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Lunedì, 21 Settembre 2020

Venerdì, 04 Settembre 2020 - nelPaese.it

Il Festival di Libero Cinema in Libera Terra, promosso da Cinemovel e Libera, riparte lunedì 14 settembre per la seconda parte della sua 15a edizione. Un itinerario lungo sei tappe, un cammino no-stop ricco di incontri e approfondimenti, che si concluderà domenica 20 settembre, dopo che sullo schermo di MYmovies.it ─ media partner del Festival, già insieme a Cinemovel Foundation per l'iniziativa Schermi in Classe - #iorestoacasa ─ scorreranno le immagini dei film selezionati con la collaborazione di Fabrizio Grosoli.

Dopo aver sperimentato la rinnovata e apprezzata formula nel mese di luglio (5.100 gli spettatori nella sala di Mymovies.it e 25.000 le persone che hanno assistito al programma "Diritti al nuovo mondo. Libero Cinema Incontra", lo spazio interattivo condotto da Enrico Fontana), il 14 settembre l'albero di Cinemovel farà muovere le sue radici di cavi digitali per conoscere e raccontare mondi vicini e lontani in un particolare periodo dell'anno per l'agricoltura. È infatti ormai tempo di raccolta dell'uva per le tante cooperative impegnate sui beni confiscati a cui Libero Cinema farà visita.

Cinemovel ha scelto di dare vita a questi momenti di visione, scambio e di dibattito con i suoi tanti ospiti e con i giovani quotidianamente impegnati, tra fatica e speranze di cambiamento, in una sfida di lavoro e di crescita che in questa edizione del Festival porterà i suoi riflettori su sei regioni italiane (Lombardia, Toscana, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).

 «La costruzione e l'affermazione di un nuovo umanesimo fondato sull'affermazione dei diritti universali passa necessariamente per una azione di lotta contro le mafie e la corruzione tanto nel Nord quanto nel Sud del Paese, e una riflessione profonda, appassionata e intensa sui temi che caratterizzano il nostro lavoro e il nostro impegno: memoria, agricoltura, povertà, educazione ed informazione» dichiara Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel.

Il programma (14-20 settembre 2020)

Lunedì 14 settembre: Ore 20.45 in collegamento da Galbiate (LC), dal centro diurno per anziani Le Querce di Mamre.

Ore 21.30 Untitled di Michael Glawogger e Monica Willi (Austria, Germania 2017, 103 min.).

Martedì 15 settembre: Ore 20.45 in collegamento dalla Tenuta di Suvignano (SI). 

Ore 21.30 Ancora un giorno di Raúl de la Fuente, Damian Nenow (Polonia 2018, 85 min.).

Mercoledì 16 settembre: Ore 20.45 in collegamento da Maiano di Sessa Aurunca (CE), Cooperativa Al di là dei Sogni. 

Ore 21.30 Fuocoammare di Gianfranco Rosi (Italia 2016, 107 min.).

Giovedì 17 settembre: Ore 20.45 In collegamento da Cerignola (FG), Cooperativa Pietra di Scarto 

Ore 21.30 The Harvest di Andrea Paco Mariani (Italia 2017, 73 min.).

Sabato 19 settembre: Ore 20.45 in collegamento da Polistena (RC), Cooperativa Valle del Marro Libera Terra. 

Ore 21.30 Parola d'onore di Sophia Luvarà (Italia 2020, 84 min.).

Domenica 20 settembre: Ore 20.45 In collegamento da Catania, Piazza Beppe Montana. 

Ore 21.30 Fortapàsc di Marco Risi (Italia 2009, 108 min.).

 

Pubblicato in Cultura

Il governo greco sta imponendo una quarantena sconsiderata e potenzialmente molto pericolosa per i migranti e richiedenti asilo del campo di Moria sull'isola di Lesbo. Una forma di quarantena di massa da evitare a tutti i costi, che evidenzia la mancanza di una risposta strategica per ridurre la trasmissione del virus nel campo e proteggere ciò che resta della dignità delle persone, avverte Medici Senza Frontiere (MSF).

Se negli ultimi tempi è aumentato il numero dei casi confermati di Covid-19 tra la popolazione locale a Lesbo, fino ad oggi si conta un solo caso tra i residenti del campo di Moria. I doveri del governo imporrebbero un rafforzamento della risposta della sanità pubblica per migranti e richiedenti asilo e non il loro confinamento in condizioni infernali per fingere di proteggere l'isola dalla diffusione del virus.

Moria non è luogo sicuro per nessuno, ma ci sono oltre 200 persone che per età e stato di salute sono state individuate come soggetti a serio rischio di Covid-19. Da mesi MSF, insieme ad altri attori presenti sull’isola, chiede l'evacuazione totale di tutti i residenti del campo di Moria, con la specifica urgenza di trasferire questo gruppo di persone particolarmente vulnerabili dal punto di vista medico in alloggi sicuri a Lesbo o sulla terraferma, in Grecia o all'interno dell'Unione Europea. Ad aprile il governo aveva promesso questo trasferimento, ma cinque mesi dopo queste persone sono ancora intrappolate a Moria e ora circondate da un cordone di polizia. Con un caso positivo confermato a Moria, è essenziale garantire il loro trasferimento in un alloggio sicuro adesso. Non farlo sarebbe un evidente abbandono del dovere di prendersi cura di queste persone da parte delle autorità greche.

“Sembra che le autorità sanitarie locali abbiano iniziato a effettuare test per Covid-19 ai residenti del campo, ma questa è una piccola parte di ciò che deve essere fatto” dichiara Marco Sandrone, capo progetto di MSF a Lesbo. “È necessaria una risposta adeguata ai bisogni di salute pubblica: pianificazione, tracciamento dei contatti, test e un serio sforzo per migliorare le condizioni igienico-sanitarie e l’accesso ai servizi medici. Non ci sono giustificazioni per una quarantena di massa forzata e quel che è peggio sappiamo che queste misure peggioreranno la salute mentale già compromessa dei nostri pazienti. In questo momento a Moria ci sono persone anziane con problemi di salute, donne incinte e bambini che hanno paura e saranno esposti a ulteriori traumi a causa di questa scelta. Il governo dovrebbe proteggere queste persone, ma tenendole rinchiuse nel campo le sta esponendo a maggiori rischi".

Una risposta di salute pubblica in risposta al manifestarsi di focolai, visto anche che il Covid-19 sta già circolando fuori dal campo, non dovrebbe ricorrere a misure dannose come dispiegamento di polizia e detenzione, ma avere un approccio complessivo attraverso diverse azioni: garantire una corretta informazione e collaborazione della comunità, assicurare condizioni igieniche di base accessibili a tutti, evacuare e proteggere le persone a maggior rischio, test di massa, isolamento e trattamento dei casi positivi, tracciamento dei contatti, quarantena solo in luoghi adeguati e dove può essere garantita la continuità delle cure.

Se il governo greco vuole essere responsabile di fronte al proprio obbligo di fornire assistenza, dovrà attuare con urgenza tutte queste misure di salute pubblica o evacuare tutte le persone da Moria verso luoghi più sicuri. La quarantena di massa causerà inevitabilmente ulteriori sofferenze senza portare alcun beneficio per la salute pubblica.

 

 

 

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