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Martedì, 24 Novembre 2020

Lunedì, 14 Settembre 2020 - nelPaese.it

Oggi tornano sui banchi gli alunni della maggior parte delle regioni italiane. Tra di essi, crescono stabilmente quelli affetti da DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento, tra cui la dislessia), passati, secondo i dati MIUR dallo 0,7% del 2010/2011 al 3,2% del 2017/2018. Il CREA, in considerazione di chi ha queste difficoltà, ha utilizzato in un quaderno di educazione alimentare un font specifico, creato da Easyreading Multimedia e pensato per le persone con dislessia, ma facilitante per tutti. 

Si tratta di "Scopri le meraviglie di frutta e verdura. CREA, gioca e impara", il Quaderno didattico prodotto nell'ambito delle Misure di Accompagnamento al Programma Europeo "Frutta e verdura nelle scuole"  per l'a.s. 2020-2021, per gli insegnanti delle scuole aderenti al Programma . 

Nato dalla collaborazione di 4 centri di ricerca CREA (Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, Orticoltura e Florovivaismo, Difesa e Certificazione, Alimenti e Nutrizione, che ha anche coordinato l'iniziativa) il Quaderno costituisce un supporto didattico per l'educazione alimentare, da utilizzare nel momento in cui la frutta e gli ortaggi distribuiti dal Programma arrivano in classe e in tutte le altre occasioni curriculari. 

L'opuscolo contiene brevi approfondimenti sui vegetali distribuiti, corredati di attività ludico-didattiche su frutta, verdura, legumi e piante aromatiche, senza dimenticare la lotta agli sprechi. 

Gli Autori del volume hanno cercato di facilitare il più possibile il lavoro del corpo docente, anche utilizzando il font Easyreading, che previene lo scambio percettivo tra lettere simili per forma, dando così maggior respiro alla lettura. 

Le attività possono essere svolte in classe o a casa, eventualmente con il coinvolgimento dei familiari, a garanzia di una maggiore efficacia educativa. Il CREA coordina per conto del Mipaaf (che gestisce "Frutta e verdura nelle scuole" per l'Italia) le Misure di Accompagnamento e pubblica ogni anno materiali didattici per gli insegnanti che partecipano al Programma.  

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

La morte assurda di Maria Paola Gaglione ha scatenato ondate di indignazione. Le associazioni Lgtb non solo rivendicano una legge contro la omo-lesbo-bitransfobia ma protestano anche contro la narrazione mediatica sull’uso di termini non corretti.

Arcigay: serve la legge

"Nel dramma che si è consumato ad Acerra e che è costato la vita a Maria Paola Gaglione, una giovane di appena 22 anni, ci sono tutte le tracce di una violenza strutturale che da molto tempo, assieme a molti altri e altre, denunciamo": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

 "La relazione tra Maria Paola e Ciro – aggiunge Piazzoni - il suo compagno trans, diventa il bersaglio di una società transfobica, che elegge a suo sicario un maschio, il fratello di Maria Paola, che in linea con la cultura patriarcale del nostro Paese si sente in diritto di decidere della vita della sorella e che è pronto a sanzionare con la violenza ogni trasgressione a questo comandamento”. Maria Paola per il fratello è "infetta" perciò occorre darle "una lezione".

“Ci piacerebbe poter inserire questa storia tra i fatti straordinari – prosegue il numero uno di Arcigay che capitano una volta ogni mille anni. Ma non è così: sfidiamo chiunque, specie chi in Parlamento è sempre pronto a minimizzare questi fatti, a dire che transfobia, violenza, oppressione delle donne, sono fenomeni eccezionali e non - come da sempre sosteniamo - ordinari e strutturali nella nostra cultura dominante. La nostra battaglia a sostegno della proposta di legge contro omobitransfobia e misoginia sta nel solco di questa convinzione e soprattutto nella consapevolezza che una legge da sola non riuscirà ad estirpare fenomeni così radicati. Ma quella legge serve, è un passaggio ineludibile per produrre un cambiamento. E serve subito: ogni rinvio, ogni tentativo di indebolimento, ogni ostruzionismo sposta quel cambiamento in avanti, rafforzando la cultura della violenza. Di questo portano la responsabilità tanto il Parlamento quanto il Governo. Oggi per noi è un'altra giornata tristissima, in un calendario denso di giornate tristissime”.

“Mandiamo il nostro affetto e la nostra vicinanza alle persone che hanno amato Maria Paola e la sua libertà e un abbraccio particolare a Ciro, che in queste ore di dolore straziante deve anche fare i conti con i tanti che ancora oggi nei mass media non riescono a parlare con rispetto della sua identità di genere", conclude Piazzoni.

Appello all’Ordine dei giornalisti

“La relazione tra una donna ed un uomo trans ancora descritta con frasi sbagliate ed incapaci di mostrare progresso e rispetto”. Così dichiara Carlo Cremona, presidente I-Ken Onlus.

“L'odio di un uomo verso una donna non capita, è il frutto di processi culturali mancati o falliti e che in parte genera la violenza che diviene distruttiva, mortale, omicida. Ora tocca alle parole scritte e narrate ammazzare ed ammazzare ancora, quando finirà lo scempio sui nostri lutti? Esortiamo Carlo Verna e Ottavio Lucarelli alla mobilitazione immediata”, aggiunge Cremona chiamando in causa i presidenti di Odg nazionale e Campania.

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