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Martedì, 24 Novembre 2020

Lunedì, 31 Agosto 2020 - nelPaese.it

Bonus vacanze, tempo di bilanci. Richiesto da 1,4 milioni di famiglie, ma utilizzato solo da un terzo. 615 milioni prenotati, di cui sfruttati solo 200 su 2,4 miliardi (8%). Per quelle pochissime strutture ricettive che hanno deciso di accettarlo è stata una manna dal cielo.

“Per il resto, i numeri mostrano che per poter funzionare al 100% il Tax Credit Vacanze necessita di una rimodulazione, in modo che possa mantenere le sue promesse e ristorare veramente il settore turistico, il più duramente colpito da quella che ormai possiamo chiamare crisi del 2020”, dichiara Giambattista Scivoletto  -Amministratore Bed-and-Breakfast.it

“È giunto il momento di rivedere le modalità di fruizione del bonus per farlo diventare un vero motore di destagionalizzazione e rilancio – chiede Scivoletto - liberandolo dall’eccessiva burocrazia in cui è stato inspiegabilmente ingabbiato e concedendo più fiducia agli Italiani onesti, la stragrande maggioranza, che vogliono usufruirne; inoltre, bisogna allargare la platea di chi può accettarlo a tutte le attività ricettive, incluse le piccole attività familiari non imprenditoriali, ingiustamente tenute fuori in questa che speriamo sia solo la prima fase di rodaggio di un intervento che, rivisto, ha tutte le possibilità di funzionare al meglio”.

"La soluzione, a nostro modo di vedere, non può che essere la seguente: la possibilità di fruire del Bonus Vacanze deve essere estesa a tutto il 2021. Le modalità di fruizione devono essere semplici ed immediate: il viaggiatore potrà scegliere di soggiornare in qualsiasi tipologia di struttura, senza essere costretto a ricerche frustranti e infruttuose, dato che non è stata prevista nemmeno una lista ufficiale delle strutture che aderivano al bonus vacanze, e poi detrarre il bonus dalle imposte, allegando la ricevuta/fattura della struttura ricettiva insieme ad un documento che ne comprovi il pagamento (bonifico, estratto conto carta di credito)”.

“Questa, secondo noi, è la modalità che si sarebbe dovuta adottare fin dal primo momento, ed è ancora l’unica che possa garantire che i 2,2 miliardi ancora da spendere finiscano nelle casse del comparto turistico, offrendogli così la possibilità di superare la crisi e prepararsi alla ripresa che, speriamo, possa arrivare al più presto”, conclude Scivoletto.

Pubblicato in Economia sociale

Dal 31 agosto al 30 settembre 2020 è possibile acquistare e donare materiale scolastico presso le cartolerie e gli esercizi commerciali di Novate che hanno aderito all'iniziativa "DONASCUOLA" per aiutare le famiglie in questa difficile situazione di emergenza sociale ed economica a sostenere una parte delle spese per il nuovo anno scolastico.

L'iniziativa dell'Associazione GenitorieScuola e del Comitato Genitori Testori fa parte del nuovo progetto Alimentiamo la comunità, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria Nord Milano onlus con il Bando 2020.1 Sociale Covid-19, organizzato da Koiné Cooperativa Sociale Onlus, Comune di Novate Milanese,  Acli Circolo di Novate Milanese, Associazione Piccola Fraternità,  Associazione GenitorieScuola 

Grazie alla generosità di tutti sarà possibile aiutare concretamente le tante famiglie con i figli iscritti alle scuole primarie dei due Istituti Comprensivi novatesi.
"Donare è un grande gesto di solidarietà, ringraziamo quanti vorranno dare il loro piccolo e prezioso contributo" dichiarano gli organizzatori dell'Associazione GenitorieScuola e il Comitato Genitori Testori. 

Prosegue inoltre la raccolta di beni alimentari di prima necessità nei supermercati e nei negozi alimentari che, grazie alla generosità di numerosi cittadini e al lavoro dei volontari dell'Associazione Piccola Fraternità, aiutano ogni mese ben 150 famiglie del territorio. 


Il progetto Alimentiamo la comunità nasce  a maggio 2020 in piena emergenza sanitaria e, fino a novembre,  vuole supportare le famiglie nella gestione delle numerose difficoltà che si sono trovate a vivere, anche con aiuti concreti,  prendersi cura di chi cura e guardare al futuro attraverso azioni di prossimità e di psicologia di comunità  in alcuni  quartieri di Novate.  Tutti gli aggiornamenti del progetto sono sul sito https://www.koinecoopsociale.it/alimentiamo/  E sulle pagine Facebook dei partner  e della rete che utilizzeranno #alimentiamolacomunità

Pubblicato in Lombardia

In questi ultimi giorni si è letto ed ascoltato di tutto in merito alla vicenda degli assegni di cura dell’Ambito Sociale C-4 di Piedimonte Matese. “Noi che la vicenda l’abbiamo seguita dagli inizi, abbiamo il dovere di fare alcuni chiarimenti, soprattutto per rispetto delle persone con disabilità e delle loro famiglie”, afferma Daniele Romano – presidente Fish-Federhand Campania.

Qualche giorno fa è stata approvata la determina del 25 agosto n.361 a firma della dott.ssa Floriana Raviele, con la quale il Comune di Piedimonte Matese provvede alla liquidazione di 211.800,00 a favore di 23 beneficiari di assegni di cura, finanziati con FNA 2017, ma i disabili in totale sono  49 e le risorse stanziate non coprono tutto il fabbisogno, perché il fondo destinato all’Ambito Sociale C-4 relativo al 2017 ammonta ad un totale di circa 700 mila euro.

“Quindi per noi non c’è nulla da esultare – prosegue Romano – a differenza, dell’assessore al Lavoro della Regione Campania, che è sì residente a Piedimonte Matese, ma è anche candidata alle prossime elezioni regionali. La dottoressa Palmeri in questi due giorni si è arrogato il merito di aver risolto questa drammatica vicenda. Ci dispiace però contraddirla, senza però prenderci nessun merito, perché ad oggi non siamo nelle condizioni di farlo, visto che il problema non si è risolto per tutti.  Come organizzazione riconosciamo all’Assessore Palmeri il suo ruolo di essere stata presente a due incontri che si sono svolti ad aprile 2019 e giugno 2019, come la stessa sua collega delegata alle Politiche Sociali Lucia Fortini, che è stata sempre in prima fila per risolvere questa storia, non ultimo l’incontro in Prefettura del 3 marzo 2020”.

“Quello che a noi dispiace – aggiunge il presidente Fish – è che ad oggi non è possibile e non è accettabile che si continui a fare politica sulla vita delle persone, soprattutto quelle che vivono continuamente un’ingiustizia, e soprattutto non c’è lo saremmo aspettati dall’Assessore Palmeri, persona intelligente”.

“La cosa che ci ha meravigliati – sottolinea Romano – è aver letto la dichiarazione della Palmeri dove afferma “che è stata fatta giustizia”. Gentile Assessore quale giustizia è stata fatta se ad oggi sono in attesa altre 26 persone con disabilità? Per noi la giustizia sarà fatta quando chi ha creato tutto questo sarà condannato, visto che sono state prodotte varie denunce, sia da parte della nostra Federazione, sia da parte dell’Avvocato D’Onofrio, che segue un gruppo di persone con disabilità e anche da esponenti dell’allora opposizione di Piedimonte Matese”.

“Il nostro lavoro non è terminato – conclude Romano – fino a quando tutte le persone con disabilità non riceveranno l’assegno di cura, e di sicuro continueremo il nostro lavoro al loro fianco, come fatto in questi mesi, supportati anche dal Presidente Nazionale della Fish Vincenzo Falabella. Nei prossimi giorni ci rivolgeremo al Commissario Prefettizio, che intanto è subentrato al posto dell’Amministrazione, per fare in modo che a tutti i 49 beneficiari sarà veramente fatta giustizia”

Pubblicato in Campania

 

Apre il “RistoMercato Nostrano – solo tipico e biologico marchigiano”, il primo aggregatore di aziende agricole biologiche e tipiche di eccellenza marchigiane. Sono oltre 60 le aziende che hanno aderito al progetto che nasce dalla volontà dell’omonima cooperativa sociale. L’inaugurazione del RistoMercato Nostrano si svolgerà sabato 5 settembre alle 17 al Parco commerciale Arcobaleno, in via Bordoni 1, di Jesi (Ancona).

“Il nostro scopo è sostenere le imprese che partecipano facendo rete e realizzando uno specifico canale di comunicazione, di vendita, di distribuzione, trasformazione nella logica dell’economia circolare – spiegano dalla cooperativa -, i loro straordinari prodotti saranno quotidianamente esaltati nella nostra ristorazione attraverso la rielaborazione delle antiche e dimenticate ricette contadine marchigiane”.

Il Nostrano, infatti, “nasce dal basso. In quattro anni di intenso lavoro abbiamo raccolto, studiato e incrociato le richieste dei consumatori e delle aziende agricole marchigiani ed è emersa, come unica risposta, la necessità di creare un’alternativa alla grande distribuzione rifacendosi alla logica e ai principi dei contadini di un tempo: semplicità e condivisione”.

“Ce l'abbiamo fatta – dicono con entusiasmo i soci -, con enorme impegno e grazie alla fiducia che ci è stata donata da tanti produttori agricoli, dalle varie associazioni di categoria, dalle istituzioni, dagli enti finanziatori, dai tanti professionisti che ci hanno aiutato districando matasse di problematiche. La giornata del 5 settembre servirà proprio per tentare di ringraziarvi tutti”.

Come cooperativa sociale, sottolineano i soci, “abbiamo tra i nostri scopi primari la creazione di occasioni lavorative per soggetti svantaggiati. Abbiamo fortemente voluto darci questa configurazione perché ci rispecchiamo nei principi della cooperazione e per dare ad ogni nostra azione commerciale una forte impronta etica e di utilità sociale”.

 

 

 

Pubblicato in Marche

Amnesty International Italia e Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) hanno celebrato e accolto un arrivo dall'eccezionale portata simbolica, che ripristina la legalità in relazione al diritto di asilo sancito dall'articolo 10 della Costituzione, leso dalle autorità italiane che da anni effettuano azioni volte a bloccare l'accesso di tutti coloro che tentano attraverso il Mediterraneo di arrivare ed ottenere protezione.

Assistiti dagli avvocati Cristina Laura Cecchini e Salvatore Fachile di Asgi e sostenuti dalla documentazione fornita da Amnesty International Italia, avevano presentato ricorso al Tribunale civile di Roma che, il 28 novembre 2019, con la sentenza 22917, ha dichiarato illegittimo il respingimento, ordinato il rilascio di un visto d'ingresso per permettere di accedere alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale e ha condannato le autorità italiane al risarcimento del danno.

La sentenza afferma che al fine di rendere effettivo il diritto di asilo è necessario "espandere il campo di applicazione della protezione internazionale volta a tutelare la posizione di chi, in conseguenza di un fatto illecito commesso dall'autorità italiana si trovi nell'impossibilità di presentare la domanda di protezione internazionale in quanto non presente nel territorio dello Stato, avendo le autorità dello stesso Stato inibito l'ingresso, all'esito di un respingimento collettivo, in violazione dei principi costituzionali e della Carta dei diritti dell'Unione europea."

Si tratta, secondo Amnesty International Italia e Asgi, di una decisione che "rappresenta un precedente dalla portata storica perché per la prima volta viene stabilito da un tribunale italiano che ha diritto ad un visto per chiedere asilo in Italia chi non è presente sul territorio italiano".

Hanno così ottenuto finalmente giustizia e il rispetto dei propri diritti coloro che, nel 2009, in un gruppo di 89 migranti e richiedenti asilo, erano stati ricondotti dalle autorità italiane in Libia, dove erano stati esposti nuovamente a trattamenti inumani e degradanti, violenze e torture. 

Dopo l'arrivo sul territorio libico, infatti, tutte le persone erano state detenute, e solo dopo lunghi mesi di prigionia erano state rilasciate. Alcune di loro, nonostante il rischio di essere nuovamente respinte, avevano tentato nuovamente la traversata del Canale di Sicilia. Alcuni hanno perso la vita in naufragi negli anni successivi, mentre altri ancora sono riusciti a raggiungere le coste italiane e ad arrivare in altri paesi, come la Germania e la Svizzera, dove hanno ottenuto la protezione internazionale.

Sedici di loro, tutti cittadini eritrei, decisero di non correre nuovamente i rischi di un viaggio in mare e di tentare di raggiungere l'Europa via terra. Dopo aver attraversato l'Egitto e il deserto del Sinai, arrivarono in Israele. 

Per circa 10 anni questi 16 cittadini eritrei sono rimasti bloccati in Israele, dove il loro diritto a richiedere asilo non è rispettato e col rischio costante di essere rimandati verso paesi africani che avevano stretto accordi bilaterali con Israele, come Uganda e Ruanda.

Il 25 giugno 2016 hanno promosso l'azione legale presso il Tribunale civile di Roma nei confronti della presidenza del Consiglio e dei ministeri degli Affari esteri, della Difesa e dell'Interno dello stato italiano. Il 28 novembre 2019, la già citata storica sentenza.

"Siamo felici di essere qui. Abbiamo ripreso ad avere fiducia nella giustizia ora speriamo di avere la protezione di cui abbiamo bisogno", ha dichiarato uno dei cinque cittadini eritrei atterrati oggi a Fiumicino.

"Illegittimamente respinti in Libia dall'Italia nel 2009, oggi grazie a una sentenza della giustizia italiana cinque richiedenti asilo eritrei sono arrivati nel nostro paese nel modo più sicuro e legale possibile. Ciò che dovrebbe essere garantito a tutti coloro che sono stati costretti a fuggire dai loro paesi a causa di conflitti, persecuzione politica e altre violazioni dei diritti umani", ha aggiunto Ilaria Masinara, campaign manager su migrazione e discriminazione di Amnesty International Italia. 

Dopo il periodo di quarantena previsto dalle norme vigenti, i cinque cittadini eritrei potranno finalmente avvieranno la procedura per chiedere all'Italia il riconoscimento della protezione internazionale ed ottenere, finalmente, tutti i diritti che ne conseguono. 

Nei prossimi mesi dovranno giungere in Italia anche altre tre dei respinti, oggi sostenuti dall'organizzazione non governativa Assaf,  che sono ancora bloccati in Israele in ragione del fatto che hanno costruito una famiglia. È stata infatti avanzata la richiesta per permettere l'ingresso anche di moglie e figli a seguito viste le condizioni in cui si trovano sul territorio israeliano e i rischi connessi e si è in attesa delle determinazioni dell'autorità consolare. 

 

Pubblicato in Migrazioni
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