garanzia di elementi di qualità fondamentali, e che in molte regioni italiane resta ancora un’utopia per quanto riguarda i nidi messi a bando “in concessione”.

Su questo fronte Alberto Alberani, Vicepresidente Legacoopsociali Nazionale, nel riportare l'esperienza emiliana ha ribadito con forza la necessità di coinvolgere nel dibattito i Comuni per “non mettere all’asta i bambini” e “definire un costo standard fisso” come riferimento per gli affidamenti. Dello stesso avviso anche le rappresentanti istituzionali intervenute all’iniziativa. Per Francesca Puglisi, Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, è necessario “Mai smettere di ricordare che al centro dei servizi educativi 0-6 anni ci sono i diritti delle bambine e dei bambini e che la qualità del lavoro educativo, la formazione continua del personale, il coordinamento pedagogico è essenziale se davvero vogliamo ridurre le disuguaglianze di partenza.”

“I diritti delle bambine e dei bambini sono diritti attuali ma ci costringono a guardare in modo nuovo anche il futuro. Abbiamo bisogno di un patto di sostenibilità equa e condivisa. - ha sottolineato Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Regione Lazio - Il futuro è anzitutto una costruzione culturale e il futuro di un territorio è sempre più l’esito dell’investimento sulle persone che lo abitano. La nostra priorità è quella di creare un’infrastruttura educativa e formativa capace di dialogare con le Istituzioni.”

 

Pubblicato in Lazio

Il nuovo instant book della collana Le Bussole si intitola “L’assenza di scopo di lucro e la destinazione del patrimonio” e approfondisce uno degli aspetti più importanti delle disposizioni introdotte dalla riforma del terzo settore.

La pubblicazione, curata da Paolo Pesticcio e realizzato da CSVnet Lombardia in collaborazione con CSVnet, inizia con una analisi panoramica delle disposizioni in materia per poi concentrarsi sul divieto di distribuzione degli utili per gli Ets - Enti di terzo settore (esaminando anche la distribuzione indiretta degli utili e gli aspetti sanzionatori) e sulla devoluzione del patrimonio degli Ets (soffermandosi sull’obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ed estinzione, e sulla perdita della qualifica di Ets senza scioglimento ed estinzione).

L’instant book si conclude poi con alcune indicazioni circa le questioni legate al periodo transitorio. Il testo in formato pdf può essere scaricato gratuitamente a questo link insieme a tutti i precedenti volumi della stessa collana.

Il nuovo instant book fa parte di un più ampio progetto editoriale che prevede la pubblicazione di 16 volumi in totale, col fine di fornire strumenti utili alla comprensione delle novità introdotte dalla riforma.  La pubblicazione si aggiunge alle precedenti uscite dedicate a "Chi sono gli enti di Terzo Settore", "Per chi non è ETS: cosa succede?", "Le ODV prima e dopo", "Le APS prima e dopo", "Saper ricevere le donazioni", "Imposte indirette e tributi locali", "Gli statuti degli ETS", "Il volontario e le attività di volontariato", "Il regime fiscale per gli enti esclusi dalla Riforma del Terzo Settore" e "Le attività di interesse generale e le attività diverse". 

Pubblicato in Economia sociale

Alla presenza del Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, il Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Carlo Doglioni, ed il Commissario dell'Ente Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, Giuseppe Priore, hanno firmato nella giornata di ieri, presso la sede del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, un Accordo di Collaborazione. Presenti all'evento anche il Direttore Generale dell'INGV, Maria Siclari, e l'Ambasciatore d'Irlanda in Italia, Colm Ó Floinn. 

"L'Accordo è di particolare interesse per le attività del nostro Istituto", ha dichiarato il Presidente dell'INGV. "Il rischio sismico in Basilicata non deve essere sottovalutato ed è fondamentale per noi migliorare sempre di più lo studio del territorio per la mitigazione di questo rischio. Le capacità scientifiche e tecniche dell'INGV sono al servizio della scienza e della collettività. Ci auguriamo, dunque, che questo sia il primo passo di un lungo percorso di collaborazione che possa coinvolgere l'intera Regione Basilicata".

L'obiettivo dell'Accordo tra i due Enti è quello di collaborare per la promozione, lo studio e la tutela dei siti geologici presenti all'interno del Parco. In particolare, l'INGV fornirà supporto tecnico-scientifico per la realizzazione di progetti e attività divulgative, e avrà accesso all'area protetta per effettuare le attività connesse alla ricerca scientifica ed al  monitoraggio. 

"Con il protocollo siglato ieri si riconosce, da un lato, il grande lavoro di crescita istituzionale svolto dall'Ente Parco dell'Appennino Lucano, dall'altro, il forte impegno scientifico da sempre profuso dall'INGV", ha aggiunto il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Questo Accordo rappresenta bene come i temi della geologia, della sismologia e della vulcanologia si fondono perfettamente con la realtà di un Parco Nazionale per arrivare alla conoscenza dei cittadini. E la fruibilità di questi temi all'interno del Parco è uno dei punti centrali del protocollo, con l'obiettivo di crescere insieme attorno a poche ma fondamentali parole chiave: protezione, formazione, informazione e partecipazione". 

Oltre che per il suo importante patrimonio ambientale, archeologico e culturale, il territorio del Parco Nazionale della Val d'Agri si caratterizza per essere stato sede del violento terremoto del 16 dicembre 1857, di magnitudo stimata 7.0, ricordato ancora oggi come uno degli eventi più distruttivi della storia sismica dell'Italia meridionale.

"Il Parco Nazionale della Val d'Agri lavora da diversi anni sul territorio per contribuire a mettere a sistema le conoscenze sismologiche acquisite negli anni a partire dal devastante terremoto del 1857", ha ricordato il Commissario Giuseppe Priore. "Lo scopo di questo Accordo, oltre che la proficua collaborazione con l'INGV per i temi scientifici di comune interesse, è anche l'avvio di una politica turistica di scambi a livello europeo che possa accrescere anche all'estero la conoscenza e l'interesse per il nostro territorio". 

Come ha ricordato anche l'ambasciatore d'Irlanda in Italia, Colm Ó Floinn, fu proprio a partire dallo studio diretto e sul campo del terremoto della Basilicata del 1857 che l'eclettico ingegnere irlandese Robert Mallet, considerato il padre della sismologia, sperimentò la sua teoria sulla dinamica dei terremoti, presentata undici anni prima alla Royal Irish Academy.

"Nel tempo, il lavoro di Mallet ha reso questo territorio molto caro ai miei connazionali irlandesi. La storia del padre della sismologia è solo uno dei tanti esempi dei rapporti culturali, storici e di amicizia che lega i nostri due Paesi e che, oggi, mi rende orgoglioso di essere qui e di prendere parte alla firma di un Accordo che ha come elemento centrale la salvaguardia del territorio lucano", ha concluso l'Ambasciatore Ó Floinn.

Pubblicato in Ambiente&Territorio

"Le scuole dovrebbero essere luoghi sicuri dove i bambini possono imparare e giocare, anche in una zona di conflitto. Colpire scuole e asili usati per scopi civili è un crimine di guerra".

Lo ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord, commentando la notizia del recente bombardamento di 10 scuole nelle province siriane di Idlib e Aleppo.

"Nove anni dopo l'inizio della crisi, il governo siriano continua a mostrare profondo disprezzo per le leggi di guerra e per la vita dei civili. Gli attacchi alle scuole fanno parte di una politica sistematica di attacchi contro le popolazioni civili e costituiscono crimini contro l'umanità e crimini di guerra", ha sottolineato Morayef.

"Chiediamo alle forze siriane e russe di porre fine a tutti gli attacchi diretti contro i civili, agli attacchi indiscriminati e alle altre gravi violazioni dei diritti umani in corso. Coloro che hanno ordinato o commesso crimini di guerra dovranno essere portati di fronte alla giustizia", ha aggiunto Morayef.

 

Pubblicato in Dal mondo

In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale e globale, sono troppi gli interrogativi che ognuno di noi ancora si pone quotidianamente. Molti sottolineano infatti che sulla base dei dati epidemiologici attuali non ci sono elementi sufficienti a definire il 2019-nCoV (Coronavirus) un virus più pericoloso dei comuni “virus influenzali”. Altri hanno chiesto di chiarire che cosa differenzi questo coronavirus dai comuni virus influenzali.

È giunta la notizia anche di 4 minorenni risultati positivi al Coronavirus in Lombardia, due in ospedale (al San Matteo di Pavia e all'ospedale di Seriate in provincia di Bergamo). L'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha spiegato intervenendo a La7. Si tratta di una bambina di 4 anni ora ricoverata all'ospedale San Matteo, due bambini di 10 anni e un ragazzo di 15. Gallera ha ricordato che comunque il virus "ha un effetto molto più grave sulle persone anziane che hanno pregresse patologie".

La SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale - cerca di chiarire alcuni principi di carattere generale, in attesa che i dati epidemiologici e gli esperti infettivologi possano meglio definire la pericolosità del virus.

“Bisogna ricordare che nei confronti dei virus che circolano da anni/decenni – sottolinea il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - i sistemi immunocompetenti umani sono in grado di rispondere in modo efficace e adeguato. Nei confronti, invece, di questi virus che hanno fatto il cosiddetto “salto della specie”, da animale a uomo, i nostri sistemi immunocompetenti tendono a reagire in modo pericoloso, sia per eccesso che per difetto”.

“Quello che è avvenuto a partire dagli anni ’90 del secolo scorso - prosegue il Prof. Ernesto Burgio, dell’ECERI - European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles ed esperto SIPPS - è che molti virus animali sono passati dal loro serbatoio animale/naturale all’uomo: gran parte delle malattie acute emergenti sono infatti zoonosi. Finora questi virus non sono diventati vere e proprie epidemie essenzialmente perché, per nostra fortuna, non hanno acquisito le mutazioni chiave, in particolare nel gene codificante per la proteina in grado di agganciarsi ai recettori delle vie aeree superiori umane (HA - emoagglutinina). Tutto questo – conclude il Prof. Burgio – per ricordare in caso di diffusione di questi virus, che bisogna agire correttamente in primis per limitarne/rallentarne la diffusione, poi per salvaguardare i sistemi sanitari e proteggere la salute degli operatori sanitari, che si trovano inevitabilmente ad essere i soggetti più esposti. Al momento attuale non si può assolutamente comprendere la virulenza del coronavirus con i dati in possesso. “Sulla base di questa semplicistica ma necessaria premessa possiamo dedurre che il coronavirus è caratterizzato da due fattori di rischio: il lungo periodo di incubazione, che ne rende praticamente impossibile il confinamento e il possibile stato di portatore sano”.

La SIPPS quindi raccomanda di evitare ogni allarmismo ma di attenersi alle direttive istituzionali, senza iniziative personali inutili e dannose. Come è stato specificato, non c'è un'epidemia e le misure restrittive devono essere ragionevoli e commisurate, di volta in volta, ai dati epidemiologici in nostro possesso. Operativamente bisogna verificare e superare le difficoltà che molti medici stanno incontrando nel contattare il 112 ed il 1500.

La SIPPS raccomanda, come unica strategia necessaria ed urgente al tempo stesso, la realizzazione di corridoi preferenziali in cui poter canalizzare i casi o supposti tali nei prossimi giorni o mesi che verranno. A tal fine la proposta che la SIPPS rilancia, già fatta quasi 20 anni fa in occasione dell’allarme pandemico per il Corona/SARS è la seguente: bisognerebbe rapidamente attrezzare centri di diagnosi e terapia dedicati, per esempio gli ospedali militari delle grandi città (attualmente quasi inutilizzati) in modo tale da trasformarli in breve tempo in centri di diagnosi, isolamento, e smistamento per i casi necessitanti di terapia intensiva.

E’ importante sottolineare come questa sarebbe la miglior strategia non solo per scongiurare i rischi potenzialmente connessi all’outbreak in corso, ma anche e soprattutto per garantire un intervento rapido ed efficace in caso di qualsiasi allarme analogo dei prossimi anni.

In ogni caso è importante che, allo stato attuale, l'attenzione non sia solo concentrata sull'infezione da COVID-19 perchè in questa stagione il personale sanitario deve far fronte a molte patologie infettive, anche gravi, per cui ogni intervento dovrà essere appropriato ed attentamente organizzato. A tal fine, dovrà essere garantita una puntuale e precisa informazione sull'evolversi della situazione ed ognuno dovrà fare la sua parte: istituzioni, medici e pazienti.

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

“L’emergenza sanitaria ha prodotto pesanti conseguenze sull’attività delle imprese: per le cooperative, ad esempio, l’impatto occupazionale nei settori della cooperazione sociale, delle attività culturali e del turismo, della ristorazione e dei servizi di pulizia, dell’agroalimentare e delle sue filiere è pari a tre volte quello dell’Ilva. Per questo è necessaria, da parte del governo, una risposta immediata che, per alcuni settori economici, non si concentri solo sulle zone rosse, ma sia indirizzata anche alle altre aree del Paese coinvolte dalla crisi; una risposta che, per essere efficace, ha bisogno di decisioni chiare e coordinate, da assicurare con la nomina di Commissari straordinari che potrebbero coincidere, a livello regionale, con il ruolo di Presidente della Giunta”.

Ad affermarlo è stato Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’incontro di oggi al Ministero dello Sviluppo Economico.

“Questa nuova emergenza -ha sottolineato Lusetti- si verifica in un momento nel quale anche la produzione interna ha annunciato inequivocabili segnali di rallentamento paventando il rischio di recessione; per questo servono interventi che assicurino un adeguato sostegno alle imprese”.

Il Presidente dell’Alleanza ha quindi suggerito una serie di misure da adottare con carattere di urgenza. Tra le priorità, Lusetti ha indicato “l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i settori colpiti dalla crisi, da rendere fruibile non solo per i lavoratori di imprese operanti nelle zone rosse, ma anche per altri territori oggetto di ordinanza regionale o per imprese della filiera colpite, anche indirettamente, dalla crisi; la cancellazione, o un ridimensionamento, dei divieti previsti per l’autotrasporto merci, data l’eccezionalità del momento e la necessità di approvvigionare gli esercizi commerciali; il differimento del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte dirette e indirette per tutto il perdurare della crisi; il differimento del termine ultimo per il passaggio dei lavoratori inseriti nel processo di internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole; misure di sostegno alle imprese che registrano un crollo del fatturato”.

Lusetti ha infine citato alcuni dati che testimoniano le pesanti ripercussioni della crisi legata al coronavirus sulle imprese cooperative: con la chiusura di asili e scuole per l’infanzia, la cooperazione sociale vede a rischio oltre 30mila lavoratori, con un danno economico (stimabile in 10 milioni di euro al giorno) che rischia di minare la tenuta stessa di molte cooperative; nella gestione dei servizi di pulizia e ristorazione, in ambito pubblico e privato, sono oltre 5.500 i lavoratori ad oggi fermi; nel settore della cultura e turismo, alle ricadute immediate per la chiusura di mostre e musei sono da aggiungere gli effetti generati dalla cancellazione di eventi pubblici per il primo semestre 2020, con un impatto sostanziale su una platea di oltre 6.000 lavoratori ed un danno economico stimabile in 400 milioni di Euro. In ultimo, stante la forte vocazione all’export del nostro paese, si attende un impatto rilevante anche sul settore agroalimentare a causa del calo degli ordini in ottica precauzionale sanitaria.

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