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Lunedì, 26 Ottobre 2020

Martedì, 22 Settembre 2020 - nelPaese.it

Nonostante la diffusione del Covid-19, in Repubblica Centrafricana (RCA) è la malaria la malattia con il più grave impatto sulla popolazione e la principale causa di morte per i bambini al di sotto dei cinque anni. Come ogni anno, a settembre, in piena stagione delle piogge, il tasso di trasmissione aumenta in modo significativo e la malattia diventa più letale.

Nell'ospedale di Batangafo, supportato da Medici Senza Frontiere (MSF), otto consultazioni pediatriche su dieci sono dovute a complicazioni della malaria, tra cui anemia e disidratazione. Dall'inizio dell'anno, in questa città di 31.000 abitanti di cui 22.000 sfollati da altre aree del paese, i team di MSF hanno trattato 39.631 casi di malaria, rispetto ai 23.642 nello stesso periodo dell'anno precedente. Sono 1.074 i bambini sotto i cinque anni ricoverati per malaria quest'anno, in 28 non sono sopravvissuti.

"Mio figlio è molto debole perché ha preso la malaria e i medici hanno detto che è anemico. Stanno cercando di stabilizzare le sue condizioni per evitare ulteriori complicazioni che potrebbero essere fatali. Ho tanta paura di perderlo" dice Chancella Gbtoum, madre di Yakota Abbias, un bambino di cinque anni (foto). Chancella e il figlio minore hanno entrambi ricevuto da MSF il trattamento con farmaci antimalarici come misura preventiva. "All'altro mio figlio di 11 mesi ho dato il farmaco contro la malaria che abbiamo ricevuto da MSF. L'ho preso anche io. So che questa volta non ci ammaleremo" aggiunge Chancella.

Per mitigare l'impatto di questa malattia mortale e proteggere le comunità, all'inizio della stagione delle piogge, MSF ha lanciato una campagna per il trattamento preventivo della malaria, attraverso la somministrazione di massa dei farmaci antimalarici, condotta in 3 fasi per raggiungere il maggior numero di persone possibile e garantire che la popolazione ne comprendesse l'importanza. La prima fase è partita con un'attività di sensibilizzazione della popolazione grazie all'aiuto dei leader della comunità e attraverso spot sulla radio locale. Successivamente, i team di MSF hanno distribuito porta a porta il trattamento preventivo (foto). Infine, sono tornati presso ogni casa per verificare che avessero preso il trattamento ed eventuali effetti collaterali.

"I primi risultati della campagna sono positivi: in sole tre settimane l'ospedale di Batangafo ha registrato un calo di pazienti affetti da malaria di circa il 20%" dichiara Marco Scattoni, operatore umanitario di MSF a Batangafo. Portando il farmaco alle persone direttamente nelle loro abitazioni, è stato evitato il rischio di assembramenti presso luoghi di distribuzione, limitando in questo modo la potenziale diffusione del Covid-19. Le équipe di MSF hanno adottato tutte le misure di protezione necessarie, come indossare le mascherine e mantenere la distanza di sicurezza.

L'aumento dei pazienti affetti da malaria non è limitato a questa regione al confine con il Ciad, ma sta accadendo in tutto il paese. "Durante la stagione delle piogge, la malaria devasta le comunità che hanno un accesso limitato alle cure e alle misure di prevenzione. Ogni anno assistiamo a picchi di malaria nei nostri progetti in Repubblica Centrafricana, solo nel 2019 abbiamo curato 578.072 casi in tutto il paese" dice Carmen Terradillos, coordinatrice medica di MSF. "La possibilità di ricevere cure efficaci per la malaria rimane insufficiente in un paese che ha vissuto anni di conflitto e abbandono. Le zanzariere sono troppo costose per la maggior parte della popolazione. La somministrazione di massa dei farmaci è un modo efficace per prevenire complicazioni da malaria".

Gli abitanti di Batangafo sono stati felici di poter proteggere sé stessi e i loro familiari da una malattia che ha già ucciso molti bambini nella loro comunità. "Sono incinta e non voglio contrarre la malaria. È pericolosa per mio figlio" dice Félice. "So che sono più vulnerabile e ho bisogno di questo trattamento". Nella prima fase della campagna, MSF ha fornito il trattamento preventivo a un totale di 32.670 persone, di cui 6.531 bambini e 135 donne incinte. La prossima fase della campagna è prevista per la fine di settembre.

Situata nella prefettura di Ouham, nel nord della RCA, la città di Batangafo è stata al centro di tensioni politiche, etniche e religiose per più di un decennio. Le condizioni di sicurezza sono ancora instabili e questa precarietà potrebbe aumentare con le prossime elezioni, previste a dicembre 2020.

Pubblicato in Dal mondo

Amnesty International ha denunciato in un nuovo rapporto che, nonostante le numerose promesse, Twitter non sta ancora facendo abbastanza per proteggere le donne dalla violenza e dalle molestie online. 

Il rapporto misura i dati dell'azienda relativi all'attuazione di un elenco di raccomandazioni che hanno il fine di contrastare la violenza nei confronti delle donne sulla piattaforma, da quando Amnesty ha messo in luce per la prima volta la portata del problema nel suo rapporto Toxic Twitter del 2018. Nonostante qualche benvenuto progresso, Twitter deve fare molto di più per affrontare il problema. L'azienda ha attuato integralmente solo una delle dieci raccomandazioni pratiche, con progressi limitati relativamente al miglioramento della trasparenza nelle modalità di gestione delle segnalazioni di molestie. 

 "Twitter non sta facendo ancora abbastanza per contrastare la valanga di abusi che le donne si trovano ad affrontare sulla piattaforma. La nostra ricerca mostra che nonostante alcuni miglioramenti, Twitter non sta facendo abbastanza per proteggere le utenti donne, causando il silenzio o l'autocensura di molte di loro sulla piattaforma", ha dichiarato Rasha Abdul Rahim, condirettrice di Amnesty Tech. 

"Abbiamo delineato alcune azioni chiare e dirette che Twitter può intraprendere per rendere la propria piattaforma un luogo più sicuro per le donne che esprimono la propria opinione. Twitter può e deve fare di più per proteggere le donne dalle molestie", ha aggiunto Rasha Abdul Rahim. 

Dalla pubblicazione di Toxic Twitter nel 2018, Amnesty International ha proseguito a segnalare della portata delle molestie che le donne affrontano su Twitter, anche in ArgentinaIndiaRegno Unito e Usa. Al contempo, le donne hanno continuato a far sentire la propria voce per le molestie di cui sono vittime su Twitter e per l'inadeguatezza della risposta dell'azienda.  

Le continue molestie che le donne subiscono sulla piattaforma mettono a rischio il loro diritto di esprimersi in modo equo, libero e senza timore. Si tratta spesso di molestie con carattere intersezionale e sulla piattaforma le donne che appartengono a minoranze religiose o etniche, caste emarginate, lesbiche, bisessuali o transgender, le persone di genere non-binario e le donne con disabilità sono state colpite in maniera sproporzionata.  

Meena Kandasamy, autrice e attivista indiana, ha detto "Essere una donna tamil di una casta mista che protesta contro il sistema indiano discriminatorio delle caste si è rivelato un mix esplosivo su Twitter. Ricevo un fiume di offese razziste e misogine, anche minacce di stupro. Sembra sempre che Twitter stia cercando di recuperare il ritardo ed è troppo lento nell'affrontare i diversi tipi di molestie che le donne si trovano ad affrontare. Twitter è un luogo potente per esprimersi ma l'azienda deve fare di più per ripulire la piattaforma e renderla un posto sicuro per le donne".

Amnesty International ha condiviso con Twitter delle raccomandazioni pratiche su come meglio assolvere alle proprie responsabilità in materia di diritti umani, sottolineandone dieci che ritiene fondamentali per aiutare a contrastare le molestie online nei confronti delle donne. Questa analisi utilizza un sistema a semaforo per valutare lo stato di avanzamento dell'azienda nell'attuazione delle raccomandazioni e include trasparenza, meccanismi di segnalazione e un miglioramento delle funzionalità per la privacy e la sicurezza. La luce rossa indica che la raccomandazione non è stata attuata, l'arancione indica che è in fase di attuazione e la luce verde indica che la raccomandazione è stata completamente attuata. 

A causa della mancanza di dati significativi forniti da Twitter, è persino difficile valutare l'entità reale del problema. Ad esempio, Twitter non fornisce un'analisi dettagliata per paese delle segnalazioni di molestie da parte degli utenti, né tantomeno fornisce dati sul numero di utenti che segnalano un determinato tipo di linguaggio violento, ad esempio molestie basate su ragioni di genere o razza. 

Twitter è riluttante anche a rendere pubbliche informazioni dettagliate sul numero di moderatori dei contenuti che utilizza, anche su che tipo di copertura ci sia nei vari paesi e nelle varie lingue. 

La piattaforma deve essere più trasparente in merito alle modalità di progettazione e attuazione dei processi automatizzati per l'identificazione delle molestie online nei confronti delle donne. Mentre l'azienda ha reso noti alcuni dettagli sulle modalità di utilizzo degli algoritmi per contrastare la disinformazione durante l'attuale pandemia da Covid-19, lo stesso livello di trasparenza non è stato ancora attuato riguardo le modalità di utilizzo degli algoritmi per la valutazione dei tweet offensivi.

Twitter ha fatto dei positivi progressi in alcune aree, tra le quali il miglioramento della procedura per le segnalazioni, dando maggiori indicazioni agli utenti sulle modalità di funzionamento del procedimento e sul processo decisionale. L'azienda ha ricevuto la luce arancione per la propria attività tesa al miglioramento della consapevolezza degli utenti sulle funzionalità di privacy e sicurezza, istruendoli sui danni che tali offese possono causare.  

Twitter ha la responsabilità di rispettare i diritti umani, tra cui il diritto di vivere liberi dalla discriminazione e dalla violenza e il diritto alla libertà d'espressione e opinione.   "Twitter ha certamente la possibilità di attuare questi cambiamenti che farebbero davvero la differenza per milioni di donne nella loro esperienza sulla piattaforma", ha commentato Michael Kleinman, direttore dell'Iniziativa Silicon Valley di Amnesty International. 

"L'amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey deve far seguire le azioni alle parole per dimostrare che è seriamente impegnato nel rendere Twitter un posto più sicuro per le donne. Continueremo a fare pressione sull'azienda fino a quando non saranno visibili maggiori cambiamenti che veramente mostrano che le molestie nei confronti delle donne non sono ben accette sulla piattaforma", ha concluso Michael Kleinman. 

La risposta di Twitter 

In risposta alla nostra valutazione, Twitter ha riconosciuto di dover fare di più. Tuttavia, l'azienda ha dichiarato che la propria combinazione di moderazione umana e uso della tecnologia permette una risposta più dinamica alle molestie online. In merito alla pubblicazione di dati disaggregati per paese o regione, Twitter ha sostenuto che ciò potrebbe portare a un'errata interpretazione e dare un'impressione fuorviante del problema.  

Sebbene Amnesty International riconosca l'importanza del contesto, nulla impedisce a Twitter di fornire dati unitamente al contesto; avere delle responsabilità aziendali in materia di diritti umani significa avere il dovere della trasparenza nelle modalità di gestione delle segnalazioni di violenze e molestie. 

Pubblicato in Parità di genere

"Un passo indietro rispetto alla posizione storica dell'Unione Europea con un forte ritorno all'approccio "law and order", il grave depotenziamento delle politiche sociali e sanitarie ed un quasi sparizione del tema dei Diritti Umani, una scarsa attenzione ai temi della ricerca, del monitoraggio e delle evidenze scientifiche ed il forte rischio di rinforzare la stigmatizzazione del fenomeno e dei suoi attori".

Questi sono i principali rilievi che la Società Civile ha posto all'attenzione del Governo italiano con un appello rispetto alla discussione sull'Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d'azione 2021-2025 lanciato oggi.

A firmare il documento Forum Droghe, la Società della Ragione, Associazione Luca Coscioni, EUmans, Science for Democracy, Associazione Antigone, CGIL Nazionale, CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, LILA Nazionale, ITARDD - Rete Italiana Riduzione del Danno, Parsec Consortium, CAT-Cooperativa sociale.

Si è avuto "un processo opaco di costruzione e consultazione sul nuovo testo" denunciano le associazioni nel loro appello, chiedendo al Governo italiano "un attento esame del testo, in ragione del valore strategico e del ruolo di indirizzo che Strategia e Piano d'azione comunitari giocano, in Europa e negli Stati membri, per un approccio alle politiche sulle droghe equilibrato, efficace, basato sulle evidenze scientifiche e sul rispetto dei diritti umani."

In un quadro internazionale in grande fermento, la Società Civile teme inoltre che "il debole aggancio ai documenti più avanzati a livello globale, come lo UNGASS Outcome Document del 2016 e il rischio della perdita di una dimensione comunitaria coesa e di un ruolo centrale dell'Unione nel dibattito globale".

L'Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d'azione 2021-2025 sarà presto in discussione presso lo Horizontal Working Party on Drugs (HDG) e per questo i promotori invitano il Governo ad intervenire "chiedendo in quella sede una modifica dell'impianto proposto dalla Commissione, nella direzione di un approccio maggiormente bilanciato tra politiche per la riduzione dell'offerta e della domanda, aggiornato ai profondi mutamenti del fenomeno dei consumi, basato sulla seria valutazione dell'impatto e dei risultati della precedente Strategia e dei due precedenti Piani d'azione, e realmente basato sulle evidenze e sul rispetto dei diritti."

 

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