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Domenica, 12 Luglio 2020

Giovedì, 30 Aprile 2020 - nelPaese.it

Da oltre tre settimane il Governo e le forze di maggioranza che lo compongono hanno ricevuto la proposta dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e del Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) finalizzate a garantire un reddito per i 6-7 milioni di lavoratori esclusi dal decreto "Cura Italia" e una più giusta e progressiva tutela per le lavoratrici e i lavoratori autonomi. Si tratta di interventi temporanei e finalizzati ai più vulnerabili e deboli. "Nessuno resti indietro": questo l'obiettivo urgente delle proposte avanzate, condiviso da esponenti del Governo e leader di partito.

Adesso però la credibilità della volontà di "non lasciare indietro nessuno" si misura alla prova dei fatti.

“Persone che già prima dell'emergenza vivevano in situazioni drammatiche a causa di disuguaglianze profonde oggi sono del tutto prive di un sostegno minimo. Il Reddito di Cittadinanza per l'Emergenza (REM) riguarda lavoratori a tempo determinato con il contratto scaduto o lavoratori irregolari, cioè chi non beneficia di altri ammortizzatori sociali, mentre il Sostegno di Emergenza per il lavoro Autonomo (SEA) punta a migliorare il bonus di 600 euro per il lavoro autonomo, commisurando il suo valore in funzione delle condizioni economiche del nucleo familiare del lavoratore autonomo. Che sia urgente intervenire lo sanno chiaramente gli operatori che sui territori si adoperano ogni giorno per fornire aiuti concreti e tamponare così l'emergenza economica e sociale. Interventi che da soli non possono bastare perché non è il Terzo settore che può offrire le risposte che competono allo Stato, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione”, dichiarano Forumm DD e Asvis.

Come prevedibile e previsto, l'emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza sociale ed economica per troppi cittadini e cittadine. “Un Governo che non agisse subito – continua la nota - oltre a commettere una grave ingiustizia, si assumerebbe gravi responsabilità. Quella di impedire a molte persone di programmare il futuro perché costrette a occuparsi di cosa mettere sulla tavola per sé e per i propri figli. Quella di esporli alle proposte della criminalità organizzata, che sta espandendo lo strumento dell'usura. Quella di far perdere proprio nei più deboli ogni fiducia nello stato democratico, incapace di attuare la Costituzione. Con il rischio di alimentare rabbia sociale attraverso una guerra tra poveri che potrebbe disgregare società e relazioni”.

“Ormai non c'è più da aspettare: bisogna intervenire subito”, concludono le due organizzazioni.

 

Pubblicato in Nazionale

Una cabina di regia della raccolta dati per un controllo efficace del virus. È quanto chiedono al Comune di Napoli i firmatari di un appello promosso dal Commissario Straordinario di ABC Acqua Bene Comune Sergio D'Angelo e dal sociologo Michele Mezza e che ha raccolto centinaia di firme sulla piattaforma Change.org

Nell'appello, firmato da autorevoli intellettuali, rappresentanti dei sindacati confederali, dell'università e dell'associazionismo, si sollecita all'amministrazione comunale l'adozione di un provvedimento che assicuri, in tempi rapidi, un controllo pubblico sul flusso dei dati indispensabili per misurare e contrastare la diffusione del virus.

La richiesta, più precisamente, è quella di una cabina di regia che possa raccogliere e combinare informazioni di rete con i dati della cittadinanza, non solo quelli che misurano i casi di contagio ma anche i dati che stimano l'incubazione e i movimenti degli asintomatici.  

L'obiettivo del controllo pubblico dei dati è il loro utilizzo per rafforzare le strategie sanitarie e di riduzione del contagio. Un ulteriore scopo è quello di garantire un corretto rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini, evitando un uso strumentale dei dati qualora fossero raccolti da aziende private, e assicurarsi la necessaria credibilità qualora si debbano adottare misure più dure in futuro, in caso di un ritorno dell'epidemia.

I promotori auspicano che a Napoli le istituzioni siano attente e sensibili a cogliere questo richiamo e possano, in tempi rapidissimi, aprire un cantiere che dia trasparenza ed efficacia alla richiesta sociale di essere sicuri, liberi e autonomi nel combattere l'emergenza coronavirus, sollecitando con l'esempio della città, anche l'intero sistema delle autonomie locali, dalla Regione Campania, che deve guidare  il percorso di uscita dalla fase 1,  all'ANCI che può sostenere e rilanciare il ruolo dei comuni nella democratizzazione del ricorso alle risorse tecnologiche digitali.

Hanno firmato, tra gli altri: 

CGIL CISL UIL Napoli, Enrica Amaturo, Massimo Anselmo, Carlo Borgomeo, Mario Coppeto, Armida Filippelli, Alessandro Fucito, Marco Gargiulo, Claudio Grassi, Paolo Mancuso, Andrea Morniroli,Michele Mosca, Marco Musella, Pietro Nunziante, Graziella Pagano, Giuseppe Perone, Nicola Quatrano, Giancarlo Ragozini,Arturo Scotto, Giacomo Serafini, Paolo Serpieri, Luciano Stella, Giorgio Ventre.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Campania

A due mesi dalla sospensione attuata dalla Regione siciliana per contenere il diffondersi dell’epidemia da Covid-19, finalmente vengono riattivati i Servizi di riabilitazione ex art. 26 per le persone con disabilità gravi, tra grande sollievo e qualche preoccupazione di utenti e familiari.

Abbiamo chiesto ad alcune persone con disabilità, familiari, operatori, rappresentanti delle professioni e del mondo universitario, alcune considerazioni su come vedono questa fase delicata in rapporto all’evoluzione della pandemia in atto.

“Non vediamo l’ora di ricominciare ad avere questo contatto umano con tutti i componenti dell’equipe, ma in tutta sicurezza” ci conferma la signora Lucia Campofiorito, figlia e caregiver di una persona con disabilità “.

“Per quanto ci si possa cautelare” aggiunge la signora Rosa Lassandro, palermitana di 63 anni, in carico presso un servizio di riabilitazione domiciliare territoriale” non credo sia possibile avere la certezza sull'adeguata sanificazione degli ambienti per cui, per quanto gli operatori, soprattutto i fisioterapisti, possano adottare le misure di protezione e prevenzione, spostandosi da casa in casa, un pò di timore ci sarà sempre. Dobbiamo imparare a conviverci perché non finirà presto”.

Ed’ è stato proprio il problema della tutela delle persone più fragili ed esposte alle complicanze da Covid-19, ad avere indotto allo stop il 14 marzo scorso. All’indomani della sospensione dei servizi, alcune strutture si sono comunque attivate per non lasciare sole le persone e le famiglie, attuando modelli sperimentali di presa in carico a distanza, attraverso piattaforme web e di videoconferenza, attualmente operativi

Tali modelli di approccio, sono stati fortemente condivisi dagli Ordini Professionali, tra cui quello quello degli Psicologi. Il Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali Sicilia, Giuseppe Graceffa, esprime apprezzamento per " quello che la cooperazione sta facendo per rimodulare a distanza i propri servizi nell’ambito di un lavoro di equipe, pronto ad attivare reti per rispondere ai bisogni delle persone e assicurare la continuità assistenziale”
 
“La riabilitazione è importante che si faccia "in presenza”” ci conferma il Prof. Filippo Brighina, Professore Associato di Neurologia e Coordinatore del Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Università di Palermo, “ma al tempo del covid, in cui i rischi legati alla vicinanza delle persone sono maggiori dei benefici, è importante non abbandonare le persone a se stesse, stare loro accanto con gli strumenti possibili. L' approccio tele-riabilitativo in remoto, può rappresentare una preziosa risorsa per garantire una continuità terapeutica.”
 

E questa modalità è stata compresa e apprezzata anche dalle persone in trattamento “E’ un sostegno importante da un punto di vista sia emotivo che fisico, perché ci siamo sentiti supportati da tutti i professionisti dell’equipe e non lasciati soli in questo momento di difficoltà” aggiunge la signora Lucia. “In questo momento di solitudine assoluta, rappresenta uno sbocco alternativo alla depressione che per alcuni soggetti è galoppante e peggiorerebbe di molto la situazione” conferma la signora Rosa “fare la fisioterapia con la videochiamata è come se il fisioterapista non se ne fosse mai andato perché è fondamentale anche il rapporto che si instaura con la persona, così come il supporto continuo dell’assistente sociale, che conosce bene la famiglia e sui bisogni”

“Abbiamo lavorato per prenderci cura e intessere, anche a distanza, una rete di relazioni in cui i legami generano un benessere sociale non sempre conseguibile con la semplice offerta di servizi” conclude Giuseppe Fiolo, Coordinatore di Legacoopsociali Sicilia.” La mission della cooperazione sociale, oggi più di ieri, non è erogare prestazioni ma scomporre e ricomporre risorse per lavorare con le persone nella tutela di tutti i diritti, primo fra tutti quello della salute. Ciò che stiamo imparando in questo tempo, deve guidare il cammino della ripresa che ci vedrà impegnati a superare una volta e per tutte la dicotomia fra sanitario e sociale per promuovere Servizi veramente integrati e innovativi.”

Pubblicato in Sicilia

In occasione della Festa del Lavoro, il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Mauro Lusetti, ha rilasciato, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, un messaggio ai lavoratori e ai soci delle cooperative italiane:

"Vogliamo rivolgere un grazie sincero alle socie e ai soci, alle lavoratrici e ai lavoratori che in questi ultimi due mesi, impegnandosi in condizioni difficili e spesso in prima linea sul fronte dell'emergenza, hanno permesso alle cooperative di portare avanti le loro attività in settori essenziali per la vita del Paese, offrendo un contributo per alleviare i problemi delle comunità.

Non possiamo dimenticare le decine di migliaia di lavoratrici e di lavoratori delle cooperative che, a seguito delle decisioni assunte dal governo per contenere e contrastare la diffusione del contagio, hanno interrotto la loro attività, in particolare nei settori della cultura e del turismo, dei servizi e del sociale. A loro esprimiamo la nostra vicinanza e l'incoraggiamento in vista di una ripresa graduale che, nel rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori, segni l'avvio di un percorso di uscita da una crisi di dimensioni epocali.

Gli strumenti messi in campo dal governo per fronteggiare le conseguenze economiche della crisi sono apprezzabili, ma per ora non si sono dimostrati sufficienti. In particolare, è indispensabile assicurare un'immediata operatività delle misure decise per sostenere la liquidità delle imprese, velocizzando e semplificando il più possibile l'accesso ai benefici. Altrimenti, il rischio è che migliaia di imprese non riescano a sopravvivere, con conseguenze drammatiche in termini di capacità produttiva e di occupazione. Anche l'Europa deve fare la sua parte con un deciso cambio di rotta nel segno della solidarietà. E' necessario che l'accordo embrionale raggiunto sul Recovery Fund trovi subito corso e consenta di reperire risorse straordinarie per almeno 1.500 miliardi di euro, attraverso l’emissione di Bond straordinari e garantiti dal bilancio europeo.

L'immediato futuro è carico di preoccupazioni e di incognite. La ripartenza, per noi donne e uomini della cooperazione, dovrà rappresentare la ricerca e la costruzione di una nuova e diversa normalità, in cui le persone, il bene comune, l’incolumità del pianeta vengono prima dell’interesse individuale. Il ruolo che la cooperazione ha, quello che può e deve giocare per costruire un’economia diversa, è chiaro a tutti ed è un compito di cui dobbiamo farci carico. Per questo, nel documento "Ricostruire l'Italia cooperando", trasmesso al Presidente del Consiglio, proponiamo tre grandi misure per l’Italia che si basano sulla capacità degli italiani di investire, consumare e raccogliere risorse per lo sviluppo del proprio Paese, sul recupero del senso civico e su un grande piano di sviluppo dell’impresa culturale e solidale, insieme con un piano nazionale per lo sviluppo sostenibile capace di generare inclusione, benessere e coesione sociale nelle comunità e sul territorio. Prepariamoci, insieme, a rinascere e a far crescere con noi un’economia e una società diverse".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Lavoro

Buone notizie per i tanti cittadini ferraresi che non sono riusciti  neanche a presentare la domanda. Per Emilia Romagna Coraggiosa è finito il tempo dei giochetti  comunicativi e burocratici della giunta leghista, sconfessata dalla  magistratura ordinaria.

Il Tribunale di Ferrara ha emesso oggi una ordinanza di accoglimento  totale del ricorso promosso da ASGI, l'Altro Diritto, Associazione  Umanità e CGIL CISL e UIL contro i criteri di accesso ai buoni spesa  per l'emergenza COVID-19.

Segue dichiarazione di Leonardo Fiorentini a nome di Emilia Romagna  Coraggiosa di cui è co-coordinatore a Ferrara e che ha contestato da  principio priorità e procedure per la concessione dei buoni spesa del  Comune di Ferrara: "A nulla sono valsi, di fronte al Giudice, i giochetti comunicativi e  di bassa burocrazia intentati in questi giorni dal Sindaco (chiunque  realmente esso sia) che non ha mai risposto alle domande poste in sede  istituzionale e a mezzo la stampa.

Il Giudice ha accertato "il carattere discriminatorio della condotta  tenuta dal Comune di Ferrara" ed ha ordinato  di riformulare i criteri  senza le clausole discriminatorie, riaprendo le domande per i buoni  spesa.

Il Sindaco leghista di Ferrara (chiunque realmente esso sia) ha quindi  violato il Testo Unico sull'Immigrazione che, ricordiamolo, dal 2002  porta il nome di BOSSI-FINI. È una buona notizia per tutti quei cittadini ferraresi, italiani e  stranieri, che in queste settimane non sono nemmeno riusciti a  prendere la linea. È una buona notizia anche per tutti quegli studenti  e lavoratori fuorisede che sono rimasti qui per non diffondere il  contagio e che si sono poi visti dimenticati e ignorati dal Comune di  Ferrara. È una brutta notizia invece per chi di quei bisogni ha fatto  un uso strumentale e vergognosamente propagandistico, violando la legge.

A questo punto è evidente che il Comune dovrà rimettere mano al  proprio bilancio, auspicabilmente come il Comune di Bologna che ha di  fatto raddoppiato i fondi giunti dallo Stato. La nostra giunta è  riuscita invece nell'impresa incredibile di non assegnare tutti i  fondi messi a disposizione dal Governo. Sia chiaro fin d'ora che non accetteremo procedure inefficienti ed  opache come quelle utilizzate sin qui per l'assegnazione dei buoni  spesa e continueremo a batterci affinché si ripristini quanto prima  equità e giustizia sociale".

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Quest’anno, dal 10 al 31 maggio, lo Special Olympics si terrà, a  causa del necessario distanziamento sociale richiesto dalle prescrizioni governative per la pandemia da covid-19, in Smart Games al fine di dare, agli atleti disabili e alle loro famiglie, l’opportunità di giocare da casa, cimentandosi in  20sport differenti: Atletica,  Badminton,  Basket,  Bocce,  Bowling,  Calcio, Canottaggio, Karate, Ginnastica, Golf, Nuoto, Equitazione, Pallavolo, Racchette da neve, Rugby, Snowboard,  Tennis, Tennistavolo, gare di sport unificato in tutte le discipline ed esibizioni  di Young Athletes Program e di Motor Activity Program.

Tutto ciò con  appositi esercizi elaborati dallo staff tecnico nazionale di disciplina  del Movimento e messi a disposizione su una Playlist Youtube.

Un modo per affermare ancora la dimensione inclusiva del gesto, e, pure, non a caso, il ruolo importante della didattica a distanza per i diversamenti abili. Occasioni che aiutano a comprendere, attraverso pure una sussidiarietà sempre sensibile a supportare quel bene da imparare continuamente dagli altri, con quale desiderio bisogna costruire dal “basso”.

Lo ha comunicato, annunciando la manifestazione, Mariella Greco, Direttore provinciale Special Olympics Team Cosenza e riferimento area scuola per la Calabria-facente parte dei coordinamenti promotori- sottolineando, contestualmente, la portata sociale ed educativa della manifestazione che viene patrocinata, come altre volte,  pure dal Comune di Castrovillari (che spera di premiare gli atleti locali appena le condizioni glielo permetteranno), certo, in una coralità solidale multi - rappresentata, che appuntamenti del genere aiutano ad una crescita integrale e sostanziale della collettività.

E’ l’idea del Sindaco- che è pure Assessore allo Sport- e dell’Assessore ai Servizi Sociali, rispettivamente Domenico Lo Polito e Pino Russo, convinti che mettersi a disposizione dell’iniziativa rilancia il ruolo educativo di tali avvenimenti per superare vecchi stereotipi, rischio isolamento, combattendo la cultura dell’ “abilismo” nonché dell’indifferenza, e affermare il significato esistenziale e di risorsa che ha l’altro, pur essendo diverso.

“L’appuntamento, anche se a tavolino, nel sicuro delle mura domestiche e di fronte al computer- precisano all’unisono gli amministratori e la direttrice provinciale-, si svolge nella logica sportiva dello Special Olympics che guarda al primato della persona per promuovere la dignità di questa con attività e sana competizione che esaltano, in Bellezza, ruolo e funzione del coinvolgimento, cinghia irrinunciabile di trasmissione per sostenere quei valori morali ed ideali su cui si fonda una reale esperienza e convivenza umana che bisogna sempre più accompagnare per realizzarsi.”   

“Fattori – ricordano il Sindaco Lo Polito e l’Assessore Russo -,poi, che non possono fare a meno di rapporti e di supporti funzionali a questi incontri nei quali il bene comune è sempre il “prossimo” con tutto ciò che lo connota.”

 

Pubblicato in Sport sociale

Reinventare l’assistenza a distanza, ovvero rimodulare i servizi di natura educativa e socioassistenziale. Sono questi gli obiettivi contenuti nel Protocollo sottoscritto da Comune di Reggio, Legacoop e Confcooperative per far sì che, nonostante le restrizioni legate al contenimento del Coronavirus, coloro che normalmente usufruiscono di tali servizi – bambini, ragazzi  e famiglie, disabili, anziani – non siano “confinati” in una ulteriore situazione di fragilità.

Oggi le distanze fisiche rischiano di trasformarsi infatti in distanze sociali particolarmente gravose sulle fasce più deboli e, proprio per questo e in questo frangente a maggior ragione, i servizi educativi, socio assistenziali e socio educativi possono costituire un’importante leva strategica per costruire coesione, senso di comunità e continuare a tenere “agganciate” le situazioni più difficili.
In questo contesto è nata quindi l’esigenza di ripensare il sistema dei servizi, rimodularlo secondo le diverse situazioni ed esigenze per continuare a raggiungere tutti. Fin da subito - tra fine febbraio e marzo - le diverse realtà cooperative che lavorano con il Comune in questi ambiti hanno riformulato il proprio impegno per arrivare a costruire un sistema che oggi è stato messo a regime e che proseguirà finché permarrà l’attuale stato di emergenza o finché non si potrà riprendere a lavorare in presenza negli stessi luoghi.
 
“Abbiamo voluto tutelare l’idea stessa di comunità e, pur nella difficoltà di mantenere i servizi durante la fase di emergenza, abbiamo scelto di offrire alla nostra città strumenti relazionali adeguati ai tempi che stiamo vivendo. Le attività di socializzazione e relazionali, anche a distanza, hanno un valore significativo nel sostegno alle famiglie e alle persone per ridurre l’isolamento sociale che non possiamo sottovalutare, ma al contrario dobbiamo attivamente praticare – dicono gli assessori comunali Raffaella Curioni (Educazione) e Daniele Marchi (Welfare) – Le misure introdotte, non da ultimo, permettono di continuare a sostenere parte del sistema del welfare locale salvaguardando imprese, operatori e risorse in esso impiegati attraverso la creazione di un modello di lavoro collaborativo che si è saputo riprogettare in tempo reale”.

Edwin Ferrari, presidente Legacoop Emilia Ovest, sottolinea: “In un’emergenza complessa e prolungata come quella che stiamo vivendo è fondamentale stare dalla stessa parte. La cooperazione è un soggetto integrante dell’economia e del benessere sociale dei nostri territori. In questo caso specifico, la cooperazione sociale, oggi più che mai, ha mostrato e mostra il suo valore e il suo contributo, è un pilastro del welfare in grado di dare un apporto significativo e proattivo. Ringraziamo le cooperative per gli sforzi straordinari messi in campo in questa contingenza difficile”.

Loretta Losi, resp. settore sociale Legacoop commenta: “Crediamo sia la strada giusta, in linea con la nostra volontà di rappresentare un partner di coprogettazione in tutti i settori che vedono Pubblica Amministrazione e Cooperazione coinvolte in iniziative, servizi e programmi a sostegno della comunità, delle persone e dei loro bisogni. Ci facciamo sostenitori e promotori di un approccio collaborativo finalizzato al bene comune. Il percorso intrapreso con il Comune di Reggio Emilia e Confcooperative è un importante passo avanti nella direzione di trovare soluzioni condivise ai problemi, alla gravosa situazione in cui si trovano i soggetti più fragili e le loro famiglie. Consideriamo quindi il protocollo un punto di partenza e una cornice che ci consentirà di programmare il futuro in modo più sereno con la consapevolezza di avere al nostro fianco le Istituzioni Pubbliche e il Comune di Reggio in particolare. Questo protocollo rappresenta un modello virtuoso, a dimostrazione dell’efficacia della modalità di lavoro costruita”.
 
I nuovi servizi

Nello specifico la direzione intrapresa è quella di rimodulare i servizi educativi territoriali e non (Sei, Get, doposcuola, etc.) in servizi a distanza attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali, sia ricreando situazioni collettive con chiamate di gruppo, sia attraverso contatti individuali personalizzati. Lo stesso dicasi per i servizi educativi forniti a bambini e ragazzi con diritti speciali, per i quali la sospensione prolungata del percorso educativo è particolarmente problematica, per i quali, in accordo con le famiglie, sono stati individuati percorsi personalizzati sia con contatto telefonico e/o con videochiamata, sia con visite individuali domiciliari.
Rispetto ai servizi forniti nei centri diurni, ai servizi socio occupazionali e del tempo libero, per evitare il più possibile gli spostamenti verso le strutture normalmente adibite al servizio, le attività sono state trasferite su telefonate, videochiamate, piattaforme digitali. Con queste stesse modalità sono stati ripensati anche i servizi destinati a minori e famiglie e i servizi per il contrasto della marginalità, per i quali in aggiunta sono stati previsti anche incontri domiciliari o incontri su appuntamento all’interno di strutture (nel rispetto delle prescrizioni sanitarie).
 
Alcuni dati

Il Protocollo che entra ora in vigore avrà valenza retroattiva e consentirà di riconoscere anche le attività, non marginali, già svolte in forma sperimentale a fine febbraio e in marzo. A titolo di esempio, nei mesi di marzo e aprile, i servizi educativi territoriali per la fascia d’età 6-14 anni hanno impiegato una media di 56 educatori, i servizi per l’integrazione scolastica per la fascia 6-18 anni una media di 137 educatori e generato un fatturato complessivo per le società gestrici dei servizi di 488mila euro. Per la fascia 0-6 anni invece sono state impiegate 80 persone al mese per un investimento, tra riprogettazione dei servizi educativi e costi generali di struttura, di 154mila euro mensili.

Per i servizi destinati ai disabili, sempre con riferimento ai mesi di marzo e aprile, si parla invece di circa 100 persone impiegate appartenenti a 8 diverse realtà cooperative e a circa 320mila euro di investimenti.

Pubblicato in Emilia-Romagna

“Una riunione positiva che ci vede complessivamente soddisfatti in merito agli impegni che il Governo ha preso per sostenere il Terzo settore. Adesso è arrivato il momento di cominciare insieme un percorso condiviso per dettagliare le misure da adottare per affrontare il dopo emergenza. Per questo motivo abbiamo chiesto un tavolo permanente con la Presidenza del Consiglio e un confronto urgente con la task force che sta definendo le priorità per l’uscita dal lockdown.”

Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore sintetizza l’esito della Cabina di Regia sul Terzo sul settore tenuta oggi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

“Il Governo e i rappresentanti delle Regioni e degli Enti Locali hanno riconosciuto il ruolo che il Terzo settore sta avendo nell’emergenza e il contributo imprescindibile che potrà dare per l’uscita dalla crisi – spiega Fiaschi – impegnandosi a sostenere le nostre organizzazioni e a coinvolgerci nell’adozione dei futuri provvedimenti. In particolare registriamo nell’immediato l’impegno ad estendere anche a tutti gli enti del Terzo settore , indipendentemente dalla loro qualifica, le misure straordinarie di sostegno già previste per le imprese a partire dall’accesso al credito, l’assicurazione ad accelerare le erogazioni del 5 per mille e l o sblocco dei pagamenti per i progetti in corso, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali fino a quando sarà necessario. Fra gli impegni presi – continua Fiaschi – anche la copertura assicurativa ad hoc per i volontari, la sospensione dei pagamenti degli affitti in locazioni di proprietà degli enti pubblici, la previsione di misure di sostegno per la sanificazione dei locali, dei mezzi, e per l’acquisto dei dispositivi di protezione”

La Cabina di Regia è stata l’occasione anche per presentare le proposte per il dopo emergenza. Tra queste, l’istituzione di un Fondo Nazionale straordinario per il rilancio del Terzo settore dopo la crisi, da finanziare in parte con risorse ancora non impegnate dei fondi strutturali. È stata avanzata anche la richiesta di concertare la revisione delle modalità di funzionamento del fondo per il finanziamento delle imprese sociali presso il Mise, all’oggi bloccato, e il rifinanziamento del fondo destinato ai progetti delle associazioni, tagliato nelle ultime leggi di bilancio. Infine il punto sulla Riforma del Terzo settore. “Il Governo si è impegnato a velocizzare l’iter per il suo completamento – conclude Fiaschi – in particolare sulla predisposizione dei decreti per l ’istituzione del Registro Unico (RUNTS), sulle cosiddette Attività diverse, e sul Social Bonus. Grande enfasi è stata data dal Governo e dai rappresentanti di Regioni ed Enti locali sull’immediata adozione di procedure collaborative di co-progettazione e co-programmazione fra Enti del Terzo settore e enti pubblici dando piena attuazione all’ applicazione del Codice del Terzo settore.”

Pubblicato in Nazionale
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