Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 30 Marzo 2020

Lunedì, 03 Febbraio 2020 - nelPaese.it

Francia e Croazia si uniscono a Spagna e Italia per estendere l'uso della mediazione scolastica come strumento innovativo per creare migliori ambienti di apprendimento nelle scuole, trovare modalità alternative di risoluzione dei conflitti tra gli studenti e prevenire l'abbandono scolastico precoce.

Si è svolto a fine 2019 nella città francese di La Réole il primo meeting transnazionale di Adtrans Medes, progetto co-finanziato dal Programma Erasmus + dell'Unione Europea di durata triennale (2019-2021). Guidato dal Comune di Vila-real, prosegue l'esperienza del precedente progetto Medes (Erasmus +, 2015-201 che aveva coinvolto Comune di Sacile, Istituto comprensivo di Sacile e Cooperativa sociale Itaca per l'Italia, IES Miralcamp e associazione El porc espì per la Spagna. La prosecuzione del lavoro con Adtrans Medes porta in dotazione un notevole ampliamento della rete con l'ingresso di nuovi partner: per la Francia oltre al Comune di La Réole, Paul Esquinance College e Solid'Avenir, per la Croazia il Comune di Novigrad - Cittanova, la scuola elementare italiana Novigrad - Cittanova e la scuola elementare Rivarela.

Obiettivo di Adtrans Medes è sviluppare una metodologia basata sulla mediazione scolastica come strategia innovativa per la prevenzione dell'abbandono scolastico, che consenta di fornire un'istruzione di alta qualità e di affrontare la crescente varietà di esigenze che coinvolgono gli studenti in ambito scolastico.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Un muro sul mare, arriva anche questa sciagurata idea. Per scoraggiare l'arrivo di barconi carichi di migranti, le autorità di Atene intendono costruire barriere galleggianti in mare, al largo delle coste di Lesbo. L'isola dell'Egeo è tra le principali mete per chi cerca di raggiungere l'Europa dalla Turchia in modo irregolare.

Come riportano testate locali e internazionali, come il quotidiano britannico 'Guardian', oggi il governo di centrodestra del premier Kyriakos Mitsotakis ha annunciato la proposta spiegando che "punta a contenere il crescente flusso di migranti".

La barriera dovrebbe essere lunga 2,7 chilometri e poggiare su dei piloni, che la sosterranno per mezzo metro sopra il livello dell'acqua. Inoltre, fari di segnalazione saranno sistemati lungo la struttura, per renderla visibile a distanza. La realizzazione del progetto sarà monitorata dal ministero della Difesa.

Il sistema di accoglienza su Lesbo e le isole vicine è spesso al centro di critiche da parte dei difensori dei diritti umani: gli esperti hanno denunciato centri sovraffollati, condizioni di vita insalubri per i residenti e soprattutto per i minori, nonché abusi. Nel mirino delle denunce anche le lungaggini burocratiche che costringono le persone nell'incertezza per mesi o anni. Questo tuttavia sarebbe diretto effetto delle politiche europee in materia di accoglienza, ricollocamento e sistema di asilo. Il malessere tra i migranti è forte e notizie di stampa recenti hanno riferito di tentativi di suicidio persino tra i bambini.

Il governo di Atene ha ribattuto alle accuse sostenendo le difficoltà, per un Paese già afflitto da crisi economica, di gestire il fenomeno. Dallo scoppio della guerra in Siria, nel 2011, decine di migliaia di persone hanno cercato di ottenere lo status di rifugiato in Europa entrando dalla Grecia, via terra o via mare.

Amnesty International: “Il muro metterà in pericolo le vite dei rifugiati”. In risposta alla proposta del governo greco di collocare un sistema di dighe galleggianti della lunghezza di 2,7 chilometri al largo delle coste dell'isola di Lesbo per scoraggiare nuovi arrivi di richiedenti asilo dalla Turchia, Massimo Moratti, direttore delle ricerche sull’Europa di Amnesty International, dichiara: “Questa proposta evidenzia una preoccupante escalation dei tentativi in atto da parte del governo di Atene di rendere ancora più difficile per i richiedenti asilo e i rifugiati arrivare sul territorio greco e renderà ancora più pericoloso il viaggio di coloro che cercano la salvezza disperatamente”.“Il progetto pone importanti interrogativi rispetto alla capacità delle organizzazioni di soccorso  di continuare a prestare la propria assistenza per salvare la vita di chi intraprende il pericoloso viaggio in mare alla volta di Lesbo – conclude -. Il governo deve urgentemente fornire dettagli operativi e chiarire quali  indispensabili misure di sicurezza saranno adottate per garantire che questo sistema non costi altre vite umane”.

 (Fonte: Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

Nell'ambito delle attività di Bella Presenza - metodi, relazioni e pratiche nella comunità educante, progetto selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e coordinato dalla cooperativa Dedalus, i ragazzi e le ragazze delle scuole incontreranno Gabriele Vacis, regista e scenografo.

Uno degli obiettivi di Bella Presenza, che ha già coinvolto sul territorio napoletano oltre 600 studenti, 50 nuclei familiari e 70 docenti, è proprio quello di sollecitare il protagonismo dei ragazzi e favorire la condivisione dei loro punti di vista sulla realtà. Gabriele Vacis, attraverso l'attività dei video-colloqui, stimolerà proprio la partecipazione degli studenti e delle studentesse.

Oggi 3 febbraio le riprese avvengono presso l'IPIA Casanova, mentre domani 4 febbraio l'appuntamento sarà presso il centro interculturale Officine Gomitoli dove gli studenti coinvolti nel progetto Bella Presenza incroceranno altri due gruppi di giovani che presso il centro frequentano corsi di scrittura creativa e di web-radio.

Sempre presso il centro di piazza Enrico De Nicola, alle 18.30 del 4 febbraio, verrà proiettato, in un evento aperto alla cittadinanza, il docu-film di Gabriele Vacis, "La paura si Cura", un giro d'Italia in 6 tappe, da nord a sud, per raccontare storie di paura e di coraggio, promosso dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana in coproduzione con il Centro Internazionale di ricerca teatrale "Inteatro".

Al centro del racconto le storie di bambini, giovani, adulti e anziani raccolte durante sei laboratori teatrali a Catania, Genova, Montegranaro, Ravenna, Schio, Settimo Torinese. Un dialogo intimo su un tema universale perché riguarda ognuno di noi: dalle paure più intime, esistenziali e adolescenziali di tanti ragazzi; a quelle derivanti dai mutamenti che le nostre città grandi, medie e piccole hanno affrontato in questi anni; a quelle, drammatiche, del degrado e della criminalità diffusa e organizzata.

Gabriele Vacis, dopo la proiezione, dialogherà con le ragazze e i ragazzi del centro interculturale e con Renato Quaglia (Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli), Rosario Stornaiuolo (Federconsumatori) e Paola Lattaro (Matematici per la città).

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un'intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l'impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

 

Pubblicato in Campania

Il 13 febbraio a Cornaredo (Milano) i ragazzi della Consulta Giovani guideranno i cittadini in un viaggio tra legalità, giustizia e voglia di verità, in occasione della serata organizzata dal Comune di Cornaredo e Koinè cooperativa sociale, dal titolo ' Da Cornaredo a Palermo - #resilienza non cadere nell'indifferenza'. La serata si terrà all'Auditorium comunale in piazza Libertà alle 21.00 e saranno presenti Salvatore Borsellino,  fratello di Paolo, Vincenzo Agostino padre dell'agente Nino, Emanuela Filiberto e i ragazzi di Our Voice.

"Eccoci alla seconda serata sulla legalità, giovedì 13 febbraio 2020. Gli ospiti, le esperienze ma soprattutto i nostri ragazzi, che diventeranno ufficialmente la Consulta Giovani. Continueremo il cammino intrapreso lo scorso anno con la consapevolezza di un progetto capace di collocarsi ben oltre la portata dei singoli eventi. Abbiamo costruito un cammino fatto di molte tappe: la serata dello scorso anno, il 30 gennaio, con Salvatore e Marco, il viaggio a Palermo, dove abbiamo conosciuto Vincenzo Agostino, padre di Nino, la serata di quest'anno il 13 febbraio, l'arrivo questa primavera del fratello di Umberto Mormile, l'educatore ucciso trent'anni fa a Milano dai boss calabresi. Torneremo a Palermo quest'estate, ci farà da guida Salvatore, con la sua passione e amicizia. Ora, il nuovo consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi con un programma colmo di nuovi input, in particolare, sul tema dell'ambiente. 'Costruire e fare proposte' per promuovere sensibilità attiva e cultura legale di comunità, dove anche i genitori hanno un ruolo, quello di accompagnarci in questo percorso. Il Centro di Protagonismo Giovanile diventa il luogo della partecipazione dove le idee diventano progetti e la scelta dei temi e dei percorsi diventano il nostro stare insieme. Noi stasera però ci fermiamo, qui in auditorium per riflettere insieme e vivere questo incontro con Salvatore Borsellino, Vincenzo Agostino, Emanuele Filiberto, i nostri ragazzi, i ragazzi di Our Voice, i giovani percussionisti di Cornaredo e tutti voi" racconta Flavio Barattieri di Koinè cooperativa sociale.

Cornaredo ha intrapreso da tempo un percorso di riflessione sul tema della legalità. Nel luglio 2019 sette componenti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Cornaredo (CCRR) sono andati a Palermo alle commemorazioni della strage di via D'Amelio, nella quale persero la vita il Giudice Borsellino e la sua scorta. #ResilienzaNonCadereNellIindifferenzaPalermo è l'hashtag per seguire i ragazzi del Consiglio Comunale sui Social.

 

Pubblicato in Lombardia

 “La nomina di Vito Cozzoli a presidente e amministratore delegato della società Sport e Salute è una buona notizia”, dice Vincenzo Manco presidente nazionale dell’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti. 

“Siamo sicuri che il profilo e le competenze che ha mostrato di avere negli incarichi istituzionali svolti fino ad oggi – prosegue Manco - possono rappresentare il bagaglio necessario per affrontare al meglio il percorso della riforma del sistema sportivo italiano, facendo anche leva sulle professionalità e sulle figure interne alla stessa spa”.

“Oggi più che mai si avverte il bisogno di promuovere la cultura sportiva sul territorio, di valorizzare il vasto mondo delle associazioni sportive di base che sono ormai diventate l'anello debole del sistema sportivo italiano e registrano una pesante sofferenza per la prolungata crisi economica e sociale. La promozione sportiva va messa al centro della riforma, individuando in modo chiaro gli ambiti di intervento dei diversi organismi sportivi riconosciuti, come recita la legge delega promulgata in agosto dell'anno scorso”.

“L'attività motoria, lo sport sono diventati progetto di vita per tantissime persone, cittadine e cittadini che ormai considerano la cultura del movimento come salute, sani stili di vita, progetti educativi per i più giovani e non solo, fattore di inclusione per tutte le politiche pubbliche e le realtà territoriali che presentano condizioni di svantaggio o di marginalità. La Uisp è pronta a collaborare sui temi della trasparenza, della pari dignità tra organismi sportivi, della semplificazione amministrativa e del sostegno a favore delle società sportive. Lo sport è la terza agenzia formativa del Paese e rappresenta circa il 30% del terzo settore italiano. Non c'è più tempo da perdere”. 

“Abbiamo avuto modo di dire pubblicamente tutto questo al recente convegno ‘Se la scuola si mette a correre’ tenutosi a Roma – conclude Manco - a cui sono intervenuti la viceministra Anna Ascani e il ministro Vincenzo Spadafora, che hanno apprezzato e rilanciato in tal senso. Si apra, pertanto, una fase di ascolto nel merito degli argomenti che la riforma prevede in modo da offrire al paese un sistema sportivo finalmente aperto, moderno, intersettoriale, equo e culturalmente avanzato. Chi sta sul territorio a combattere quotidianamente con i problemi reali chiede a tutti noi esattamente questo. La Uisp lo chiede da sempre!”

Pubblicato in Sport sociale

Altre due date dedicate agli incontri di formazione e animazione sul tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Ancora due città coinvolte da “JobLab – Laboratori, percorsi e comunità di pratica per l’occupabilità e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità”, progetto fortemente voluto da FISH e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Dopo Milano e Torino nel dicembre scorso, è ora la volta di Terni il 6 febbraio e Roma il giorno successivo, ancora con la collaborazione delle organizzazioni del territorio e ancora una volta rivolgendosi ai dirigenti associativi e a chi opera nei servizi sociali e in quelli per l’impiego. Incontri gratuiti e aperti a tutti.

A Terni il titolo è eloquente: “Il progetto personalizzato d’integrazione lavorativa”. L’incontro si propone di descrivere percorsi e formulare ipotesi per una efficace inclusione lavorativa e un rafforzamento dell’occupabilità delle persone con disabilità. L’attenzione verrà posta sulla personalizzazione del percorso nelle sue diverse fasi, l’empowerment della persona e il lavoro di rete con il territorio e le comunità di riferimento. Il forte interesse è dimostrato anche dalle collaborazioni all’incontro: oltre alla FISH Umbria, collaborano le Città di Perugia e Terni, ARPAL Umbria e Cesvol Umbria. Appuntamento alle 9 del 6 febbraio a Terni, presso il Centro per l’Autonomia Umbro.

Il 7 febbraio la FISH Lazio dà invece appuntamento a Roma alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre. Inizia alle 15 l’incontro su “La rete territoriale del collocamento mirato”. La normativa nazionale sul collocamento mirato prevede un ruolo significativo dei servizi per l’impiego, ruolo che risulta profondamente influenzato dalle diverse scelte regionali, dalla relativa organizzazione dei servizi e, spesso, dall’attenzione alla più ampia rete territoriale di supporto al collocamento e alla presa in carico delle persone con disabilità.

L’incontro si propone di trasferire alcuni strumenti per la conoscenza delle reti territoriali e di prospettare strategie e soluzioni per il loro consolidamento. Entrambi gli incontri saranno condotti dall’esperta Cristina Ribul Moro (Medialabor srl) e prevedono al termine un confronto con il pubblico. Ed ambedue gli appuntamenti, come di prassi per FISH, saranno sottotitolati.

JobLab proseguirà poi il suo percorso con altri appuntamenti in altre 8 regioni e lanciando fra qualche settimana anche un modulo di formazione a distanza sul collocamento mirato, rivolto in particolare agli operatori sociali.

Nel frattempo all’indirizzo https://www.fishonlus.it/progetti/joblab/ è stata attivata una Comunità di Pratica su questi temi, aperta a chiunque voglia approfondire, confrontarsi, discutere.

 

 

 

 

Pubblicato in Lavoro

Grande attesa al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia per l’imminente ritorno, dopo otto anni di assenza, di un’importante testimonianza del passato romano della Calabria.

Si tratta, infatti, del busto femminile in basanite, risalente ad età claudia (41-54 d.C.), rinvenuto nelle vicinanze di Vibo Valentia Marina, durante lo scavo di un’importante villa suburbana, avvenuto a più riprese fra il 1894 e la prima metà del ‘900, durante la realizzazione della ferrovia e la costruzione di limitrofe abitazioni di campagna.

Ai tempi, la scoperta della statua fece scalpore, nonostante la bocca e il naso fossero danneggiate, in quanto sia il materiale (basalto nero), che la tecnica di esecuzione, erano di pregevole fattura. Grazie all’ottima resa della capigliatura, acconciata come prevedeva la moda dell’epoca si è potuto datare con precisione la statua al principato di Claudio, imperatore dal 41 d.C. al 54 d.C.

Già dal momento del ritrovamento si propose l’identificazione con Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, tuttavia tale ipotesi venne accantonata nei decenni successivi per la mancanza di confronti iconografici convincenti.

Tale scultura era stata concessa con prestito di lunga durata nel 2012 al Princeton University Art Museum e a seguito dell’impegno della Direzione Generale Musei, della DG ABAP e del Segretariato Generale del Ministero per i Beni Culturali e il Turismo, sarà restituita al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia che ha sede nel castello di Vibo Valentia dove sarà esposta nella sezione romana accanto al busto di Marco Vipsanio Agrippa.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

 

Pubblicato in Calabria

Il coronavirus ha mostrato un altro grande virus presente nel nostro Paese: una mala informazione dedita ad allarmismi e paure. Nonostante l’invito sì al monitoraggio ma alla cautela di importanti associazioni mondiali di medici delle malattie infettive e di scienziati di livello internazionale come Antonio Giordano non sono mancati i cosiddetti titoli choc: “Virus, Italia colpia”, “Il nuovo colera”.

Ad aiutare e a fomentare questo allarmismo a mezzo stampa anche la dichiarazione di emergenza nazionale di fronte a due soli casi riscontrati e sotto controllo. A questo aspetto si aggiungono forme di sciacallaggio attraverso le chat come audio farlocchi di presunti inviati a Wuhan. Una vera e propria bolla di disinformazione che sui temi della salute rischia di diventare un vero e proprio procurato allarme.

L’appello dell’Ordine dei giornalisti

"La prima emergenza per un virus all'epoca dei social, richiama i giornalisti professionali ad un eccezionale sforzo di comprensione equilibrio e responsabilità. È necessaria un'informazione piena e verificata, senza sottacere gli eventuali rischi e le cautele da attuare, ma sono assolutamente da evitare enfatizzazioni e allarmismi". Lo sottolinea il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Verna.

"Siamo noi giornalisti professionali a dover costituire un modello anche per chi comunica attraverso i social – prosegue Verna -, e da quella comunicazione dobbiamo evitare di correre il rischio di uscirne condizionati. L'appello è quello ad usare le regole di sempre, applicando un'accurata e scrupolosa verifica delle fonti".

 

Pubblicato in Editoriale
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Febbraio 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29