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Mercoledì, 23 Settembre 2020

Giovedì, 06 Febbraio 2020 - nelPaese.it

È disponibile in libreria “Dalla parte del Terzo Settore. La riforma letta dai suoi protagonisti” di Antonio Fici, Emanuele Rossi, Gabriele Sepio, Paolo Venturi, edizioni Laterza, curato dal Forum nazionale del Terzo Settore in collaborazione con CSVnet.

L’opera tenta, per la prima volta, di analizzare il percorso riformatore nel suo complesso e con il punto di vista di coloro che sono materialmente investiti dagli effetti della riforma, attraverso un’analisi di carattere storico, giuridico, sociologico ed economico.

Il testo si articola in due sezioni. La prima raccoglie riflessioni e approfondimenti di firme autorevoli che hanno contribuito alla elaborazione dei testi della riforma e che offrono una panoramica completa sulle innovazioni introdotte dalla nuova legislazione. Nello specifico, Antonio Fici, professore di diritto privato e consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali esamina i principi e i profili generali della riforma; Emanuele Rossi, professore di diritto costituzionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa  ripercorre la storia di questa legislazione; Gabriele Sepio, docente di Diritto tributario presso la scuola nazionale della PA, approfondisce le numerose innovazioni di natura tributaria e fiscale; Paolo Venturi, docente di imprenditorialità sociale e innovazione sociale presso l'Università di Bologna, si concentra sugli aspetti peculiari della riforma dell’impresa sociale. La seconda parte dell’opera offre un commento dettagliato, articolo per articolo, del Codice del Terzo Settore (dlgs 117/2017) e del decreto sull'impresa sociale (dlgs 112/2017). Un lavoro a più mani realizzato da 23 esperti della materia, quotidianamente impegnati in realtà di Terzo settore, coniugando così competenze rinvenibili sia dal mondo degli studi che “sul campo”.

“Il Terzo settore è l’unico comparto del nostro Paese che registra segnali di crescita. Questo è indubbiamente uno dei motivi che ha fatto crescere l’attenzione del legislatore su questo mondo – dichiara Claudia Fiaschi, Portavoce del FNTS – Il Forum ha ritenuto opportuno impegnarsi in prima persona, non solo nel seguire passo dopo passo il cammino della riforma, ma anche promuovendo e sostenendo la realizzazione di questo volume che offre, finalmente, una interpretazione autorevole delle novità che la normativa ha introdotto. Un testo che vuole rispondere a un preciso criterio: essere un testo scritto dal Terzo settore per il Terzo settore”.

“La riforma ci chiede di essere sempre più aggiornati sulle novità legislative – spiega Stefano Tabò, presidente di CSVnet – ma anche di costruire un orizzonte comune di riferimento. Il volume nasce anche dalla competenza degli stessi operatori del settore che, insieme agli studiosi, contribuiscono a una lettura ‘operativa’ della norma. Si aggiunge, così, un altro tassello per la costruzione di un bagaglio comune di conoscenze che ci permette di legittimare una cultura del terzo settore e del volontariato forte e condivisa in tutto il Paese”.

Nel corso dei prossimi mesi saranno organizzati, sul territorio nazionale, una serie di incontri di presentazione del volume, alla presenza degli autori.

Pubblicato in Economia sociale

Un boato all'alba sui binari dell'Alta velocità. Due morti e 27 feriti è il bilancio provvisorio del deragliamento del Freccia rossa Milano-Salerno partito alle 5.10 dal capoluogo lombardo. Ad altezza di Livagra, provincia di Lodi, la motrice si è staccata dal convoglio finendo prima contro una centralina e poi contro un edificio delle ferrovie. Morti i due macchinisti, ferito in modo più grave il personale pulitore del treno ma non in pericolo di vita. Un fatto gravissimo si abbatte sul sistema Av delle ferrovie che a dicembre hanno festeggiato i 10 anni in modo sontuoso: questo incidente svela tutti i problemi che quotidianamente emergono sulla rete e la qualità dei treni. 

Secondo il prefetto di Lodi poteva essere una "carneficina". Il ministro dei Trasporti si sta recando sul posto mentre gli inquirenti indagano sulle cause del disastro. Nel punto dove è deragliato il Frecciarossa c'erano dei lavori di manutenzione in corso sulla linea Alta Velocità. Secondo quanto si apprende, l'intervento - affidato ad una ditta specializzata da Rfi - era in corso anche nelle ultime ore, proprio nel punto in cui è sviato il treno. Gli investigatori stanno ora verificando se vi sia una connessione tra l'incidente e i lavori stessi.

Un esposto in Procura

"Molti di noi viaggiano frequentemente su questi treni e nessuno può mai immaginarsi che possa succedere quello che è capitato questa mattina. Ora però è necessario fare alcune considerazioni – dichiara il presidente di Udicon Denis Nesci – quello che è accaduto non deve più ricapitare e come associazione che tutela i diritti dei consumatori, ci sentiamo in dovere di capire i dettagli di questa tragedia. Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica e chiediamo di sapere quanto prima cosa abbia portato a questo enorme disastro. Su quella linea pare che, da tempo, siano in corso lavori di manutenzione – conclude Nesci – non vogliamo trarre conclusioni affrettate e non è possibile al momento fare considerazioni, certo è che saremo in prima linea per far sì che ci sia giustizia per le vittime, per i feriti ed inoltre cercheremo di capire com'è possibile evitare che accada nuovamente una tragedia simile".

L'alta velocità ha registrato un vero e proprio monopolio nel trasporto viaggiatori in pochi anni. Nel Rapporto Pendolari si legge come in 10 anni il bilancio è imponente: i numeri sono cresciuti di anno in anno, grazie al raddoppio della flotta dei treni AV: 74 nel 2008, 144 nel 2019. I passeggeri trasportati sui treni AV di Trenitalia sono passati dai 6,5 milioni del 2008 a 40 milioni nel 2018, con un aumento del 517%.

Nello scorso autunno per circa 3 mesi si sono verificati guasti alla linea e ai treni con ritardi medi quotidiani di 30-40 minuti. In un articolo dello scorso 14 gennaio di Andrea Giuricin viene analizzata la "linea datata e sovraccarica" dell'alta velocità mentre Rfi potrebbe spendere "i 274 milioni di utili del 2018 per risolvere i guasti", oltre al nodo della manutenzione. La congestione riguarda, soprattutto, le stazioni a partire da Termini: la linea di ingresso e di uscita è la prima a saltare come accaduto nei giorni scorsi. 

Sul terreno ci sono due lavoratori morti e 27 persone, gran parte pendolari, rimaste ferite. Di fronte a questo disastro è il caso che qualcuno inizi a pagare, non è possibile morire facendo il proprio lavoro o prendendo un treno per andare a lavoro: si rimuovano immediatamente dirigenti che hanno fallito. 

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