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Venerdì, 29 Maggio 2020

Giovedì, 07 Maggio 2020 - nelPaese.it

La pandemia di Covid-19 ha improvvisamente infranto le certezze del vivere quotidiano. Dolore, paura, solitudine sono diventate emozioni dominanti per molte persone, dai pazienti colpiti da un virus sconosciuto, a medici e infermieri impegnati a combatterlo, a ogni singolo individuo diviso tra possibili perdite dei propri affetti, preoccupazioni per il futuro e il radicale cambio delle abitudini quotidiane. Nell’ambito della propria risposta al Covid-19, Medici Senza Frontiere (MSF) ha avviato anche in Italia attività di supporto psicosociale rivolte al personale sanitario e ai pazienti. E da oggi è online uno spazio virtuale dove tutti possono trovare consigli su come gestire le emozioni e i cambiamenti in questo periodo di pandemia, a cominciare dalla Fase 2 dove, passato il picco dell’emergenza, potrebbero diffondersi frammentazione sociale e comportamenti autodifensivi, individualisti e meno solidali.

L’assistenza a medici e operatori

Le attività di supporto psicologico hanno preso il via in alcuni ospedali e strutture per anziani che MSF sta supportando contro il Covid-19 in Lombardia, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Lodi, e nelle Marche. Come in tante realtà colpite dal virus, il personale medico, paramedico, gli operatori sociosanitari, si sono trovati all’improvviso a gestire un’epidemia mai vista di un virus nuovo e altamente contagioso, con flussi elevati di pazienti malati o deceduti, lunghi turni di lavoro in condizioni psicofisiche durissime e la necessità di affrontare in brevissimo tempo nuovi modi di lavorare e nuove misure per combattere il contagio.

Per aiutarli a gestire tutto questo MSF, che in molti dei propri interventi di emergenza nel mondo associa progetti di supporto psicologico, ha attivato anche in Italia il proprio team di psicologi, che in queste settimane hanno cominciato a svolgere sessioni individuali e di gruppo nelle strutture supportate. 

“L’essersi sentiti impreparati quando tutto è iniziato, la paura, la stanchezza, la necessità di aver la situazione sotto controllo e la sensazione di fallimento sono solo alcuni degli aspetti che emergono quando si parla con gli operatori impegnati contro il Covid-19. È stato naturale e necessario offrire un supporto psicologico: uno spazio di ascolto dove esprimere in sicurezza esperienze ed emozioni, ridurre il sentimento di solitudine promuovendo resilienza e gestione dello stress” racconta Ramona Leto, psicologa MSF nei progetti Covid19 nelle Marche.

Per moltiplicare la risposta ai molteplici bisogni di supporto psicologico della popolazione e degli operatori sanitari, i team di MSF hanno messo in piedi una piattaforma virtuale rivolta a psicologi e operatori dei servizi psicosociali del sistema sanitario pubblico e privato per favorire il confronto e il rafforzamento delle competenze nella presa in carico delle problematiche psicologiche in emergenza.

“Creare connessioni con risorse già esistenti velocizza l’intervento clinico e ne aumenta l’impatto perché si è più capillari nell’accesso al territorio e perché la contaminazione tra esperienze di diversi attori crea strategie di lavoro efficaci e sostenibili, replicabili in futuro” dichiara Rosaria Gatta, psicoterapeuta di MSF, da poco rientrata da Hong Kong dove ha lavorato in un progetto di promozione della salute legato al Covid-19.

Una maggiore conoscenza dell’epidemia e delle sue conseguenze è fondamentale anche per gli operatori che lavorano con gruppi particolarmente vulnerabili e ad alto rischio di marginalizzazione sociale come migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Sulla piattaforma dell’ARCI, MSF rivolge a questi operatori una formazione articolata in quattro moduli che abbracciano le nozioni mediche e psicosociali sulle varie fasi della crisi con particolare attenzione ai bisogni della popolazione rifugiata, dalla fase acuta fino al processo di reintegrazione della popolazione nella società.

Sul sito di MSF supporto emotivo e psicologico per tutti, anche per la Fase 2

Recuperare rapidamente una normalità e ridurre il rischio di conseguenze psicologiche a lungo termine è un bisogno diffuso anche tra i singoli individui. Per questo MSF ha attivato un progetto di sostegno psicosociale online (www.msf.it/salutepsicosociale) con video tematici e consigli pratici rivolti a chiunque ne senta il bisogno. 

Il rapporto con la morte, disturbi del sonno, gestire paura, ansia e attacchi di panico, costruire nuove routine e strategie di autocura, bambini, adolescenti e conflitti familiari, fino a come affrontare la Fase 2, sono alcuni degli elementi che da oggi e per le prossime settimane verranno messe a disposizione degli utenti per accompagnarli verso una nuova normalità.

Nella Fase 2 il rischio del contagio sarà ancora presente, nonostante la diminuzione dei casi. Dopo più di due mesi di barriere chiare, poter uscire di casa, luogo sicuro e protetto, potrà aumentare la diffidenza verso l’altro, insieme a tensione, ansia e attacchi di panico, e la percezione individuale potrà esacerbare la distanza tra le persone.

Sul sito anche una chatbot che attraverso storie concrete di singole persone raccontate nella modalità di una chat, come Nadia la cui paura di contagiarsi l’ha portata all’insonnia o Davide alle prese con il lavoro da casa da gestire insieme alla famiglia, offre spunti per superare le difficoltà seguendo piccoli consigli pratici.

“Il cambiamento delle nostre abitudini e l’essere soggetti a una situazione fuori dal nostro controllo sono fattori destabilizzanti che possono sviluppare un senso di paura, ansia e stress, con un impatto sulla nostra salute a tutti i livelli. È comune avere difficoltà di concentrazione, sentirsi irritabili e più emotivi. L’ambiente virtuale creato da MSF vuole offrire strategie sane alla portata di tutti che possono aiutare in questo periodo così difficile” spiega Silvia Caggiano, responsabile del servizio di supporto psicosociale di MSF.

 MSF e la salute mentale

Da oltre 20 anni MSF è impegnata in tutto il mondo a supportare ed aiutare i pazienti a superare traumi subiti a causa di violenze, guerre, disastri naturali. Persone che vivono in condizioni difficili in campi profughi, separati dalle loro famiglie o dopo aver visto morire persone care, la cui sopravvivenza va oltre il benessere fisico. Nel 2018, le équipe di MSF hanno offerto oltre 400.000 sessioni individuali di supporto psicologico in oltre 70 paesi al mondo.

 

Pubblicato in Salute

Le mafie sono il nemico peggiore per l'Italia che deve affrontare l'uscita dalla crisi sanitaria ed economica e potrebbero avvantaggiarsene nelle situazioni di maggiore difficoltà, inserendosi in quei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere.

È il risultato delle risposte ad un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell'ambito dell'Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall'emergenza in corso.

Le mafie sono il nemico peggiore per il 46% degli intervistati (dato invariato rispetto a 7 anni fa), seguite, nelle prime posizioni, dagli evasori fiscali (36%, 11 punti in meno), dalle persone incivili (27%, 11 punti in più), dai politici (24%, 8 punti in meno) e dalle banche (20%, 11 punti in meno).

Altissima (81%) la percentuale di chi pensa che la criminalità organizzata potrebbe avvantaggiarsi della crisi, inserendosi nei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere.

“L’opinione pubblica italiana è molto consapevole che questa emergenza sanitaria mette il dito nella piaga delle contraddizioni di questo paese” – commenta Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – “è chiaro a tutti che la crisi economica apre spazi di manovra che la criminalità organizzata cercherà di sfruttare. Le istituzioni e le forze economiche e sociali non solamente devono collaborare e vigilare perché questo non accada, ma devono anche trovare il modo di mobilitare le forze migliori di questo paese, il senso civico, la generosità, l’orgoglio nazionale che, nonostante tutto, è così presente nella società. È un momento di paura per il futuro, ma anche di grandi speranze che le classi dirigenti di questo paese hanno la responsabilità di non deludere”.

Il sondaggio comprendeva, inoltre, una domanda relativa al ruolo dello Stato a sostegno di cittadini e imprese. Agli intervistati è stato chiesto se, a loro giudizio, sarebbe preferibile che lo Stato sostenesse cittadini e imprese erogando bonus/voucher monetari oppure creando e potenziando servizi. Il 49% si è espresso a favore dei servizi, il 36% a favore dei bonus (il 16% non si pronuncia).

A chi ha detto di preferire i servizi, è stato poi chiesto (con la possibilità di tre risposte) se lo Stato dovrebbe provvedere in tal senso da solo o in collaborazione con altri enti. Il 30% ha indicato l'opportunità di collaborare con il volontariato, il 27% con il Terzo Settore, il 25% con le cooperative. La percentuale di chi ritiene che l'erogazione dei servizi debba essere esclusivamente in capo allo Stato è del 24%, pari a quella dei favorevoli ad un coinvolgimento delle imprese private e del privato sociale.

 

Pubblicato in Nazionale

Coop sociale Azalea: progetto solidale a sostegno di medici e infermieri in prima linea negli ospedali di Verona Attività educative e supporto nei compiti per i figli di infermieri e medici degli ospedali Borgo Trento e Borgo Roma di Verona. È quanto propone un nuovo progetto gratutito partito poche settimane fa e nato dalla collaborazione della nostra associata cooperativa sociale Azalea e 4 chiacchiere, gruppo di professionisti veronesi.

Azalea mette le proprie competenze e le figure professionali qualificate ed esperte, oltre che adeguatamente formate sulle procedure di sicurezza da tenere per evitare possibilità di contagio, mentre 4 chiacchiere le risorse equivalenti a 435 ore di servizio. A favorire l'incontro e la sinergia tra le due realtà, un’azione del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.

Per le bambine e i bambini in fascia di età compresa tra 0 e 6 anni, gli educatori coinvolti garantiscono a domicilio le cure primarie, invece per i figli più grandi, fino ai 14 anni, sono di supporto per i compiti scolastici o nel gioco. In questo secondo caso, rispetto alla presenza in casa esiste anche l’opportunità alternativa di un aiuto a distanza, tramite collegamento online, sia per i compiti che per altre attività. Ampi i consensi raccolti e già numerose le richieste per il servizio gratuito, tanto che si sta ora lavorando alla ricerca di ulteriori finanziamenti per poterne garantire la continuità.

«Il progetto mette insieme competenze diverse ed energie positive della nostra comunità – sottolinea la presidente di Azalea Linda Croce –, creando un bel circolo virtuoso tra tre mondi – sanità, cooperazione sociale e volontariato – che oggi danno insieme un contributo fondamentale alla gestione dell’emergenza. Siamo convinti che ancora di più in un momento di fragilità, come quello che stiamo vivendo, fare rete diventa vitale per connettere e valorizzare le potenzialità e le risorse del territorio».

La cooperativa ha saputo rispondere concretamente ai bisogni della comunità, causati dall'emergenza  Covid-19, attivando anche numerosi altri servizi gratuiti. Ad esempio l'osteria sociale La Coopera 1945, gestita da Azalea, ha dedicato in particolare alle persone sole un progetto intitolato "Cooperamica", un numero di telefono (351-1005558) da chiamare anche solo per una chiacchierata. E il suo poliambulatorio Punto Salute ha trasformato gli sportelli di informazione e formazione gratuiti in sportelli virtuali, come quello psicologico (045-8699728) per supportare le persone a gestire l'ansia e lo stress da emergenza.

A presentare tutte queste iniziative nel seguente video https://youtu.be/jcf-0t4ORzw è la presidente di Azalea, Linda Croce. La clip è parte della collana di Legacoop Veneto che racconta alcune esperienze di innovazione e resilienza delle associate presente nel canale YouTube nella playlist dedicata https://bit.ly/2UMjYSB.  I brevi video sono visibili anche nella pagina Facebook e sul sito di Legacoop Veneto.

 

Pubblicato in Veneto

Il mondo delle imprese italiane, pesantemente colpito dalla pandemia del Covid-19, prende un’iniziativa per rilanciare l’economia in chiave green. Sono infatti, fino ad oggi, 110 esponenti di importanti imprese e organizzazioni di imprese che hanno sottoscritto il Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”.

Il Manifesto interviene nel dibattito in corso, a livello nazionale ed europeo, sulle misure per il rilancio dell’economia, pesantemente colpita dalla pandemia da Covid19 sollecitando un progetto di sviluppo all’altezza delle sfide della nostra epoca. Servono misure per rendere le nostre società, i nostri sistemi sanitari e la nostra economia più resilienti nei confronti delle pandemie, ma anche per affrontare altre minacce per il nostro futuro: innanzitutto la grande crisi climatica, alimentata da un modello di economia lineare ad elevato consumo di energia fossile e spreco di risorse naturali.

Il Recovery Plan europeo, che punta ad attivare consistenti finanziamenti comunitari, dovrebbe, nelle nuove e ben più gravi condizioni generate dalla pandemia, rifondare e rilanciare con un nuovo Green Deal l’ambizioso progetto europeo per un’economia avanzata, decarbonizzata e circolare.

Un nuovo Green Deal è la via da seguire per una più forte e duratura ripresa perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia: quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green; quelle

in cui ha raggiunto livelli di eccellenza, come il riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili di energia; quelle del nostro modello di agricoltura sostenibile edelle altre attività della bioeconomia rigenerativa; quelle delle città, da rilanciare con un vasto programma di rigenerazione urbana in chiave green; quelle dell’importante capitale naturale, necessario per il rilancio di diverse attività economiche come il turismo; quelle della transizione a basse emissioni e con carburanti alternativi verso la mobilità decarbonizzata, elettrica e condivisa e quelle dell’innovazione digitale.

I pacchetti di stimolo all’economia non devono aumentarele emissioni di gas serra e gli impatti ambientali, trasferendo ulteriori costi sul nostro futuro. Conclude il Manifesto: un nuovo Green Deal è la via innovativa da percorrere per la rinascita dell’Italia.

Su questi temi il Manifesto punta a promuovere il coinvolgimento del mondo delle imprese e della più vasta opinione pubblica. La raccolta di adesioni proseguirà sul sito www.greendealitalia.it Il Manifesto con i primi 110 firmatari sarà inviato anche al Governo e ai Parlamentari di maggioranza e di opposizione,nonché ad esponenti delle Istituzioni europee.

Pubblicato in Nazionale
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