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Venerdì, 03 Aprile 2020

Venerdì, 06 Marzo 2020 - nelPaese.it

Nel contesto del Festival itinerante del Giornalismo e della Conoscenza ’dialoghi’, si indice la IV edizione del “Concorso Aspiranti Giornalisti” dedicato alla memoria di Giulio Regeni, che si avvale del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti FVG e del contributo della LegaCoop FVG, per giovani di età compresa tra i 16 anni e i 28 anni, compiuti all’atto dell’iscrizione, per incentivare all’attività del giornalismo e promuovere l’inserimento nella professione, fondamentale di ricerca e divulgazione necessaria all’informazione del cittadino e processo imprescindibile per la libertà di ogni individuo, garanzia del rispetto dell’articolo 21 della Costituzione Italiana.   

I premi messi a disposizione dalla Legacoop FVG sono: I posto 500 euro, II posto 300 e III 200.  

 Regolamento e scheda di partecipazione si possono scaricare sul sito www.dialoghi.eu.  

 Il festival

“Dialoghi” è confronto ampio e aperto con testimonianze scritte, orali e filmate; inchieste e analisi; pensieri e libri di giornalisti, studiosi e scrittori; è approfondimento, con un’analisi delle vicende attuali e passate, ma anche presentazione di proposte costruttive per migliorare lo stato delle cose; è un percorso lungo, ma deciso, che porterà a sviluppare argomenti e idee, non necessariamente atte a dare risposte, piuttosto a creare dubbi e domande, ‘mancanze’ indispensabili per acquisire nuove conoscenze. “dialoghi” non è solo un progetto sull’informazione, ma è nato dalla volontà di dare importanza e priorità alla cultura in generale, “motore” della crescita non solo tecnologica ed economica, ma soprattutto sociale e culturale, per una conoscenza del mondo e dell’uomo visto nella sua interezza e complessità. È ‘dialogare’, sentire l’altro e avere voglia di scoprirlo. Il progetto vuole dare maggiore visibilità agli autori e alle arti, spazia in maniera globale nel mondo dell’informazione, della letteratura e della cultura in generale.

Proponendo diverse forme espressive, in maniera curiosa, indagatrice e attenta, cercando di sondare quanto di innovativo e originale si può acquisire dall’infinito mondo della cultura e dell’arte, in maniera sempre attenta, con un'attenzione particolare ai mutamenti, alle sensibilità e creatività dell’uomo. Un percorso lungo, ma deciso, che porterà a sviluppare argomenti e idee, atte non necessariamente a dare risposte, piuttosto a creare dubbi e curiosità, ‘mancanze’ indispensabili per acquisire nuove conoscenze. Cultura come agente di cittadinanza, cultura come una casa accessibile a tutti. È l’informazione, le fondamenta su cui costruire la casa.

Il format originale di “dialoghi”, che prevede itineranza nella Regione FVG e all’Estero, gli permette non solo di mantenere le sue ambizioni culturali e artistiche con una particolare attenzione all’informazione, ospiti di livello nazionale e internazionale e incontri che spaziano a 360° in tutti i campi e argomenti (ingresso gratuito e aperto a tutti), ma lo fa diventare agente di promozione di siti storici e di rara bellezza e delle specialità eno – gastronomiche della Regione FVG. Itineranza, quindi, come veicolo di promozione e conoscenza di luoghi e cose, in un’armoniosa simbiosi tra Cultura e Turismo. È un Festival itinerante in luoghi stupendi in tutte le stagioni e per tutte le età. 

Nella IV edizione si è sviluppato in 3 sessioni (primavera, estate, autunno) con 26 giornate visitando 30 siti, sono 14 i Comuni interessati (di cui uno austriaco), 24 conferenze, 21 libri presentati, 10 spettacoli, vari eventi musicali e letture, 130 ospiti provenienti da tutta l’Italia ed Estero, oltre 1.000 studenti coinvolti.

 

Pubblicato in Cultura

In questi giorni particolarmente convulsi e frenetici vengono opportunamente assunte misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus ma anche di sostegno a famiglie, lavoratori, imprese.

Queste misure tuttavia dovrebbero prestare ancora maggiore attenzione, secondo le Federazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH), a chi è maggiormente esposto al rischio di contagio ma anche agli effetti sociali di un’emergenza che colpisce tutto.

In una formale comunicazione all’Ufficio per la promozione dei diritti delle persone con disabilità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Federazioni hanno chiesto “di integrare le misure adottate fino ad oggi con ulteriori disposizioni a tutela e a sostegno delle persone e delle famiglie”.

Le richieste riguardano sia la scuola e il diritto allo studio, che i centri diurni e quelli residenziali, che, infine, “le agevolazioni lavorative per coloro che assistono familiari con disabilità o per gli stessi lavoratori con disabilità in particolare se interessati da patologie cronico-degenerative o altre condizioni che li pongano più a rischio”.

In ambito scolastico vengono già segnalati disagi: “la difficoltà di accesso alla formazione, la difficoltà di accesso al sostegno, agli educatori e al supporto alla comunicazione: insomma la formazione a distanza non sembra affatto una garanzia accessibile a tutti, in particolare in assenza di quelle direttive che le Federazioni richiedono”.

In ambito lavorativo le Federazioni richiedono un rafforzamento e l’estensione di permessi e congedi già esistenti. Non manca un appunto sullo smart working e sul lavoro a distanza. “Si chiede in questo caso al Dipartimento Funzione Pubblica, che sul punto ha emanato una circolare (n. 1 del 4 marzo), di fissare garanzie e priorità affinché queste misure riguardino innanzitutto i lavoratori con disabilità con un quadro clinico di maggiore rischio”.

Pubblicato in Nazionale

L’Uisp tiene a sottolineare la propria responsabilità sociale circa le misure adottate per contenere l'emergenza epidemiologica del COVID-19. La salute, in particolare la salute pubblica, come diritto e bene primario per ogni cittadino, soprattutto in situazioni come quella che stiamo vivendo nel nostro Paese richiede a tutti, corpi sociali e singole persone, di fare la propria parte con comportamenti che garantiscano forme di prevenzione.

Detto questo, non possiamo però sottrarci dall'intervenire nel merito delle disposizioni, riguardanti il mondo sportivo, che nei vari DPCM emanati hanno mostrato qualche elemento di contraddizione.

Come spesso accade nelle situazioni di emergenza, infatti, vengono alla luce quegli elementi che segnano la diversità, a volte vere e proprie disuguaglianze, che in questo caso esistono tra gli organismi sportivi riconosciuti con le relative associazioni e società sportive affiliate, tra questi e tutto il mondo delle organizzazioni sportive private, fino alle stesse imprese sportive.

E ciò emerge in modo chiaro proprio nella lettura dell'art. 1 comma 1 lettera c) del DPCM 4 marzo, laddove si richiede la presenza del "proprio personale medico" con riferimento alle associazioni  e società sportive, come condizione, di fatto, per poter svolgere le attività competitive e gli allenamenti degli atleti agonisti. Rendendo non sostenibile economicamente la presenza del medico per le migliaia di competizioni da tenersi su tutto il territorio nazionale, senza considerare la necessità di reperire il personale medico per fare fronte alle urgenze nei presidi sanitari.

Come Uisp continueremo a fare la nostra parte seguendo le indicazioni sanitarie che sono state emanate circa le forme di prevenzione da seguire, ma nello stesso tempo avvertiamo il bisogno di segnalare alcune incongruenze che stanno complicando la possibilità di riorganizzare le nostre attività in modo coerente con le disposizioni normative.

Stiamo interloquendo con Governo e Parlamento affinché nei provvedimenti di sostegno ai settori produttivi toccati dalla crisi sanitaria, sia tenuto in considerazione il danno economico che la Uisp, con i propri livelli regionali e territoriali, le Asd affiliate e gli altri organismi sportivi stanno subendo, al pari di tutte le altre organizzazioni sociali.

Abbiamo a cuore soprattutto i nostri operatori, educatori e tecnici sportivi che stanno facendo i conti con il proprio lavoro e con la propria sussistenza familiare.

Continueremo, pertanto, ad agire con la responsabilità collettiva che ci ha sempre contraddistinto, in attesa di un auspicato e urgente intervento che possa rendere possibile e paritario il diritto alla pratica sportiva per tutte e tutti.

Pubblicato in Sport sociale
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