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Sabato, 06 Marzo 2021

Martedì, 26 Gennaio 2021 - nelPaese.it

Nel 2020 l’Italia registra dinamiche dei prestiti alle imprese specularmente opposte a quelle del PIL. Nell’anno da poco terminato, a fronte di un calo del PIL del 9,1%, i prestiti erogati alle imprese, per effetto delle misure di garanzia adottate (Decreto Legge 8 aprile 2020, n° 23, cosiddetto Decreto Liquidità, convertito nella Legge 5 giugno 2020 n. 40), sono infatti cresciuti di circa il 10% (per un flusso annuo attorno agli 80 miliardi), finanziando il fabbisogno di liquidità e consentendo anche un accumulo di depositi a scopi precauzionali. Più contenuta, invece, la crescita stimata dei prestiti alle famiglie (+2,2%, per un flusso annuo di 14 miliardi).

I dati sono contenuti nel report “Le condizioni finanziarie delle imprese italiane”, elaborato nell'ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra Prometeia e Area Studi Legacoop per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati in conseguenza dell'epidemia Covid-19.

L’aumentata domanda di prestiti ha trovato condizioni di offerta favorevoli per effetto di un costo di finanziamento molto contenuto per il settore bancario e un minore rischio percepito grazie alle garanzie.

La forte crescita dei prestiti spinta dalle misure di sostegno alla liquidità delle imprese è evidente in tutti i settori produttivi, ad eccezione di quelli legati al mercato immobiliare (costruzioni e attività immobiliari), probabilmente anche per effetto di operazioni di cessione di crediti deteriorati. I settori di attività che hanno aumentato la loro esposizione verso il sistema bancario sono gli stessi colpiti in modo più severo dalla crisi.

Al primo posto, in termini di incremento percentuale, figura il settore degli autoveicoli ed altri mezzi di trasporto, seguito dalle attività di servizi di alloggio e ristorazione, dalle industrie tessili, abbigliamento e articoli in pelle, dalle attività professionali, scientifiche e tecniche.

Il report Prometeia-Area Studi Legacoop mette poi in evidenza che l’aumento dei prestiti, oltre a coprire il fabbisogno di breve termine legato all’attività di impresa, contribuisce a formare un importante scudo di liquidità precauzionale depositato presso le banche. A fronte di un flusso complessivo di prestiti che, come detto, per il 2020 è stimato in 80 miliardi, si sarebbe registrato un flusso di depositi pari a circa 104 miliardi. Valori previsti in deciso rallentamento a partire già dall’anno in corso, quando i flussi dei prestiti sono stimati pari a circa 16 miliardi e quelli dei depositi a 14.

Il rapporto debiti finanziari delle imprese/PIL è in netto aumento nel 2020 (circa +78%), ma rimane inferiore ai valori sperimentati durante la crisi dei debiti sovrani, quando aveva superato l’80%.

La sostenibilità del debito sarà facilitata dai tassi di interesse che rimangono estremamente bassi e dalla ripresa dell’attività economica. Tuttavia, per le imprese appartenenti ai settori più direttamente colpiti dalla crisi, la sostenibilità del debito potrebbe costituire un fattore di difficoltà. Per questa ragione, viene sottolineato nel report, è importante che si continui a supportarle, sostenendo la loro liquidità.

“Queste analisi danno la misura dell'impatto della crisi sul sistema produttivo -commenta Mauro Lusetti, presidente di Legacoop- allo stesso tempo, però, hanno anche risvolti relativamente positivi. Confermano che di fronte a un drammatico urto, le condizioni favorevoli di questi anni e le politiche di emergenza hanno minimizzato il danno. Ora la durata della crisi è cruciale per capire quanto e come le imprese italiane riusciranno a resistere e reagire. Ma è altrettanto importante che oltre alle misure per evitare ogni rischio di credit crunch, si passi a impostare misure di medio e lungo periodo. La ricostruzione e il riavvio dello sviluppo italiano non saranno una corsa di velocità, ma una maratona: servono risorse, ma pure un ritmo costante e un orizzonte di programmazione lungo e strategico. Le cooperative italiane, come anche questo focus dimostra, pur avendo patito come tutti la crisi, negli anni scorsi hanno anche riequilibrato assetti patrimoniali e finanziari. Ci auguriamo che in una crisi così intensa ciò permetta di salvaguardare attività e lavoro, per noi il bene essenziale.”

Per quanto riguarda, nello specifico, le imprese cooperative aderenti, il report evidenzia come in quasi tutti i settori (esclusi i beni intermedi, il commercio e l’entertainement) il livello di indebitamento rispetto al patrimonio netto si sia ridotto negli ultimi anni e si collochi su livelli mediamente inferiori a quelli delle società di capitali. Si registra anche una contrazione della marginalità che, in diversi settori, ha portato ad un aumento dei tempi medi di pagamento del debito, ma ancora su livelli non critici.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Dalla stampa e la pubblicazione ai premi letterari, l'uso dei social, i temi, i personaggi, le storie più ricorrenti, ma anche le fonti, le passioni, i maestri e gli incontri letterari che hanno svolto un ruolo cruciale nella formazione e nella creazione della letteratura di ultima generazione. Si muove lungo questi filoni Under: la terza edizione del festival di nuove scritture organizzato da Associazione daSud e a cura della scrittrice Giulia Caminito. L'iniziativa torna, l'1 e il 2 febbraio, in modalità online, per parlare di nuove forme della letteratura attraverso le storie e le esperienze di nove giovani scrittori e scrittrici. 

Interverranno: Jonathan Bazzi con "Febbre" (ed. Fandango), Mattia Insolia con "Gli affamati" (ed. Ponte alle grazie), Viola di Grado con "Fuoco al cielo" (ed. La Nave di Teseo), Marta Barone con "Città sommersa" (ed. Bompiani), Ilaria Gaspari con "Lezioni di felicità" (ed. Einaudi), Chiara Sfregola con "Signorina" (ed. Fandango), Giorgio Ghiotti con "Gli occhi vuoti dei santi" (ed. Hacca), Anna Giurickovic Dato con "Il grande me" (ed. Fazi) e Ruska Jorjoliani con "Tre vivi, tre morti" (ed. Voland).

Realizzato in collaborazione con ÀP, l'Accademia Popolare dell'antimafia e dei diritti ospitata nei locali dell'IIS Enzo Ferrari di Roma, e CSV Lazio, il festival quest'anno cambia formula ma mantiene intatta la volontà: fare largo alla letteratura di ultima generazione, tenere vicini i giovani che scrivono e i giovanissimi che potrebbero diventare futuri lettori e lettrici, o perché no dedicarsi anche loro un giorno alla scrittura, e offrire al più vasto pubblico di appassionati lettori e lettrici un'occasione per conoscere più da vicino gli autori e i libri, nuovi protagonisti della scena letteraria contemporanea.  

«Nelle precedenti edizioni - spiega la curatrice Giulia Caminito - abbiamo potuto parlare con i più giovani dei libri di Luciano Funetta, Elisa Casseri, Matteo Trevisani, Laura Fusconi, Melissa Panarello, Giovanna Cristina Vivinetto e molti altri. Gli incontri sono stati anche motivo per parlare dei mestieri legati al mondo del libro, di poesia, di lettura, di librerie, di giornalismo, di fumetto. Lo scorso anno abbiamo portato a scuola libri di scrittrici straniere come "Le ragazze" di Emma Cline e "Persone normali" di Sally Rooney. Ci sono stati laboratori, attività legate alla web radio RadiodaSud e serate aperte a tutti per accendere un faro sulla letteratura under 35. Quest'anno, invece, il Festival si adegua alle norme e alle difficoltà del periodo, senza per questo venire meno ai suoi scopi».

In programma, due giorni con tre incontri in forma di tavola rotonda a cui più di 300 studenti delle scuole superiori parteciperanno live tramite piattaforma web dedicata e che in un secondo momento verranno trasmessi in differita sulle pagine Facebook di ÀP (@apaccademia) e Associazione daSud (@associazionedaSud). L'1 febbraio l'appuntamento è alle ore 11 con "Scrivere e farsi leggere", una conversazione sulla carriera di scrittore e scrittrice che coinvolgerà Jonathan Bazzi, Mattia Insolia e Viola di Grado, mentre il 2 febbraio si comincia alle ore 9 con "Cosa si scrive sotto i 35 anni e perché" con Chiara Sfregola, Ilaria Gaspari e Anna G. Dato e si prosegue alle ore 11 con "Maestri e maestre: dalla lettura alla scrittura" che vedrà intervenire Giorgio Ghiotti, Marta Barone e Ruska Jorjoliani.

#UNDERBOOK. I LIBRI DEL FESTIVAL

Punto di partenza per ogni riflessione con ciascun ospite saranno i loro libri, veicolo di temi forti e molto sentiti come quelli che affronta "Febbre", il romanzo d'esordio del giovane Bazzi, finalista all'ultimo Premio Strega e libro dell'anno di Fahrenheit. Uscito nel 2019 per i tipi di Fandango Libri è un racconto autobiografico dal sapore urgente di libertà che affronta il tema della malattia, dell'omosessualità, della diversità. Spiccano poi in maniera altrettanto forte il senso di rabbia e la voglia di riscatto nei protagonisti de "Gli affamati", il romanzo dell'esordiente Insolia, pubblicato appena un anno fa da Ponte alle Grazie. Tiene invece insieme la cronaca di un fatto realmente accaduto e la storia di un amore avvelenato tanto quanto la terra in cui è ambientato "Fuoco al cielo", il romanzo numero quattro di Di Grado (già Premio Campiello e Rapallo, oltre che finalista al PEN Literary Award), uscito nel 2019 con La Nave di Teseo. 

Ad accendere i riflettori sul tema delle unioni civili è invece la giovane Sfregola che col suo "Signorina. Memorie di una ragazza sposata", uscito nel 2020 con Fandango Libri, va definitivamente a riempire un grande vuoto conoscitivo, quello del matrimonio tra donne. Dirimenti, ma sotto tutt'altro aspetto, le "Lezioni di felicità" di Gaspari che ci guida alla ricerca della felicità attraverso sei settimane in compagnia delle scuole filosofiche antiche. Il suo libro è uscito nel 2019 con Einaudi. È invece crudo e sincero "Il grande me", il romanzo con cui la Giurickovic Dato parla direttamente all'animo del lettore e scava nel profondo della relazione tra genitori e figli. Pubblicato nel 2020 da Fazi Editore, il libro narra la storia di una famiglia, di una grande perdita e di un segreto mai svelato. 

C'è poi "Gli occhi vuoti dei santi", 2019, Hacca Edizioni, dello scrittore e poeta Ghiotti che attraverso dodici racconti ci catapulta nelle storie di vite colpite, deluse, innamorate, perdonate dei suoi potenti personaggi protagonisti. Ci riporta invece a Torino e agli oscuri, violenti, ma anche felici anni Settanta la giovane Barone e il suo romanzo d'esordio "La città sommersa", 2020, Bompiani, per raccontarci la storia di una giovane donna che va in cerca del padre venuto a mancare quando era una ragazza. Ha infine delle venature storiche e noir "Tre vivi, tre morti", il romanzo numero due di Jorjoliani pubblicato meno di un anno fa da Voland che ci trasporta in una Firenze anni '50, dove quella nascosta sotto il tappeto è polvere da sparo e dove tenersi stretta un'esistenza banale si rivela meno semplice che premere il grilletto.

 

 

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