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Sabato, 06 Giugno 2020

Mercoledì, 20 Maggio 2020 - nelPaese.it

In tempo di pandemia da Covid-19 e relativo lockdown abbiamo visto con i nostri occhi gli effetti della riduzione dell'inquinamento da attività produttive. Abbiamo visto le immagini di acque limpide nel mare di Napoli e addirittura nel fiume Sarno, il più inquinato d'Europa. Questo ci ha portati a sostenere (e ripetere per settimane) che non saremmo dovuti tornare alla normalità perché era proprio la normalità ad essere il problema, salvo poi esserci tornati pienamente. 

Ma la domanda è: davvero ci eravamo discostati da questa cosiddetta normalità? A leggere i dati di alcune delle centraline per le analisi dell'aria, disseminate sul territorio Campano, pare proprio di no. Tant'è che confermano un livello di inquinamento preoccupante e pericoloso, nonostante i blocchi imposti durante la quarantena. 

Le polveri sottili, e precisamente le Pm10, dannosissime per la salute umana, hanno continuato a sforare i limiti imposti dalla legge (oggi riaggiornati dalla legge quadro del 2010 ma previsti sin dalla direttiva europea 1999/30/CE recepita in ritardo dall'Italia e solo dopo una procedura d'infrazione della Commissione Europea).

“Ci chiediamo: perché? Quali sono le fonti di questo tipo di inquinamento che hanno continuato a produrre Pm10 anche durante il lockdown? E cosa ha fatto e fa a riguardo la Regione Campania?”, si domanda l’associazione Terra Phoenix

“Sulla questione ‘sforamenti Pm10’ abbiamo deciso di vederci chiaro e andare fino in fondo – dichiarano gli attivisti  - nel 2019 la centralina di San Vitaliano (Comune dell'area Nolana e territorio della Città Metropolitana di Napoli), sita nei pressi della scuola "Marconi", ha rilevato 115 sforamenti dei limiti previsti dalla normativa vigente, a fronte dei 35 sforamenti annui tollerati dalla legge.
Nei primi 4 mesi del 2020 si contano già 50 sforamenti delle soglie consentite, alcuni dei quali avvenuti in pieno lockdown, cioè in una fase durante la quale il traffico veicolare non era permesso e molte attività produttive erano chiuse”.  

I dubbi che si pone Terra Phoenix sono sull'origine degli sforamenti: “da dove provengono queste polveri sottili? Provando ad andare per esclusione, quali attivitá non sono state interrotte in tutta l'area durante il confinamento? La combustione dei rifiuti, ad esempio, non si è mai arrestata, sia che si trattasse di quella legalizzata che avviene all'interno dell'inceneritore di Acerra, sia quella illegale che avviene nelle periferie delle nostre città. Dunque ci chiediamo: possono i due esempi sopracitati essere responsabili almeno in parte dei suddetti sforamenti?”, si chiede l’associazione.

“Come Organizzazione Terra Phoenix abbiamo perciò deciso di far luce su queste anomale concentrazioni di polveri sottili. Polveri che ormai non ci si prende più nemmeno la briga di nascondere sotto il tappeto, ma sono ormai visibili a chiunque, sono sopra il tappeto stesso. Nonostante ciò, le autorità preposte non hanno preso alcun provvedimento risolutivo, voltando lo sguardo altrove”.

“Abbiamo quindi ritenuto di diffidare la Regione Campania ad attivare il Piano per il raggiungimento dei valori limite. È il minimo che si possa fare. Ma sappiamo che anche il minimo non è normalità in questo Paese e in questa Regione. Qualora ciò non avvenisse, siamo pronti, insieme a tutti i soggetti interessati, a citare in giudizio la Regione stessa per ristabilire il diritto alla salute ed il diritto a vivere in un ambiente salubre”, conclude la nota

Pubblicato in Campania

Medici Senza Frontiere (MSF) conferma l’uccisione di un membro del proprio staff locale sudsudanese e il ferimento di altri due durante gli intensi combattimenti scoppiati lo scorso fine settimana intorno a Pieri, una città dello stato di Jonglei, nel nord-est del Sud Sudan. A Pieri, MSF gestisce un centro di salute.

“Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone interessate. Condanniamo con la massima fermezza questi vergognosi atti di violenza tra le comunità che hanno causato decine di feriti gravi e, temiamo, molti altri morti” dichiara Steve Mackay, vice capomissione di MSF in Sud Sudan.

I combattimenti sono scoppiati nell’area intorno a Pieri nella prima mattina di sabato scorso. In quel momento, un paziente e tre membri del personale di MSF si trovavano nel centro di salute. Allo scoppio dei combattimenti, la popolazione è fuggita nella boscaglia circostante e nei villaggi vicini. Tra loro anche diversi membri del nostro staff che lavorano a Pieri. Durante le ostilità, proseguite fino a domenica pomeriggio, alcuni villaggi della zona sono stati bruciati e molte case saccheggiate.

Più di 50 persone ferite, tra cui due membri dello staff di MSF, sono state portate all’ospedale di MSF a Lankien, circa 50 chilometri a nord di Pieri, dove sono tutt’ora in cura.

“Abbiamo ragione di credere che il numero di feriti sia molto alto” aggiunge Mackay di MSF. “Finora abbiamo accolto 56 persone con ferite d’arma da fuoco, ma temiamo che molte altre potrebbero essere morte e che possano esserci oltre 100 feriti dentro e intorno a Pieri. Il nostro team è molto preoccupato che altri feriti non riusciranno a ricevere cure mediche salvavita a causa del limitato accesso ai servizi medici nella zona”.

Negli ultimi mesi sono stati diversi gli episodi di violenza nello Jonglei State. Solo due mesi fa, a metà marzo, il centro di salute di MSF a Pieri ha ricevuto 68 persone ferite in meno di 12 ore, molte delle quali in condizioni critiche.

“La violenza ricorrente tra le comunità continua ad avere conseguenze devastanti per la popolazione. Abbiamo visto molte volte che questi tipi di attacchi possono creare sfollamenti e la perdita di case e sostentamento per centinaia o anche migliaia di persone” dice MacKay di MSF. “Ora che inizia la stagione delle piogge, chi è senza un adeguato riparo è ancora più esposto a malattie come la malaria, le infezioni del tratto respiratorio e la diarrea acuta, patologie che uccidono migliaia di persone ogni anno. Tutto questo senza considerare l’ulteriore complessità causata dalla pandemia di Covid-19 che ha iniziato a diffondersi in tutto il paese”.

A seguito di questo atto di violenza, MSF è stata costretta a sospendere temporaneamente le attività mediche a Pieri fino a quando non avrà rassicurazioni sulla sicurezza del proprio personale. MSF rimane impegnata a continuare a fornire cure mediche salvavita alla popolazione dello Stato di Pieri e Jonglei.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Nazionale

Viviamo un tempo straordinario e incerto, un tempo dove anche i servizi per le politiche giovanili sono chiamati a promuovere processi di salute per le nostre comunità, a fronte di un'emergenza che si profila come inedita nello sviluppo e nelle strategie di intervento. Un'emergenza che esige e distingue gli interventi di tipo sanitario a fronte della gestione del virus Covid-19, dagli interventi di tipo sociale a fronte del fenomeno ad alto impatto che definiamo culturalmente come coronavirus.

Nel nostro caso e relativamente al Progetto Giovani Treviso servizio del Comune di Treviso gestito dalla Cooperativa sociale Itaca -, "abbiamo ritenuto fondamentale e strategico continuare a offrire servizi e possibilità - spiega l'equipe di educatori di Itaca -, seppur con piattaforme interattive e modalità di ingaggio differenti, focalizzati al target giovani, che rappresentano il futuro e la continuità delle comunità che abitiamo".

Da un punto di vista strettamente operativo, "una comunità in salute è una comunità socialmente coesa, i cui componenti hanno l'occasione di continuare a interagire e partecipare per costruire soluzioni e possibilità condivise, specialmente in tempi di crisi come questo".

Così, anche in questo periodo di distanza fisica Progetto Giovani Treviso continua ad operare in sinergia con le istituzioni per la promozione della coesione sociale della comunità, affinché i più giovani possano trovare differenti possibilità per restare socialmente vicini e gestire al meglio il periodo d'incertezza e straordinarietà.

Sebbene non vi sia più l'apertura al pubblico e le attività non vengano svolte in presenza, molte sono state le rimodulazioni e implementazioni digitali. Per essere socialmente vicini e uniti, ma fisicamente distanti e promotori di comportamenti responsabili e in linea con le indicazioni sanitarie rilasciate dalle autorità governative e regionali.

Entrando di più nel merito, continuano le attività già programmate nelle scuole secondarie di secondo grado del territorio (Istituto Besta, Istituto Engim Turazza, Istituto Galilei, Istituto Mazzini) opportunamente riprogettate rispetto alla situazione attuale ed agli strumenti di didattica a distanza. Per promuovere processi interattivi di coesione sociale tra studenti, insegnanti e portatori di interesse, abbiamo promosso il progetto LA.P.I(3).S. che offre laboratori digitali e interattivi per studenti, ma anche supporto individuale e gruppi di incontro per docenti.

Prosegue anche il lavoro con la Consulta provinciale degli studenti, in cui sono coinvolte tutte le scuole secondarie di secondo grado della provincia, progetto dell'Ufficio Scolastico Territoriale in collaborazione con Progetto Giovani Treviso, ULSS 2 Marca Trevigiana e Volontarinsieme CSV Treviso. Il lavoro degli operatori facilita l'organizzazione degli incontri dei rappresentanti della Consulta, che utilizzano strumenti digitali (piattaforma Zoom) per incontrarsi in plenaria e portare avanti i mandati di rappresentanza, attraverso il continuo contatto e scambio tra le differenti comunità scolastiche in rete.

Stiamo, inoltre, sperimentando le piattaforme digitali (piattaforma Zoom e Microsoft Teams) per promuovere corsi attinenti all'area creatività, come quello di canto, ma stiamo anche programmando nuove proposte e webinar a distanza per i prossimi mesi.

Rispetto all'area orientamento, stiamo progettando delle dirette sui social attraverso i profili di Progetto Giovani Treviso presenti su Instagrame su Facebook, con giovani che stanno realizzando progetti e iniziative interessanti in merito alla progettazione d'impresa, all'avvio di start up o altro. Le dirette consentiranno di proporre tematiche relative alla scelta formativa e lavorativa, ma anche alle competenze imprenditoriali attraverso la conoscenza diretta di esperienze di giovani.

Abbiamo, inoltre, ricevuto 9 proposte di progetto per la prima call del bando 1630 sulla creatività giovanile, che prevede il supporto nella realizzazione di iniziative creative a 360° da parte di giovani riuniti in gruppi formali e informali tra i 16 e i 30 anni. Le proposte riguardano la musica, l'arte, l'attenzione all'ambiente, l'educazione digitale e molto altro.

Progetto Giovani Treviso, in questo particolare periodo storico più che mai, diventa uno strumento a servizio della cittadinanza e della municipalità di Treviso, utile alla promozione di processi di coesione della comunità per i giovani e attraverso il coinvolgimento dei giovani, distanti ma uniti.

 

 

Pubblicato in Veneto

Lo spettacolo teatrale Che forma hanno le nuvole? della compagnia Elea Teatro e prodotto da Industria Scenica conquista la finale di due premi nazionali di Teatro Ragazzi: “In-Box Verde” e “Otello Sarzi”. Dopo il debutto al Festival Segnali l’8 maggio 2019 e la tournée tra Lombardia e EmiliaRomagna nella stagione 2019-20, lo spettacolo sta ricevendo i primi riconoscimenti dalla comunità teatrale. In particolare la compagnia parteciperà sabato 23 maggio alla proclamazione del vincitore di InBox Verde in diretta facebook sulla pagina di @Inbox - Rete di sostegno del teatro emergente italiano che si svolgerà a distanza da Siena.

Sarà poi presente dal vivo, se le disposizioni lo renderanno possibile, domenica 13 settembre a Montegranaro, in provincia di Fermo, per il Premio Otello Sarzi. La regia e la drammaturgia dello spettacolo sono stati curati da Serena Facchini e Ermanno Nardi e vedono in scena Serena Facchini e Daniele Pennati. Che forma hanno le nuvole? è la prima produzione teatrale firmata Elea Teatro/Industria Scenica rivolta ai bambini.

Al centro del racconto i due personaggi - Vera e Nemo - alla ricerca di sé, del loro posto nel mondo. Lo spettacolo parla al pubblico (dai 7 anni in su) con semplicità, proponendo una poetica delicata che si muove fra un linguaggio buffo, leggero, fragile e una scenografia imponente, animata da proiezioni, illustrazioni e giochi di luce. L’indagine più profonda della narrazione esplora un mondo invisibile innescando complicità relazionali fra quello che succede in scena e i giovanissimi spettatori.

Cosa c’è al di là di tutto ciò che esiste? C’è un mondo. Un universo che Elea Teatro/Industria Scenica ha scelto di esplorare e portare sul palcoscenico per concretizzare il suo teatro, il mezzo attraverso il quale abbattere le soglie della realtà. Non resta quindi che incrociare le dita e attendere gli esiti dei due concorsi.

Pubblicato in Cultura
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