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Domenica, 11 Aprile 2021

Martedì, 02 Marzo 2021 - nelPaese.it

BiblioÀP, centro nevralgico del progetto di ÀP, l'Accademia Popolare dell'antimafia e dei diritti di Roma, situata all'interno dei locali dell'Istituto scolastico Enzo Ferrari di Cinecittà-don Bosco, è pronta ad accogliere tra i suoi scaffali donazioni di libri e dossier da parte di associazioni, enti e case editrici per potenziare il proprio patrimonio di testi e volumi e dare nuova visibilità a quelli realizzati dalle realtà che aderiranno all'iniziativa. La campagna "Che ci faccio qui? Storie di libri" è promossa dall'Associazione daSud.

Dai libri di letteratura per l'infanzia e per ragazzi a testi, volumi e pubblicazioni che affrontano temi sociali importanti, come l'antimafia, i diritti, l'antifascismo e l'importanza dello sport. Sono questi i principali argomenti e filoni d'interesse, ricercati in linea con la specificità di una biblioteca che già oggi ospita oltre 6 mila volumi. Tra questi, quelli della mediateca di daSud intitolata all'intellettuale ucciso dalla 'ndrangheta Giuseppe Valarioti, del fondo di fumetti del collettivo Magville dedicato al grafico e illustratore Daniele Magrelli e del fondo sulla Resistenza intitolato al partigiano Mario Bottazzi.

Dietro ogni opera esistono infinite storie. Dall'idea narrativa iniziale alla pubblicazione, dal suo approdo in libreria all'incontro con lo sguardo e la mente dei lettori, fino all'arrivo sugli scaffali di BiblioÀP: un modo quindi per far vivere ad ogni volume un nuovo capitolo della propria esistenza. 

«Grazie a questa iniziativa - spiega il responsabile BiblioÀP per daSud, Andrea Meccia - vogliamo recuperare e dare nuova visibilità ai patrimoni di tutti quei soggetti che credono nel valore sociale e culturale di una biblioteca come la nostra, situata in una scuola, riportata a nuova vita grazie al contributo di tanti enti e centinaia di cittadini e da due anni cuore pulsante di un progetto ben più ampio aperto anche al quadrante in cui operiamo, al territorio del VII municipio e alla città».

Inaugurata a febbraio 2019 e ristrutturata grazie ad una campagna di crowdfunding, BiblioÀP è censita da ottobre 2020 nell'Anagrafe delle Biblioteche italiane dell'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le informazioni bibliografiche) e iscritta al Polo SBN-DDS (Polo Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi). Tra i primi ad aderire all'iniziativa "Che ci faccio qui?", Save the Children che ha donato una selezione di proprie pubblicazioni su minori, donne e diritti e Round Robin editrice con una selezione di libri di narrativa e di fumetti antimafia tratti dal proprio catalogo.

«Una biblioteca è un bene prezioso - commenta l'editore di Round Robin Luigi Politano - Un bene necessario ancor di più oggi nella porzione di tempo in cui siamo stati costretti a imparare una parola nuova e spaventosa: lockdown. La possibilità di evadere grazie ai libri assume un valore aggiunto, semmai ce ne fosse stato bisogno. Una biblioteca aperta a tutti, nel cuore di una delle periferie romane più complicate, diventa un'opportunità concreta di guarigione da un male chiamato solitudine. Grazie a daSud e ÀP per il lavoro costante e per scegliere i libri come elemento di lotta che è cultura in sé. Nella Città Eterna si sta scrivendo un romanzo forse unico nel suo genere, fatto di antimafia e di diritti che sono un altro modo per definire gioia e rivoluzione, e un capitolo sarà scritto da Round Robin editrice. Buona lettura a tutti".

 

Pubblicato in Cultura

Ieri è scattata una vasta operazione di polizia contro Mediterranea Saving Humans. La Procura della Repubblica di Ragusa ha coordinato perquisizioni effettuate da decine e decine di agenti in tutta Italia, in abitazioni, sedi sociali, e sulla nave Mare Jonio. Le accuse sono pesanti, ma in realtà puntano a colpire la pratica del soccorso civile in mare che Mediterranea promuove dal 2018, attraverso la sua compagnia armatoriale, Idra social shipping, che fornisce all’associazione la nave di ricerca e soccorso e cura la gestione degli equipaggi.

Il Procuratore di Ragusa, ha più volte esternato pubblicamente la sua crociata contro le Ong arrivando a sostenere che “bisogna che non passi l’idea che sottrarre i migranti dalle mani dei libici possa essere una cosa consentita”.

Quello di ieri è un vero e proprio “teorema giudiziario, in cui si ipotizza che le attività di soccorso e salvataggio siano preordinate allo scopo di lucro. La ‘macchinazione’ ipotizzata è talmente surreale da rendere evidente quale sia il primo e vero obiettivo di questa operazione: creare quella ‘macchina del fango’ che tante volte abbiamo visto in azione nel nostro paese, dal caso di Mimmo Lucano alle inchieste di questi giorni contro chi pratica la solidarietà ai migranti che attraversano la rotta balcanica, e sparare ad alzo zero contro chi come noi non si rassegna al fatto che da inizio gennaio ad oggi siano già centinaia le donne, uomini e bambini lasciati morire nel Mediterraneo, e si contino già a migliaia i catturati in mare e deportati nei campi di concentramento libici, finanziati con i soldi dell’Unione Europea e dell’Italia. Le perquisizioni cercano ‘prove’ perché in realtà l’accusa, nonostante migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, si fonda solo su congetture che si scioglieranno presto come neve al sole”.

Così scrive in una nota Mediterranea. La vicenda in esame riguarda il soccorso prestato ai 27 naufraghi della Maersk Etienne che da 38 giorni erano abbandonati in mezzo al mare tra Malta e Lampedusa, a bordo della portacontainer che li aveva tratti in salvo. Fu definito la “vergogna d’Europa” quel disumano abbandono, il più lungo stand – off che si ricordi per dei naufraghi che in teoria, secondo ciò che impongono le Convenzioni Internazionali, avrebbero dovuto raggiungere “tempestivamente” un porto sicuro.

“Idra social shipping non ha mai fatto nulla di illegale – conclude la Ong e lo dimostrerà presto nelle sedi competenti. E Mediterranea non si fermerà a causa di questo attacco, triste e prevedibile, e continuerà ad essere in mare, lì dove i crimini che vengono commessi e sono quelli di strage, tortura, stupri, sevizie”.

Le reazioni

“Mentre migliaia di persone vengono lasciate morire disidratate nel Sahara, violentate e schiavizzate nei campi di concentramento libici, congelate in Bosnia, oppure annegate nei vari mari che circondano la Fortezza Europa, la Magistratura italiana che fa? Continua ad indagare su chi, a spese sue, organizza i (comunque sempre insufficienti) salvataggi e la solidarietà. Mica pretenderemo che la Magistratura indaghi seriamente sui governanti, italiani ed europei, responsabili del caos climatico, dello sfruttamento coloniale del Sud del mondo, e dell'abbandono ad bestias di tanta gente?”, si domanda il responsabile di Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia Gian Luigi Bettoli.

“Questa volta, dopo i volontari di ‘Linea d'Ombra’ a Trieste, l'obiettivo è ‘Mediterranea’, l'unica Ong di soccorso navate italiana, presieduta dal nostro collega Alessandro Metz”, conclude Bettoli.

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