Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 11 Luglio 2020

Martedì, 14 Aprile 2020 - nelPaese.it

“Due donne ai vertici delle istituzioni europee sono una coincidenza eccezionale, risultato di un lungo impegno per l'emancipazione e la libertà delle donne.Ci aspettiamo da voi decisioni libere, destinate a riformulare e rinsaldare l'idea di un'Europa dei popoli, solidale e delle donne”. Questo è un passaggio della lettera aperta lanciata dalla rivista Noidonne.org e dalla Noi Rete Donne rivolta a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea e Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea

“Siamo a una difficilissima prova della Storia e le classi dirigenti devono dimostrare, ora, di essere all'altezza delle circostanze e di saper rinsaldare la fiducia nelle istituzioni”, continua la lettera.

“Confidiamo che deciderete senza mai perdere di vista il vostro essere donne, fattore decisivo per ridisegnare le priorità economiche e consolidare la democrazia e i diritti civili acquisiti”, conclude la missiva.

Per adesioni  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Pubblicato in Parità di genere

Lo scorso 5 aprile migliaia di mail sono state inviate al governo e alle prefetture italiane chiedendo con urgenza una sanatoria generalizzata per le oltre 600mila persone sprovviste di permesso di soggiorno e attualmente presenti in Italia.

Il mailbombing è stato il primo atto di un'iniziativa collettiva, a seguito di una call molto partecipata, che ha visto in queste settimane una molteplicità di realtà sociali e soggetti aderire alla piattaforma della campagna "Siamo qui - Sanatoria Subito", che richiede, inoltre, una sanatoria anche delle "procedure in corso" (ossia di coloro con permessi in scadenza, già scaduti e/o temporanei), il blocco delle espulsioni, dei rimpatri e dei trattenimenti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

La campagna prosegue in questi giorni con altre iniziative virtuali, come la pubblicazione delle fotografie con cartelli e messaggi che sostengono la sanatoria e i racconti di coloro che descrivono gli ostacoli e le fatiche nel vivere espropriati di ogni diritto.

“Più il tempo passa e più emergono le disuguaglianze sociali – denuncia la campagna - quotidianamente veniamo contattati da chi si trova nelle duplice emergenza sanitaria ed economica. Ci raccontano di di non avere i documenti, di aver perso il lavoro, di non avere cibo e soldi per fare la spesa, ci chiedono come possono fare per regolarizzarsi, per sopravvivere in questa situazione di lockdown”.

La campagna "Siamo qui - Sanatoria subito" esprime “forte contrarietà a qualsiasi ipotesi di regolarizzazione che non sia incardinata nella richiesta netta di una sanatoria generalizzata e incondizionata”. Per questo motivo rifiuta l'ipotesi che prevede “come possibile percorso di regolarizzazione il rilascio di un permesso di soggiorno per calamità naturale”.

“Il rilascio di quella tipologia di permesso di soggiorno è esattamente funzionale a sopperire alla contingente richiesta di manodopera prevalentemente agricola: si tratta di un titolo di soggiorno vincolato all'emergenza, di durata semestrale e senza nemmeno possibilità di essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro. E' quindi un'ipotesi di regolarizzazione "usa e getta" che riprodurrebbe solamente la condizione dello sfruttamento del lavoro migrante.
Inoltre impegnerebbe gli uffici competenti nella gestione di numerose pratiche destinate a ‘morire’ solo dopo pochi mesi”, conclude la nota.

Per denunciare questa assurdità e spiegare invece le ragioni di una sanatoria generalizzata è convocata una conferenza stampa online mercoledì 15 aprile ore 11 sulla pagina facebook.

Pubblicato in Migrazioni

Il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia e ordinario all'università di Siena, sarà il rappresentante del Ministero dell'ambiente all’ Istituto Superiore di sanità per volontà del ministro Costa

Quali sono i suoi obiettivi in questo nuovo ruolo e perché ha accettato?

L'obiettivo cardine è tutelare la salute dei cittadini. Il comitato ha il compito di indirizzare la ricerca su tutto ciò con cui quotidianamente le persone vengono a contatto come gli agenti tossici ambientali, a cui anche involontariamente siamo esposti e che rappresentano un rischio non trascurabile per la salute umana. Nel corso del mio impegno lavorativo ho sempre posto molta attenzione alla tematica ambiente-salute e, quindi, anche al legame tra eventi pandemici e cambiamenti climatici, che hanno una grande incidenza sulla salute collettiva.

È necessario porre le basi per creare dei programmi di prevenzione mirati proprio al rapporto tra ambiente e salute dei cittadini. Divulgare la conoscenza dell'inquinamento ambientale e creare la coscienza dei pericoli insiti nei "veleni" che ci circondano fa parte della "mission" che mi sono prefisso. Vorrei concludere sottolineando l'importanza della ricerca in un momento storico di cambiamento e di salute a rischio.

La situazione Covid 19 va verso la fase 2 in Italia. Il dibattito scientifico è molto serrato: serve ancora chiusura o bastano alcune precauzioni sul distanziamento sociale?

Naturalmente ci vorrà ancora tempo per "liberare" baci e abbracci, ma la ripresa dipenderà dalla curva epidemica. Ad oggi, sembra che la situazione stia migliorando, soprattutto per quanto riguarda la pressione sulle terapie intensive, prova che le misure di contenimento sociale sono, al momento, l'arma più efficace per difendersi dal virus. Lavorare alla Fase 2 è quantomai importante per l'Italia.  L'allentamento delle misure dovrà essere graduale e differenziato per tipologia di intervento e, ove possibile, 'personalizzato' nelle varie Regioni monitorando strettamente l'insorgenza di nuovi focolai. Sarà necessario prevedere una riapertura, seppur parziale e con regole fortemente limitative a cui sottostare finalizzate a un progressivo e graduale ritorno alla normalità

Questa fase 2 dovrà essere gestita con tutta la prudenza possibile, per evitare nuove impennate dei casi. Ma soprattutto, prima di riaprire, dobbiamo essere sicuri di poter intercettare nuovi focolai di virus per poter rapidamente assistere nel modo giusto i pazienti.

Qual è la situazione negli Usa dopo la sottovalutazione di Trump? 

Gli Stati Uniti sono di gran lunga il Paese più pesantemente colpito dal coronavirus e pure quello che è stato meno capace di reagire al contagio e arginarlo. Il presidente è stato lento ad assorbire l'entità del rischio e ad agire di conseguenza, concentrandosi, invece, sulla protezione dell'economia. Trump frena, comunque sull'ipotesi di riaprire agli inizi di maggio, tutto dipenderà dalle considerazioni sanitarie. La situazione negli ospedali si sta stabilizzando, a prova del fatto che le misure di allontanamento sociale stanno funzionando. 

Cosa pensa dello scontro tra il presidente americano ed Anthony Fauci?

Quello tra Trump e Fauci è stato solo uno scambio di punti di vista trasformato ad arte in polemica per fare notizia. Le direttive sono ben chiare, per cui non abbiamo mai avuto alcun dubbio: Anthony Fauci è un punto di riferimento mondiale per la virologia e le malattie infettive. Sulla questione vaccini si lavora con intensa professionalità, in quanto con Bill Gates (con un’operazione pubblico/privato), si sta finanziando la ricerca scientifica. Al momento esistono 8 vaccini in fase di sperimentazione clinica. Due di questi sono a Filadelfia, dove sono stati reclutati già 60 pazienti. Si tratta di lavori estremamente promettenti che potrebbero dare risultati nei prossimi mesi.
A Filadelfia il 50% delle terapie intensive è stato riempito. Se nei prossimi 10 giorni il dato rimarrà tale, otterremo un’indicazione importantissima per il controllo di questa malattia.
La speranza è che questo virus con i primi caldi vada ad attenuare la propria intensità e la propria aggressività.

Può anticipare alcune sue ricerche o i risultati di qualche suo studio che sarà pronto prossimamente?

Al momento il mio gruppo di ricerca continua a lavorare sul mesiotelioma e stiamo ottenendo dei risultati incoraggianti.  Contemporaneamente stiamo portando avanti un progetto sullo studio del meccanismo di azione del coronavirus di prossima pubblicazione.

Pubblicato in Nazionale

Oltre l'80% degli italiani considera importante acquistare solo prodotti made in Italy per sostenere la nostra economia in questa fase di grande difficoltà legata all'emergenza Covid-19.

Il dato emerge dalle risposte ad un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell'ambito dell'Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall'emergenza in corso.

L'importanza dell'acquisto di soli prodotti made in Italy è stata espressa dall'82% del campione, con la percentuale più alta (86%) registrata nel ceto medio, seguito a ruota dal ceto medio-basso (82%) e, a maggiore distanza, dal “ceto popolare” (72%).

In proposito il Presidente di Legacoop Mauro Lusetti, ha commentato: “La richiesta di sostegno ai prodotti delle filiere del made in Italy che sale dall’opinione pubblica è univoca. In questa fase di emergenza drammatica è evidente che i cittadini, che sono sia consumatori sia lavoratori, percepiscono il rischio di un arretramento del Paese ma pure le possibili risposte. Le nostre sensazioni al riguardo erano corrette, e anche per andare incontro a questo sentiment stiamo predisponendo proposte concrete a sostegno delle produzioni e delle filiere nazionali”.

Agli intervistati sono state rivolte anche due domande relative al ruolo della cooperazione nella fase attuale.  

La prima chiedeva agli intervistati di indicare, con la possibilità di tre risposte, in quali settori sentano le cooperative impegnate in prima linea nell'affrontare l'emergenza. Le risposte hanno collocato al primo posto (35%) le cooperative operanti nel settore dell'assistenza sociale e sanitaria, seguite dalle cooperative agroalimentari (30%), da quelle di pulizia ed ecologia (27%) e da quelle della grande distribuzione (23%).

“Le nostre cooperative sono profondamente radicate nei territori e nelle comunità” – ha aggiunto Lusetti – “anche per questo, laddove possibile e permesso dai provvedimenti del Governo, nelle scorse settimane le cooperative hanno sempre continuato a lavorare per la salute delle persone e per garantire prodotti e servizi necessari alle comunità. I risultati di questa indagine ci confermano che tale vicinanza è stata stata percepita dalla cittadinanza e lo sforzo di soci e dipendenti non è stato vano”.

La seconda domanda chiedeva se, di fronte all'eventualità di chiusura dell'azienda nella quale lavorano a seguito della crisi in atto, gli intervistati fossero interessati a farla rinascere costituendo una cooperativa con i colleghi di lavoro, ovvero ricorrendo alla modalità del workers buyout. In questo caso, le risposte delineano una netta divisione delle opinioni tra chi (il 36%) si dice molto o abbastanza interessato e chi invece (il 30%) dichiara di essere poco o per niente interessato. Le percentuali più alte tra chi è interessato si registrano al Sud (44%) e al Nordest (41%), mentre è il Centro (37%) a guidare la classifica dei non interessati.

“Misuriamo ogni giorno che l’Impatto di questa crisi sul sistema imprenditoriale sarà rilevante” – conclude Lusetti – “Ogni impresa spazzata via disperderà competenze, lavoro, valore imprenditoriale. La cooperazione potrà essere anche in questo senso una delle possibili risposte in termini di politiche industriali. Le nostre proposte sono sul tavolo e saranno avanzate in ogni occasione ci sia possibile farlo”.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Nelle prime tre settimane della campagna Una goccia nell'oceano #pocomatanto lanciata dalla Fondazione Banco di Napoli nelle regioni meridionali per sostenere le categorie più colpite dagli effetti economici del Covid-19, sono stati raccolti 125mila euro sul conto corrente dedicato alle donazioni.

Sono stati spesi ad oggi 106mila euro per distribuire 4mila pacchi alimentari destinati a 12mila persone - con la collaborazione di Supermercati Decò in Campania, Abruzzo e Molise e di Futura Supermercati in Puglia, Basilicata e Calabria – e per consegnare 30mila mascherine ai medici di base. Martedì 14 aprile prenderà il via la seconda fase di distribuzione alle fasce sociali più bisognose su segnalazione delle associazioni di volontariato impegnate sul territorio.

"E' molto importante continuare a donare, ci aspettiamo i contributi di grandi aziende sensibili ai bisogni dei meno fortunati: una grande comunità si costruisce con i piccoli gesti, nessuno si salva da solo", è l'appello lanciato dalla presidente della Fondazione Banco di Napoli Rossella Paliotto. Una goccia nell'oceano #pocomatanto ha avuto da subito la condivisione dell'Unione Industriali di Caserta, la collaborazione della Camera di Commercio di Caserta e il prezioso sostegno logistico di Croce Rossa Italiana e Protezione Civile.

Pubblicato in Campania

Dare risposte urgenti, in questa fase straordinaria di emergenza sanitaria e socio-economica del paese, ai bisogni degli anziani, dei disabili, delle persone in difficoltà, dei bambini e alle loro famiglie, e contemporaneamente, salvaguardare la continuità retributiva dei lavoratori operanti nei servizi e gli operatori del terzo settore che instancabilmente e con professionalità lavorano in questa situazione così critica: è questo, in sintesi, l'obiettivo dell'accordo raggiunto in videoconferenza, fra Anci Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà-Confcooperative Umbria, Agci Solidarietà Umbria, Cgil Funzione pubblica, Cisl Federazione lavoratori pubblici e dei servizi, Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali e del Turismo – CISL Umbria, Uil Federazione Poteri Locali.

"Il protocollo – commenta il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti – ha una duplice validità: da un lato, tutela le persone più fragili, offre un sostegno concreto alle famiglie e agli utenti in un momento di sospensione dei servizi e delle attività assistenziali, educative, di socializzazione e cura, con ancora più forza, dettata proprio dal momento di emergenza straordinaria. Ciò anche in ottemperanza al principio generale, giusto e condivisibile, di non lasciare indietro alcuno; dall'altro, tutela i lavoratori del terzo settore".

Le centrali cooperative e le organizzazioni sindacali esprimono "soddisfazione" per l'accordo con ANCI Umbria che si aggiunge alla delibera adottata dalla Regione Umbria la scorsa settimana sull'applicazione dell'Art. 48 del decreto Cura Italia.

"Il lavoro fatto in queste settimane con Regione Umbria e ANCI – affermano i rappresentanti della cooperazione e del sindacato – rappresenta un importante strumento per garantire, nell'emergenza, adeguati servizi di welfare ai cittadini e diritti e dignità ai lavoratori del sociale. Un'esperienza pilota a livello nazionale che costituisce anche il punto di partenza per iniziare il necessario lavoro di ricostruzione del Paese e dell'Umbria, che impegnerà tutti nei prossimi mesi".

Il provvedimento è stato adottato in attuazione dell'articolo 48 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18 ("Cura Italia") recante «Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19» e prevede "l'impegno delle cooperative sociali a rimodulare e riorganizzare i servizi di welfare, sospesi a causa delle misure di contenimento del contagio da COVID19 in accordo con i Comuni e le ASL dell'Umbria e l'impegno delle amministrazioni pubbliche umbre a pagare integralmente i servizi riorganizzati o rimodulati. Per il periodo transitorio di marzo e aprile 2020, inoltre, l'accordo prevede che i servizi sospesi saranno integralmente fatturati dalle cooperative sociali e integralmente pagati dalle amministrazioni pubbliche.

Le cooperative sociali – in applicazione dell'Art. 48 del decreto Cura Italia - non utilizzeranno gli ammortizzatori sociali e garantiranno piena retribuzione a tutti i lavoratori occupati nei servizi sospesi, ma comunque pagati dai Comuni e dalle ASL alle cooperative sociali. Inoltre condividono la richiesta delle Organizzazioni Sindacali di prevedere un costante confronto sulla Salute e Sicurezza dei lavoratori e di prevedere la distribuzione al personale di dispositivi di protezione individuali adeguati per qualità e numero all'emergenza.

 

Pubblicato in Umbria
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Aprile 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30