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Domenica, 05 Luglio 2020

Martedì, 05 Maggio 2020 - nelPaese.it

Il Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) e l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) salutano positivamente l'imminente introduzione del Reddito di Emergenza nel prossimo Decreto del Governo a sostegno di cittadini e cittadine in grave difficoltà a causa della crisi. Le bozze circolate del Decreto, tuttavia, sollevano dubbi che possono e devono essere risolti.

 Nella proposta dell'ASviS e del ForumDD il Rem, sostegno da erogare in via eccezionale per un tempo definito, “deve essere fornito nel modo più rapido possibile e raggiungere il maggior numero possibile di persone in difficoltà che non siano coperte da altre misure di sostegno, persone che già prima dell'emergenza vivevano in situazioni drammatiche”.

Questi due obiettivi si traducono nella possibilità per le persone di richiedere il Rem attraverso domande semplificate, prevedendo modalità di erogazione molto più rapide rispetto alle prassi abituali. “Per raggiungere tutti i potenziali beneficiari è inevitabile, durante l'emergenza, accettare un numero di irregolarità superiore rispetto alle situazioni ordinarie, così come essere disponibili ad investire la spesa pubblica necessaria a coprire chiunque abbia bisogno. È ciò che suggerisce la prassi internazionale in condizioni di emergenza”, affermano le due organizzazioni sociali.

“Nella bozza del Governo, invece, assumono un ruolo primario la minimizzazione del rischio di irregolarità procedurale – sottolineano Asvis e Forum DD - e il contenimento della spesa pubblica dedicata al Rem. Contrariamente a quanto avviene in gran parte dei paesi nel resto del mondo, sono previste modalità di presentazione della domanda analoghe a quelle usate per altri strumenti (per esempio il Reddito di Cittadinanza) e questo può aumentare il rischio che una parte potenzialmente interessata rimanga esclusa, restando esposta all'usura (già in rapido aumento) e alla criminalità organizzata. Nell'impostazione del Governo, dunque, il contenimento delle irregolarità e la limitazione della spesa divengono esigenze prioritarie rispetto alla tempestività dell'intervento e all'ampiezza della platea dei beneficiari”. 

“L'opportunità del Reddito di Emergenza non va sprecata. C'è tempo per orientare meglio il Decreto in preparazione”, conclude la nota.

 

 

Pubblicato in Lavoro

Continua l’analisi di SWG su come la pandemia legata al Covid-19 stia modificando i comportamenti e gli atteggiamenti di individui e consumatori. Questa settimana in primo piano: cosa ne pensano gli italiani delle misure del Governo per la «Fase 2», una valutazione delle possibili opzioni per recuperare risorse per affrontare la crisi post-emergenza, come vivono i cittadini le precauzioni quotidiane.

I vissuti individuali

L’ultima settimana della «Fase 1», conferma una serie di trend in corso: si riduce in generale la preoccupazione per il Virus, ma resta alta la percentuale di chi ritiene probabile subire il contagio. Sul fronte del lavoro, in una famiglia su due si continua a temere un problema occupazionale, ma migliora la valutazione sulla capacità di reazione della propria impresa. Gli ultimi giorni mostrano anche una ripresa dell’idea che l’emergenza possa terminare entro 3 mesi. In generale migliorano gli indicatori di ingresso rispetto alla «Fase 2», per quanto rimanga elevata la quota di chi vive un profondo senso di insicurezza nello svolgere attività fuori dalla propria abitazione.

Le misure per la «Fase 2»

Le misure previste dal Governo dal 4 maggio in poi suscitano una reazione non omogenea da parte dei cittadini: meno della metà (il 39%) le approva del tutto, mentre la metà si divide tra chi le ritiene troppo restrittive e chi invece le valuta come non sufficientemente prudenti. Tuttavia gran parte delle singole misure risultano largamente condivise. Sono considerate eccessivamente restrittive da più di un terzo dei cittadini le posticipazioni delle riaperture di parrucchieri, bar e ristoranti, ma anche il prolungamento del divieto di celebrare la Messa. In parte preoccupa invece la riapertura dei parchi e dei negozi. Complessivamente gli italiani giudicano che la gestione di questa emergenza nel loro Paese sia stata più efficace rispetto agli altri paesi europei e degli Stati Uniti. Soltanto alla Corea del Sud viene riconosciuta un’efficacia maggiore.

Il distanziamento sociale nelle abitudini degli italiani

Come si presenterà il problema della prossimità nel più o meno lungo periodo di transizione verso la normalità? Tra gli italiani c’è una diffusa consapevolezza dell’utilità dei comportamenti prudenziali, anche se non tutti ci credono. Molti accorgimenti sembrano essere stati oramai assimilati dalle persone e l’intenzione prevalente è di non abbassare la guardia nemmeno nelle prossime settimane, anche se ciò comporterà per alcuni non pochi sacrifici. Vi è tuttavia un 20% di cittadini scettici nei confronti dell’utilità di queste precauzioni, i quali non garantiscono di volerle rispettare. Nella «Fase 2» si avranno sicuramente dei mutamenti nelle abitudini dei cittadini. Oltre all’utilizzo di mascherine e guanti, la limitazione di contatti e delle frequentazioni di luoghi affollati, appare probabile anche un aumento dei pagamenti tramite cellulare a fronte di una riduzione dell’uso dei contanti.

Pubblicato in Nazionale

Il doposcuola è chiuso da settimane, ma tu hai bisogno di supporto per rivedere i compiti o organizzare meglio le tue giornate di studio. Anche la Sala Prove è chiusa da settimane, però a te piacerebbe riprendere a suonare con i tuoi amici. Niente paura perché, nonostante l'emergenza dettata dal Covid-19 che impone a tutti responsabilmente di restare a casa, il Centro aggregativo giovanile "Giove" del Comune di Pieve di Soligo ha trovato una soluzione, anzi due ed entrambe gratuite: il doposcuola "Destinazione Pieve" e il laboratorio musicale "Tieni il tempo" cui è possibile accedere comodamente da casa, in chiamata o videochiamata, e rispettando tutte le restrizioni imposte dal distanziamento sociale.

Per rispondere alle limitazioni che un po' tutti stiamo vivendo e che i ragazzi pievigini stanno rispettando con grande consapevolezza, il Centro Giove ha scelto la strada del cambiamento, spostandosi dalla realtà concreta a quella virtuale. Che non significa però "finta", ma invece rappresenta una nuova condizione in cui è possibile declinare la relazione fra le persone. Così, l'equipe di educatori della Cooperativa sociale Itaca che gestisce il Giove, e che fa parte del Servizio Operativa di Comunità dell'Ulss 2 Marca Trevigiana- Distretto di Pieve di Soligo, ha pensato bene di rimodulare il servizio sulla base delle esigenze individuate dal Servizio sociale in piena condivisione con l'Amministrazione comunale di Pieve di Soligo.

IL DOPOSCUOLA SI FA DA CASA

Se prima di Covid-19 il doposcuola "Destinazione Pieve" si articolava in tre pomeriggi la settimana di due ore ciascuno e accoglieva una dozzina di studenti della scuola secondaria di primo grado, oggi gli educatori di Itaca propongono ai ragazzi una nuova formula. Gli studenti possono incontrare gli operatori direttamente da casa propria con chiamata o videochiamata, per rivedere assieme alcuni compiti, organizzare lo studio o semplicemente parlare di come stanno procedendo le loro giornate. Entrambe sono a disposizione di ogni studente fino a 2 volte la settimana per circa 30 minuti a chiamata (in base alle richieste, il tempo a disposizione degli iscritti potrà variare): Linda (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.<mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>) e Carmen (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.<mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>).

TIENI IL TEMPO ANCHE A CASA

Oltre al tempo per lo studio, anche il tempo libero ha preso una nuova forma. Prima del Covid-19 il Centro Giove era per consuetudine aperto ogni giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30, e i ragazzi avevano la possibilità di stare assieme ai propri coetanei per socializzare, chiacchierare, giocare liberamente o anche per partecipare a diversi laboratori. Dallo scorso anno era stato, inoltre, attivato il laboratorio musicale "Tieni il tempo!" all'interno della Sala Prove del Centro aggregativo.

La musica, però, non si ferma e non ha barriere. Così, le educatrici del Centro Giove hanno elaborato una nuova formula per consentire ai ragazzi 11-15 anni di partecipare al laboratorio anche da casa, singolarmente o a piccoli gruppi. Le nuove tecnologie, del resto, offrono l'incredibile opportunità di incontrarsi anche se si è distanti. Perché non approfittarne?

È nato così Tieni il tempo... anche da casa, iniziativa in 8 incontri virtuali che contente ai ragazzi di imparare con gli operatori nuovi brani musicali, suonandoli e cantandoli dapprima in piccoli gruppi e piano piano tutti assieme. Le lezioni di circa 30 minuti per coppia o trio, sempre tramite videochiamata, sono partite il 16 aprile e continueranno ogni giovedì sino alla fine di maggio. L'obiettivo è quello di trascorrere assieme dei momenti di socializzazione positivi e divertenti, imparando "anche" a suonare. I partecipanti useranno gli strumenti che hanno a disposizione a casa, ma potranno anche costruirne alcuni, debitamente a distanza, insieme alle educatrici. Attualmente il laboratorio conta già 17 iscritti, ma qualcuno si può sempre aggiungere.

 

UN PO' DI STORIA E DI FUTURO

Il Centro aggregativo giovanile "Giove" del Comune di Pieve di Soligo nasce circa una decina di anni fa per accogliere i preadolescenti del territorio e favorirne la socializzazione in un ambiente educativo protetto e, allo stesso tempo, libero. Le attività proposte sono variegate e vanno dai laboratori al doposcuola. Negli anni, e con l'alternarsi delle generazioni di giovani, il Centro Giove si è sempre adeguato alla realtà contingente, modificando continuamente la propria pelle a seconda delle necessità, e il Covid-19 non ha certo fatto eccezione.

 

Pubblicato in Veneto

È online dal 4 maggio, il sito web ufficiale del Centro Allerta Tsunami dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (CAT-INGV) al link http://www.ingv.it/cat/index.php/it/

Obiettivo della nuova piattaforma, sensibilizzare i cittadini al rischio tsunami in Italia, ancora poco noto a causa della frequenza relativamente bassa dei grandi maremoti nel Mediterraneo, e soprattutto fornire strumenti che consentano di ridurre l'impatto in caso di evento.

Il CAT dell'INGV è uno dei tre elementi cardine del SiAM, il Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica, insieme al Dipartimento della Protezione Civile nazionale (DPC) e all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Composto da cinque macro-sezioni, ognuna contenente sottosezioni dedicate, il sito del CAT-INGV mette a disposizione del pubblico molte informazioni e approfondimenti sui maremoti: come si formano, come si propagano, dove sono più probabili, come possiamo difenderci, quali sono le Istituzioni internazionali e nazionali che si occupano della tutela e della comunicazione del rischio. Un'enfasi particolare è rivolta alla pericolosità e al rischio tsunami nel Mediterraneo, dove il CAT opera dal 2016 come Tsunami Service Provider per il sistema di protezione civile nazionale e per molti Paesi dell'area euro-mediterranea. 

Il sito web del CAT va ad affiancare quello sulla pericolosità da tsunami di origine sismica dell'area NEAM (Atlantico nordorientale, Mediterraneo e mari connessi), pubblicato nel 2017 dopo la conclusione del progetto europeo TSUMAPS-NEAM (Probabilistic Tsunami Hazard Maps for the NEAM Region), coordinato dall'INGV e integrato di recente da studi e approfondimenti.

Gli tsunami, infatti, sono eventi che, seppur rari, possono essere particolarmente distruttivi anche nei nostri mari, al pari di quelli che hanno colpito negli ultimi vent'anni l'Indonesia, il Cile, il Giappone. Va ad esempio ricordato il terremoto-maremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, che ha provocato onde alte oltre 11 metri in alcune zone del Reggino. Eventi più piccoli sono molto più frequenti e possono essere, potenzialmente, ugualmente pericolosi: un'onda di tsunami di poche decine di centimetri può abbattere porte, spostare automobili e trascinare in mare persone adulte, anche di corporatura robusta.

L'INGV, infine, ha recentemente pubblicato online anche il Database delle osservazioni dei maremoti in Italia, piattaforma che permette di esaminare e approfondire in mappa tutte le informazioni sulle 300 osservazioni relative agli oltre 72 tsunami conosciuti in Italia, e, sulla rivista NHESS (Natural Hazards and Earth System Sciences), il primo studio sistematico su larga scala per la valutazione della percezione del rischio tsunami nell'Italia meridionale.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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