Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 15 Luglio 2020

Venerdì, 20 Marzo 2020 - nelPaese.it

Coopbund Alto Adige Südtirol, associazione di rappresentanza interetnica ed interculturale che rappresenta le cooperative su tutto il territorio altoatesino, ha lanciato un’iniziativa per stare vicino alle proprie associate in questi giorni in cui sono aumentate le distanze.

Da qualche giorno è stato attivato uno sportello virtuale raggiungibile all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., a cui tutte le cooperative associate si possono rivolgere per raccontare la loro situazione attuale indicando le maggiori criticità e problemi che stanno vivendo e come stanno affrontando praticamente questi problemi (variazione delle forze lavoro, degli orari, chiusura di sedi, lavoro agile).  Coopbund cercherà di dare subito un primo riscontro e sostegno.

Heini Grandi, presidente di Coopbund, afferma “Anche le cooperative, come molte altre imprese, sono duramente colpite dalle conseguenze economiche legate all’emergenza del coronavirus. Penso alle microstrutture per l’infanzia, alle cooperative che si rivolgono agli scolari e agli studenti, a quelle che operano nel settore culturale. Queste imprese sono state le prime a dover interrompere le loro attività, poi a cascata anche le cooperative operanti in altri settori. Come associazione di rappresentanza siamo costantemente impegnati a seguire i tavoli istituzionali e a partecipare agli incontri, come quello fra le parti sociali che si è tenuto la settimana scorsa. Seguiamo con attenzione le delibere del governo e i relativi provvedimenti a livello provinciale che possono rispondere alle esigenze delle imprese cooperative e ne diamo notizia alle nostre associate nel più breve tempo possibile”.

Lo sportello virtuale e l’apposito indirizzo email sono stati creati con l’obiettivo di raccogliere le varie situazioni delle cooperative per poter avere un quadro complessivo dei problemi e permettere a Coopbund di agire con interventi mirati il più possibile coordinati tra loro. Inoltre le informazioni raccolte permetteranno a Coopbund di confrontarsi a livello nazionale con Legacoop e Confcooperative.

“Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale di vicinanza ai nostri cooperatori. Si tratta di uno strumento utile per quantificare le conseguenze e l’impatto anche a livello economico che l’emergenza coronavirus sta causando alle imprese cooperative. Ricordo inoltre che siamo disponibili anche telefonicamente o in videoconferenza, strumento ampiamente utilizzato anche tra i nostri dipendenti che lavorano in smart working. L’appello ai soci quindi è semplicemente: scriveteci!” conclude Heini Grandi.

Pubblicato in Trentino-Alto Adige

A seguito della notizia sull'allarmante diffusione del contagio a Fondi (Lt) e della conseguente ordinanza regionale che ha disposto nella città i provvedimenti già adottati dal Governo nelle cosiddette zone rosse, il presidente del Consorzio Parsifal.

Sono giorni e ore difficili. Giorni in cui l'apprensione cresce. Ore, queste ultime specialmente, in cui un pensiero in più lo abbiamo per i nostri amici fondani.

Fondi - da ieri sera dichiarata zona rossa - è una cittadina splendida, che nella sua storia ne ha viste tante. È sulle sue montagne che Alberto Moravia e Vittorio De Sica hanno ambientato La ciociara: un libro e un film conosciuti e ammirati in tutto il mondo. Ed è qui a Fondi che, da molti anni, il comune ci ha affidato la gestione del centro diurno per adulti con disabilità.

Il centro si chiama "L'allegra brigata". Una struttura di cui siamo fieri. La professionalità e la dedizione di Angela, la coordinatrice, e delle educatrici Antonella, Claudia, Emanuela, Federica, Filomena, Gemma, Giuseppe, Laura, Maria Rosaria, Maria Teresa, Pamela, Pierina, Roberta, Simona e Teresa, sono esemplari. Astrolabio – la cooperativa sociale consorziata in Parsifal che opera a Fondi – porta avanti da tempo anche l'assistenza domiciliare educativa e i centri per bambini e adolescenti "Aut Aut" e "Magicabula": dove Anna, la coordinatrice, e gli educatori Antonio, Daniela, Donatella, Martina, Piera, Raffaella, Serena, Stefania, Stefano e Valentina, realizzano progetti innovativi. Progetti che non fanno rumore, ma che costituiscono il collante vero della comunità fondana.

Si tratta di servizi essenziali, da due settimane sospesi per effetto dei decreti governativi e delle successive ordinanze regionali che hanno disposto le misure d'emergenza per contrastare o almeno per mitigare il contagio da Covid-19. Da allora stiamo freneticamente portando avanti un intenso lavoro di riprogrammazione: per non lasciare soli i ragazzi e per continuare a seguirli, seppure a distanza.

Ora dobbiamo fermarci completamente, proteggerci tutti dal rischio principale, quello sanitario, e avere fiducia. Sì, perché, ne siamo sicuri, il contagio a Fondi si fermerà prima che altrove, come è successo a Codogno, a Vo' Euganeo e negli altri comuni individuati come focolai dell'epidemia.

Non dobbiamo avere paura, dobbiamo semplicemente essere responsabili e incitare i nostri amici più fragili a resistere. Sentiamoci, chiamiamoci, usiamo il telefono, le videochiamate, Whatsapp, Skype. Sosteniamoci gli uni con gli altri e non cediamo. I cooperatori sociali hanno la buccia dura: se c'è un pregio che ci riconoscono tutti, è la resilienza, ossia la capacità di superare i traumi e di trasformare le criticità in punti di forza.

Questa dote dimostreremo anche oggi e nel prossimo futuro, ché di resilienza e di cooperazione abbiamo bisogno adesso come non mai.

Daniele Del Monaco - presidente Consorzio Parsifal
 

 

Pubblicato in Lazio

Cambiare i criteri dei tamponi, estendendoli a tutti i soggetti con sintomi simil-influenzali. Eseguire controlli routinari sul personale sanitario, sottoporre a diagnosi tutti i contatti anche asintomatici delle persone trovate positive e aumentare il monitoraggio nelle aree più colpite.

Secondo l’Associazione Mondiale delle Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), presieduta dalla Professoressa Susanna Esposito, la diagnosi precoce è essenziale per fornire, prima che sia troppo tardi, eventuali terapie antivirali ai pazienti più a rischio (over 70, persone con pneumopatie o diabete o cardiopatie). Inoltre, l’alta percentuale di operatori sanitari malati rende prioritario il loro screening routinario per evitare che diffondano la malattia a pazienti con altre patologie e ai loro familiari, anche a causa dell’assenza in molti casi di dispositivi di protezione individuale adeguati e di cultura sulle infezioni ospedaliere nel nostro Paese.

“La terapia farmacologica antivirale raccomandata - ha dichiarato la Professoressa Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – deve poter essere somministrata, se indicata, nella fase inziale della malattia. Non appena, invece, subentrano gravi complicazioni respiratorie può essere troppo tardi. In terapia intensiva muore il 20% degli over 70 e il 30% degli over 80. Se non vengono effettuati tamponi a soggetti a rischio asintomatici, che hanno avuto contatto con casi positivi, non è possibile iniziare precocemente eventuali trattamenti. Così pure, se agli operatori sanitari asintomatici in ospedale non viene effettuato il tampone quando sono esposti a casi positivi, se il personale ospedaliero viene scambiato tra diversi reparti senza essere sottoposto ad alcun tipo di controllo e se il personale medico e infermieristico presente sul territorio non è neanche sottoposto al tampone quando presenta sintomi perché questi non sono considerati sufficientemente gravi non sarà minimamente possibile contenere il contagio. Così pure, se i laboratori identificati per effettuare i test diagnostici sui tamponi, che oltre tutto si basano su metodiche relativamente semplici, forniscono una risposta dopo 3-4 giorni perché non sono sufficientemente attrezzati e/o organizzati con un ritardo sia nell’inizio delle terapie antivirali nei pazienti ricoverati e in quelli a rischio a domicilio sia nell’isolamento dei contatti stretti e degli operatori sanitari positivi la letalità da COVID-19 in Italia, per lo meno in alcune Regioni, sarà la più alta del mondo. Tenere le persone a casa non è sufficiente, è necessaria una identificazione più precoce del contagio”.

Rispettare una vera quarantena è complicato. Non eseguire il tampone in chi ha sintomi lievi o moderati e negli asintomatici che hanno avuto contatti stretti con casi positivi può indurre a fare uscire di casa soggetti contagiosi guariti dai comuni sintomi influenzali ma che sono ancora portatori del virus, come confermano le recenti pubblicazioni sulla rivista Science in cui viene citato come virtuoso l’esempio della Corea del Sud e viene sottolineato come i cardini per contrastare l’emergenza siano essenzialmente lo screening allargato, che non è uno screening di massa ma indubbiamente è un allargamento nell’esecuzione dei tamponi rispetto a quanto è stato fatto finora in gran parte d’Italia, e l’utilizzo massivo delle mascherine. La stessa raccomandazione arriva dal Centre for Health Protection di Hong-Kong dove in una città con più di 7 milioni di abitanti, una metratura quadrata molto piccola e frequenti scambi con la Cina continentale i casi di SARS-COVID-19 sono stati solo 150.

“Vietare di fare jogging e sport all’aperto non serve - continua la Professoressa Susanna Esposito - se fatto in solitudine e con la mascherina chirurgica non è rischioso per nessuno. Non è realistico credere che famiglie italiane con bambini piccoli con l’inizio della primavera stiano intere settimane chiuse nella loro abitazione. È, invece, fondamentale limitare il più possibile le uscite senza assembramenti ma fare in modo che tutti indossino sempre la mascherina chirurgica quando escono di casa per evitare la diffusione di COVID-19 da parte di quei portatori asintomatici che non sarebbero identificati neanche con una esecuzione più estesa di tamponi. Fermo restando la disponibilità e l’accessibilità ai dispositivi protettivi che ad oggi non è ancora garantita, uscire senza mascherina è pericoloso per sé e per gli altri. D’altra parte, nessuno sa se i portatori asintomatici sviluppano anticorpi protettivi. Quindi, è possibile che il numero dei suscettibili resti molto alto per lungo tempo”.

 

Pubblicato in Nazionale
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Marzo 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31