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Domenica, 12 Luglio 2020

Venerdì, 10 Aprile 2020 - nelPaese.it

Sempre meno italiani vorrebbero rimanere nell'Unione Europea, la crisi causata dal coronavirus e gli scontri con Bruxelles hanno fatto perdere fiducia nell'UE. Se nel 2018 il 65% credeva che fosse giusto restare nell'Unione, oggi la percentuale è scesa al 44%. E' quanto emerge dal sondaggio di Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecne', con interviste effettuate il 9-10 aprile.

Due anni fa solo il 26% credeva fosse giusto uscire rispetto al 42% attuale, cresce anche la percentuale degli indecisi (9% nel 2018, 14% oggi). Del 44% di coloro che pensano sia giusto restare nell'UE, il 28% ritiene che non cambierà idea in nessun caso sulla collocazione italiana mentre il 16% crede che lo farà solo se la UE non facesse nulla di concreto sull'emergenza coronavirus.

Tra il 42% di coloro che vorrebbero uscire, il 30% pensa che non cambierà mai idea mentre il restante 12% lo farà qualora l'Unione facesse qualcosa di concreto sull'emergenza Covid-19.

Italiani con le idee sempre più chiare sul governo Conte 2, mai la percentuale di indecisi era scesa fino al 4,7% come questa settimana. Contestualmente aumenta sia la fetta di coloro che hanno fiducia che di quelli che non hanno fiducia.

Gli italiani che avevano fiducia nel governo giallorosso la settimana scorsa si attestava al 31%, oggi sale di 0,8%. Più alto l'incremento delle persone che non hanno fiducia, sette giorni fa erano il 62,3% mentre oggi sono il 63,5% (+1,2%).

(Fonte: agenzia Dire)

Pubblicato in Nazionale

"A 50 giorni dalla zona rossa di Codogno non avere i DPI nella nostra regione, per ogni famiglia e per ogni lavoratore è un dato sconcertante insieme agli oltre 10.000 deceduti e tra questi amici e colleghi delle nostre imprese associate".

L'affondo su Palazzo Lombardia è firmato da Massimo Minelli e Attilio Dadda, presidenti rispettivamente di Confcooperative e Legacoop Lombardia che scrivono al governatore Attilio Fontana.

"Le polemiche e le inchieste di questi giorni sulle RSA ci danno tristemente ragione. Se abbiamo a cuore la ripresa rapida dell'economia, lavoriamo subito per definire al più presto una politica sanitaria di contenimento al contagio che si fondi sulla prevenzione e non solo sull'ospedalizzazione. Che garantisca, ad esempio, la somministrazione periodica dei tamponi", scrivono i presidenti di Confcooperative e Legacoop Lombardia.

Tra le categorie elencate: medici di base, personale ospedaliero e socio-sanitario, compresi i lavoratori di RSA e Comunità, cooperative sociali e terzo settore, lavoratori dei servizi essenziali: grande distribuzione, logistica, trasporto, servizi di sanificazione, filiere agroalimentari. "Lavoratori che, in assoluto silenzio, stanno continuando a sostenere i servizi, senza i quali nessuna comunità può pensare di reggersi" concludono.

(Fonte: agenzia Dire)

Pubblicato in Lombardia

Un forte «appello» ai sindaci delle città che insistono nel territorio della sua diocesi – Acerra e Casalnuovo, in provincia di Napoli; Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta – «perché gli aiuti economici che il governo ha previsto», per far fronte all'emergenza, «siano al più presto erogati».

Lo ha lanciato il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, durante l'omelia della Messa nella Cena del Signore, celebrata senza popolo in Cattedrale ieri sera, Giovedì Santo, e trasmessa in diretta streaming.

Il presule ha ripreso l'appello in una lettera inviata stamattina ai sindaci. “Dobbiamo fare presto per affrontare la crisi sociale ed economica drammatica – è scritto nella missiva - che inevitabilmente già sta accompagnando quella sanitaria. Sarebbe imperdonabile il rischio di lasciare senza viveri la nostra gente a causa di parametri e criteri che rispondono alla prassi burocratica piuttosto che alle reali esigenze delle persone e al momento di eccezionale drammaticità”.

“La burocrazia non rallenti l'erogazione dei benefici che il Governo centrale ha previsto per far fronte alla crisi – continua Di Donna - nessuno si renda responsabile di lasciare letteralmente "affamati" i fratelli in difficoltà per stare dietro a cavilli burocratici, con il rischio gravissimo di lasciare ancora una volta nelle casse della burocrazia soldi destinati, in questo specifico caso, addirittura al necessario per la sopravvivenza della gente”.

“Il peso della crisi comincia a farsi insostenibile anche per le nostre Caritas, che nonostante l'abnegazione e la buona volontà dei volontari, non reggono alle file interminabili di chi attende per un buono spesa. Su questo fronte, ogni minuto perso nelle maglie spesso troppo strette della burocrazia è benzina per una nuova guerra dei poveri, che si presenterà presto alle nostre porte se ritardiamo ancora. Non sia escluso nessuno: si mettano tutti nella condizione di ricevere questi benefici economici”, conclude il vescovo.

Pubblicato in Campania

Il Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti generati da terremoti nel Mar Mediterraneo (SiAM), sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile, compie un altro importante passo avanti.

Dai primi giorni di aprile 2020, infatti, i dati di livello del mare vengono trasmessi pressoché in tempo reale dalle stazioni della rete mareografica dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) al Centro Allerta Tsunami dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (CAT-INGV).

Il sistema di allertamento per i maremoti di origine sismica prevede l'invio, entro pochi minuti dal terremoto, di un messaggio di allerta dal CAT-INGV alla Protezione Civile che lo diffonde immediatamente alle autorità locali e al sistema di protezione civile territoriale.

La conferma di un eventuale tsunami generato dal sisma può avvenire soltanto dall'osservazione dei mareografi della rete ISPRA e delle altre reti presenti nel Mediterraneo. Quanto più rapida è la conferma, tanto più efficaci saranno le misure di mitigazione del rischio.

A seguito di un periodo di sperimentazione durato alcuni anni, la tecnica di trasmissione ora attivata riduce il tempo di trasmissione da pochi minuti a pochi secondi, assicurando al contempo una "ridondanza" nel trasporto dei dati, rendendo così più rapido ed efficiente l'intero sistema di allertamento per gli tsunami.

Il nuovo sistema trasmissione dei dati, denominato appunto FAST, consente al CAT-INGV di disporre in tempo reale della misura delle variazioni del livello del mare su tutte le coste nazionali, per una verifica immediata di possibili maremoti che potrebbero abbattersi sulle coste italiane e sugli altri paesi del Mediterraneo.

Questo miglioramento rappresenta un ulteriore progresso del sistema di allerta, che è in continuo sviluppo grazie alla stretta collaborazione tra DPC, ISPRA e INGV.

Pubblicato in Ambiente&Territorio

In questo tempo rimesso in discussione, in questo tempo dove le emergenze spostano costantemente le nostre priorità, di stato costante di allarme che fa emergere la nostra capacità di assumerci le responsabilità, voglio ringraziare le operatrici e gli operatori, le coordinatrici e i coordinatori, impegnati in questo periodo in modo incessante nei servizi residenziali e domiciliari, assistenziali ed educativi, agli anziani, alle persone con disabilità, alla salute mentale, a tutte le persone fragili. Voglio ringraziarvi non solo per il vostro prezioso lavoro, ma anche perché, in questo strano periodo di distanze sociali forzate, siete per tutti noi, e soprattutto per le persone di cui ci prendiamo cura, l’incarnazione della dimensione umana che è sempre stato uno dei nostri valori fondamentali.

Un pensiero anche ai lavoratori interessati da sospensioni o riduzioni di servizio, che, seppur indirettamente, sono coinvolti in questa grave fase emergenziale. Con l’evoluzione dell’emergenza Covid-19, la Cooperativa Itaca ha nuovamente attivato le procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali, che per noi è rappresentato dal Fondo Integrazione Salariale (FIS), dal 24 febbraio per un massimo di 9 settimane.

Consapevoli delle difficoltà che ci attendono – sia come Cooperativa, sia come cittadini e lavoratori –, come Consiglio di Amministrazione abbiamo deciso che gli importi derivanti dalle determinazioni delle integrazioni salariali saranno anticipati da Itaca in attesa di autorizzazione da parte dell’Inps. Questa decisione, che accentuerà l’esposizione finanziaria della Cooperativa, è maturata perché riteniamo che la possibilità – comunque prevista dal recente Decreto Legge “Cura Italia”– di avere il pagamento diretto degli ammortizzatori da parte dell’Inps ai singoli lavoratori, comporterebbe gravi disagi e attese. Attese che oggi si prevedono più lunghe per l’aggravarsi della situazione e per la numerosità di aziende e lavoratori coinvolti. La decisione, non priva di rischi, si basa sulla convinzione che alle nostre attività, tra le prime maggiormente colpite dall’emergenza Covid-19, non potrà mancare il finanziamento delle misure da parte del Governo. In caso contrario conto fin d’ora sulla nostra, singola e complessiva, capacità di reazione.

Ringrazio ancora le coordinatrici e i coordinatori e tutto lo staff per la capacità di attivazione e di risposta dimostrate quotidianamente, anche per riattivare, il più presto possibile, il lavoro dei più di mille lavoratori preoccupati per il loro futuro professionale. Ringrazio le operatrici e gli operatori che si stanno prodigando per creare risposte alternative a vecchi e nuovi bisogni.

Finirà, speriamo presto, questa emergenza. Non torneremo come prima, ma resteranno le nostre capacità di aver saputo difendere la dignità delle persone, di aver saputo promuovere la dimensione umana e sociale delle nostre attività nelle nostre comunità, facendo, cooperando, del nostro meglio.

Orietta Antonini - Presidente coop sociale Itaca di Pordenone

 

 

 

Pubblicato in Lavoro
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