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Giovedì, 02 Aprile 2020

Giovedì, 26 Marzo 2020 - nelPaese.it

Coronavirus e Mezzogiorno. "Accogliamo la proposta del presidente di Fondazione Con il Sud Carlo Borgomeo fatta al ministro Provenzano dalle pagine de Il Mattino: fondi senza vincoli per il terzo settore meridionale individuando i soggetti radicati sul territorio". Così interviene Legacoopsociali dopo la proposta lanciata ieri sulle pagine del giornale napoletano. 

"La cooperazione sociale, soggetto di riferimento nell’ambito dell’impresa sociale - continua la nota - è molto diffusa nel Mezzogiorno in diverse filiere di attività per i servizi alle persone e alle comunità: inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, servizi socio-sanitari e assistenziali alle fasce fragili, recupero dei beni confiscati alle mafie e Rigenerazione di tessuto sociale e produttivo".

"Servono interventi di sistema a fronte di un ampio piano di sostegno, ma soprattutto di promozione e innovazione dei soggetti del Terzo Settore per affrontare l’emergenza, progettare e far nascere un nuovo welfare dell’equità e della promozione umana. Nella direzione di questa proposta saremo disponibili a fornire le nostre competenze mettendo le cooperative sociali nella condizione di dare un supporto decisivo per salvare l’occupazione e il lavoro svolto sul territorio", conclude Legacoopsociali.

Pubblicato in Nazionale

Una misura straordinaria a sostegno del pagamento del canone di locazione per nuclei familiari a basso reddito e che ne sono rimaste temporaneamente prive. L'Alleanza delle Cooperative Italiane settore Abitazione propone di completare con questo intervento le misure sul tema casa, sicuramente positive, contenute nel Decreto Legge "Cura Italia" che, al momento, riguardano esclusivamente la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e degli sfratti fino al 30 giugno 2020.

In concreto, Alleanza delle Cooperative Italiane settore Abitazione propone, con un emendamento all’Art. 54 del Decreto, un incremento della dotazione del Fondo inquilini morosi incolpevoli di 50 milioni di euro per il 2020, con un capitolo di spesa separato e aggiuntivo, e un allargamento dei soggetti beneficiari, che includa le famiglie che sono in locazione in alloggi di housing sociale e di cooperative di abitanti a proprietà indivisa, che svolgono una funzione di welfare sussidiario rispetto all’accesso alla locazione.

La dotazione aggiuntiva, secondo l'Alleanza, potrebbe essere utilizzata con le stesse procedure operative previste per la gestione del Fondo stesso, ma come misura preventiva, quindi con l’immediata erogazione del contributo direttamente ai proprietari al fine di evitare procedure di sfratto - condizione prevista dai meccanismi attuali - per un periodo massimo di 6 mesi e coprendo il 70% dell‘importo complessivo del canone e delle spese accessorie.

La proposta dell'Alleanza Cooperative Abitazione nasce da una preoccupazione, condivisa con adHousing Europe, la rete Europea dell’alloggio sociale, rispetto alla condizione abitativa in cui si troveranno molti cittadini europei nei prossimi mesi a seguito dell’emergenza causata dal COVID-19, considerando che il Report 2019 the State of Housing evidenziava una situazione già molto critica: il 37,8% dei cittadini a rischio di povertà spendono più del 40% del proprio salario per la casa.

In Italia questa situazione si colloca in un contesto di grande fragilità. Secondo uno studio di Nomisma, 10,8 milioni di famiglie si dichiarano “fuori mercato”, cioè con un problema di accesso alla casa. Una quota rilevante è costituita da 1,2 milioni di nuclei familiari in affitto, esclusi dal sistema di Edilizia Residenziale Pubblica (900mila alloggi di cui 700mila in gestione alle Aziende casa locali), che vivono in condizione di “disagio economico acuto”.

Pubblicato in Economia sociale

Rimane alta l'attenzione e l'impegno delle associazioni promotrici di una Lettera aperta al governo e alle istituzioni per un #decretobambini. È possibile sottoscrivere la lettera su Change.org. 

Obiettivo raccogliere numerose firme da presentare al premier Conte per rinforzare le richieste. Nel frattempo, sono arrivate le prime risposte: alcuni parlamentari - Paolo Siani, Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Ceccanti, Emanuela Rossini, Paolo Lattanzio, Vittoria Casa - e la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa hanno accolto le istanze delle associazioni promotrici, assicurando un impegno, e si sta lavorando alla proposta di emendamenti al Decreto Cura Italia che includano l'attenzione a bambini e ragazzi più fragili.

Le proposte: “costituire task force locali tra scuola, autorità giudiziarie, servizi sociali, sanitari e terzo settore; proseguire con gli interventi urgenti di tutela per mettere in protezione le vittime; sensibilizzare le forze dell'ordine nel gestire nel modo corretto le chiamate di aiuto che ricevono da questi bambini; supporto per spesa alimentare, vestiti e materiali per l'igiene personale; aiuto per la continuità scolastica fornendo tablet o pc e materiale di cartoleria; laddove prevista, la garanzia del diritto di visita protetta dei figli con il genitore non convivente”.

Tante le nuove adesioni, tra cui quella della Società italiana di Pediatria, Unicef Italia, Unione nazionale camere minorili, Comip - Figli Di Genitori Con Un Disturbo Mentale, Associazione In-Formazione, Legambiente, Federsolidarietà, Eugema onlus, Cooperativa La Strada, Centro Tiama, Viole Lab (Laboratorio Pedagogico sulla Violenza ai Minori), Fondazione Asilo Mariuccia, Consultorio di Napoli dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, Codici Ricerca e intervento, Familiarmente per i diritti dei bambini, Arci Genova.

Molti anche i professionisti, docenti universitari, garanti, cittadini preoccupati per la situazione di bambini e ragazzi. Invitiamo tutti a condividere utilizzando gli hashtag #decretobambini e #restiamoattenti.

 

Pubblicato in Nazionale

"Sara, mi dispiace ma io oggi non posso venire perché c'è troppo raffreddore in giro".  La bambina alla maestra.  Ognuna nella sua casa. "Abbiamo iniziato proponendo ai rappresentanti dei genitori di poter mandare video messaggi ai bambini - racconta un'educatrice della cooperativa sociale Koinè. Poi abbiamo dato alle famiglie i nostri numeri personali  per ogni necessità. E così abbiamo ricucito un filo che nemmeno il coronavirus è in grado di spezzare. Vederci e parlarci, tra noi e i bambini, pensiamo faccia bene a loro ma anche a noi. Se li ho visti, se ho fatto qualcosa per loro, la sera vado a letto più contenta".

Le educatrici Koinè producono di tutto: canzoncine, letture di libri, suggerimenti su giochi. E inventano anche storie nuove come "la primavera e la strana cosa" dove questa si aggira per i parchi e le strade e allora i bambini, i genitori e i nonni giocano a nascondino stando a casa. Fino a quando la strana cosa scompare e il sole torna a splendere.

"Vogliamo solo mantenere una relazione con i bambini. In questo momento non possiamo fare di più. Loro hanno intuito che questo non è come il periodo della chiusura estiva. La gran parte di loro ha i genitori a casa, non può uscire, avverte la naturale preoccupazione degli adulti che sono con loro. Mantenere il contatto con noi può essere un segno di normalità e quindi di tranquillità".

I genitori fanno domande e chiedono consigli. Alcune delle attività fatte al nido o alla materna possono continuare a casa, stavolta con i genitori e non con le educatrici. Si usa di tutto: whatsapp, chat, videochiamate, skype. Le educatrici improvvisano e registrano nelle loro case, con i libri che hanno sugli scaffali, li presentano e li raccontano ai bambini. Talvolta insieme ai loro figli, qualche volta con i loro gatti.

Le registrazioni sono già nei siti di alcuni comuni che hanno nidi gestiti da Koinè e la cooperativa e ha creato una playlist sul canale Youtube della cooperativa. Tra poco saranno disponibili on line, con aggiornamenti costanti, una quarantina di video.

 

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