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Martedì, 24 Novembre 2020

Giovedì, 03 Settembre 2020 - nelPaese.it

Il 10 settembre c'è grande attesa per MIRAFOOD: 1° compleanno e presentazione Dolce di Mirafiori alla Casa nel Parco dalle ore 17.00 all'interno di ESTATE A SUD, la manifestazione inserita in Torino a Cielo Aperto.

A un anno dalla fondazione della Comunità Slow Food per la valorizzazione del quartiere di Mirafiori Sud, MIRAFOOD, verrà presentata la ricetta vincitrice del Concorso "Un dolce per Mirafiori" in una conferenza stampa aperta al pubblico.

I rappresentanti delle realtà legate al cibo di Mirafiori e di Torino, Fondazione della Comunità Mirafiori, Atlante del Cibo, Slow Food, Kallipolis, presenteranno iniziative di Mirafood e affronteranno il dibattito sugli sviluppi del marketing territoriale attraverso il tema dell'enogastronomia e delle tradizioni culinarie.

Alle ore 18.00 la compagnia teatrale Dramelot sarà protagonista di "All You Can Read - La Grande Abbuffata", performance culinario-letteraria con un piacevole menù che si svolge dall' amuse bouche di un brano di Davide Sedaris fino al dolce di Marcel Proust, passando per il contorno di Claudio Caroli dedicato alle estasi culinarie di Bukowski, risalendo al primo dedicato al manifesto futurista di Marinetti.

L'assaggio de "Il Tronchetto di Caterina", il dolce vincitore del concorso Mirafood lanciato un anno fa, sarà a cura delle quattro pasticcerie di Mirafiori (nello specifico nelle pasticcerie Dell'Agnese - Corso Unione Sovietica, 417, D'Arrigo - Corso Traiano, 22/B, Toni e Maria - Via Celeste Negarville, 25H, e Venere - Strada Comunale di Mirafiori, 42/D) che per la prima volta collaboreranno in sinergia per diffondere il sapore del prodotto di pasticceria proclamato per rappresentare il quartiere.

All'aperitivo collaboreranno anche altri due partner di Mirafood, prima comunità urbana di Slow Food a livello nazionale: gli studenti di Engim San Luca si occuperanno del servizio e della caffetteria e il nuovo chiosco di Orti Generali proporrà le sue specialità dall'orto per un piccolo brindisi.

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Pubblicato in Piemonte

In questi mesi di emergenza in cui 9,8 milioni di giovani hanno interrotto le normali attività scolastiche, si è accentuato il disagio di chi già aveva difficoltà di apprendimento. Per questo, alla riapertura delle scuole, oltre alle precauzioni sanitarie obbligatorie, è necessario l'impegno di tutti per contrastare ogni forma di discriminazione, affinché nessuno venga lasciato indietro e tutti abbiano la possibilità di sviluppare le proprie capacità. 

Lo chiedono in un documento le organizzazioni della Rete educAzioni a cui aderiscono Alleanza per l'Infanzia, Appello della Società Civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, Forum Disuguaglianze e Diversità – ForumDD, Forum Education, #GiustaItalia Patto per la Ripartenza, Gruppo CRC, Tavolo Saltamuri.

“Nella difficile gestione delle classi, complicata dai distanziamenti, nel programmare ove necessario l'alternarsi di lezioni a distanza e in presenza, occorre la massima attenzione affinché i ragazzi e le ragazze con difficoltà di apprendimento o fragilità di altra natura non vengano per nessuna ragione isolati o emarginati”, si legge nell’appello.

“Per affrontare la grave crisi in atto c'è bisogno di più cultura, più istruzione, più educazione. Per questo vanno rilanciati con convinzione i patti educativi in grado tenere aperte le scuole tutto il giorno, a partire dai territori dove è più grave e diffusa la povertà educativa, per risarcire, con tutti gli strumenti possibili e attraverso scelte coraggiose e sperimentazioni didattiche, bambine e bambini, ragazze e ragazzi del tempo scuola perduto”, aggiungono le organizzazioni.

“I corsi di recupero promessi dalla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a fronte della lunga chiusura delle scuole stanno partendo con fatica e a macchia di leopardo, mentre in alcune regioni si prospetta di rimandare ulteriormente l'inizio delle lezioni a dopo le elezioni e referendum del 20 settembre, visto che, al contrario di quanto promesso dal Governo, anche questa volta le scuole ospiteranno i seggi elettorali. Questo non è un buon segnale, tanto più che quest'anno invece dei corsi di recupero si dovrebbe parlare di restituzione e risarcimento nei confronti degli studenti e delle studentesse.  Le alunne e gli alunni rimasti 'sconnessi', con bisogni educativi speciali, in situazione di fragilità e difficoltà di contatti, con famiglie non in grado di sostenerli, non hanno tanto bisogno di "recuperare" apprendimenti mancati, quanto di ritrovare la fiducia e la motivazione necessarie”.

“Non è accettabile che si creino gruppi in spazi separati per chi è 'rimasto indietro', ma servono invece attività stimolanti, di ricerca, espressivo-creative, comunicative, logiche, in cui mettersi in gioco e non essere ricettori passivi di esercizi e schede di verifica. Occorre riannodare le attività scolastiche con attività differenziate secondo i bisogni di ognuno, nello stesso tempo facendo percepire che ciascuno è parte di una comunità e va accolto in quanto tale, con le sue potenzialità e propensioni”.

Inoltre, tutte le bambine/i e adolescenti, a prescindere che siano o meno "rimasti indietro", hanno bisogno “di elaborare l'esperienza di questi mesi e le nuove norme di comportamento rese necessarie dal perdurare della pandemia. La riflessione su questa esperienza, le sue cause, le sue conseguenze anche per i comportamenti e responsabilità individuali, declinata a seconda dell'età, dovrebbe entrare nel programma educativo in questi mesi, dando contenuto non solo all'educazione civica introdotta quest'anno, ma anche ad altre materie – dalle scienze alla storia e geografia – in un'ottica interdisciplinare. In questo modo sarà possibile individuare percorsi capaci di promuovere dialogo, democrazia e partecipazione attiva degli alunni e degli studenti perché le regole da condividere siano assunte con consapevolezza, tenendo conto del loro punto di vista”, conclude il documento di Rete educAzioni.

Pubblicato in Nazionale

Trentacinque anni fa hanno scelto l'entusiasmo e la speranza per crearsi un lavoro, con un nome che già disegnava una storia. Hanno scelto di chiamarsi Futura 21 perché erano 21 donne che da dipendenti di una ditta di abbigliamento si trasformavano in cooperatrici, in pioniere "workers buyout" che facevano una scelta per il loro futuro. La stessa scelta che confermano dopo 35 anni festeggiando il 3 settembre, nella sede di Senigallia, il "compleanno" della loro cooperativa che aderisce a Legacoop Marche.

"La nostra cooperativa è nata nel 1985 da un gruppo di sarte che hanno voluto realizzare un sogno, quello di costituire un'azienda di abbigliamento femminile – dice la presidente Paola Diambra, fra le socie fondatrici di Futura 21 -, lo stimolo è nato allora dal vecchio datore di lavoro che aveva intenzione di ridurre il personale del laboratorio. Invece di licenziare, ad una parte di noi ha dato la possibilità di utilizzare alcuni macchinari con cui abbiamo continuato a produrre, in conto terzi, per lui stesso per un breve periodo. Eravamo tutte giovani, 20-21 anni, senza impegni famigliari e ci siamo buttate con entusiasmo in questa avventura. Quello spirito che cerchiamo di vivere anche oggi".

Dopo il primo periodo nella frazione di Cannella di Senigallia, le socie di Futura 21 hanno comprato uno stabilimento a Cesanella dove si sono trasferite nel 1990 e dove continuano la produzione per una grande azienda di moda. "Nei primi tempi producevamo giubbotti – racconta la presidente -, poi nel tempo ci siamo specializzate e adesso ci dedichiamo ai capi spalla di un grande marchio italiano. La cooperativa oggi conta 21 lavoratrici che, con grande armonia, cercano di portare avanti questa azienda nonostante le difficoltà che si affrontano giornalmente. Il risultato del nostro lavoro è dovuto all'esperienza e alla professionalità di ogni singola collaboratrice".

Nel periodo di crisi sanitaria, dice Diambra, "abbiamo interrotto, come previsto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la produzione per un mese e mezzo. Nelle prossime tre settimane dovremmo farlo di nuovo perché il Covid ha influito negativamente sulla stagionalità dell'abbigliamento facendo saltare la programmazione". Per il futuro, "la speranza è ovviamente di continuare a lavorare sia come cooperativa sia come Italia perché le conseguenze del coronavirus sono ancora pesanti per tutti. Noi ce la mettiamo tutta ma speriamo che l'intero sistema possa riprendersi presto".

Pubblicato in Lavoro

Un territorio dalle potenzialità straordinarie, ricco di storia, cultura, patrimonio naturalistico e prodotti agroalimentari d’eccellenza. Eppure, ormai da decenni, oggetto di un progressivo spopolamento e impoverimento del tessuto economico e sociale.

Per provare ad invertire in maniera fattiva questa rotta, ripartendo dalle idee e dalle proposte di chi il territorio lo vive quotidianamente, Legacoop Lazio organizza il 28 settembre l’iniziativa “SCENARI COOPERATIVI PER IL FUTURO DELLA TUSCIA”, nell’ambito delle attività previste dal progetto “L.A.N.D. | Lazio Actions for Needs and Development” finanziato dalla Regione Lazio.

Coinvolgendo Istituzioni, mondo imprenditoriale, associazionismo e Parti Sociali, Legacoop Lazio mira a proporre una progettualità condivisa, in grado di valorizzare l’impresa cooperativa come pilastro di uno sviluppo sostenibile e attento al territorio.

“SCENARI COOPERATIVI PER IL FUTURO DELLA TUSCIA” si svolgerà in modalità webinar, per agevolare il più possibile la partecipazione di tutti gli attori del territorio e consentire il rispetto delle normative per il contenimento del contagio da Covid-19.

Ad aprire i lavori, a partire dalle ore 10,00, sarà la sessione plenaria sui temi dello sviluppo complessivo. A seguire, dalle ore 14,30, si terranno i due tavoli di lavoro sui temi del welfare e del turismo. Per poter ricevere l’invito al convegno o ad uno dei due tavoli di lavoro è necessario inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro e non oltre il 21 settembre, contenente i seguenti dati: nome, cognome, Ente di appartenenza, indirizzo mail.

Pubblicato in Lazio
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