Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 01 Agosto 2021

Venerdì, 05 Marzo 2021 - nelPaese.it

Il ruolo del Terzo settore e delle imprese sociali sta acquisendo centralità in qualità di attore all’interno dello sviluppo di filiere. È sempre più importante, infatti, il ruolo contributivo delle imprese a finalità sociale all’interno delle catene del valore territoriali. Includere soggetti vulnerabili, erogare servizi territoriali, prendersi cura della comunità, producono un potenziamento del territorio in termini di competitività, oltre che di coesione.

È nel solco di tale visione che la ricerca condotta da AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non profit), con il sostegno e la collaborazione di UBI Banca (Banca del Gruppo Intesa Sanpaolo) e della sua divisione UBI Comunità, specificatamente rivolta al Terzo Settore e all’Economia Civile, ha inteso osservare il contributo della “produzione come fatto sociale” e, in particolare, l’apporto della cooperazione di inserimento lavorativo operante in 4 filiere strategiche: abitare sociale, turismo sociale, agricoltura sociale e welfare culturale. La ricerca, che ha assunto come universo di riferimento oltre 1.200 realtà (dati 2017-2018, fonte AIDA-Bureau Van Dijk), ha evidenziato in termini di dimensioni economiche come il settore del turismo sociale sia stato quello maggiormente in grado di ottenere risultati positivi e in crescita sia rispetto alla redditività dell’organizzazione (+82% di utile in media) che dell’occupazione (+78% di dipendenti in media).

Un ulteriore focus ha osservato la capacità di costruire partnership attraverso i contratti di rete costituiti in tali ambiti di attività, tratto caratteristico in particolar modo delle realtà attive nell’agricoltura sociale (il 50% dei contratti di rete si sviluppa in tale ambito). Elemento comune dei contratti di rete analizzati è la condivisione dell’obiettivo perseguito in termini di costruzione di filiere e di ampliamento delle possibilità di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso la creazione di nuova occupazione derivante da nuovi mercati/opportunità commerciali.

La ricerca si è concentrata, inoltre, su quattro casi studio attivi nelle filiere dell’accoglienza, del turismo e della rigenerazione urbana, dell’abitare sociale, inclusione e community building, della gestione dei beni culturali e servizi educativi, dell’agrifood, della ristorazione e del catering sociale, osservandone in particolare il grado di apertura verso l’esterno, l’intensità tecnologica, la coesione interna, il valore aggiunto sociale (missione), l’impatto nei mercati e la propensione all’investimento.

“Lo studio realizzato rilancia il valore peculiare dell’innovazione sociale nella competitività dei territori e delle sue filiere produttive” afferma Paolo Venturi, Direttore di AICCON. “In altri termini, le cooperative sociali di inserimento lavorativo si propongono come soggetti trasformativi per la loro peculiare capacità di creare occupazione, contrastando la disoccupazione e le disuguaglianze economiche e sociali”.

Pubblicato in Economia sociale

Filiera dei servizi di cura alla persona: intelligenza collettiva per idee innovative e proposte condivise. Questo è il percorso di Legacoopsociali rilanciato nel webinar “Missione Salute” che si è tenuto il 4 marzo e ha visto l’intervento di Fabrizio Starace – Istituto Superiore di Sanità, Enrica Amaturo – sociologa, Pietro Barbieri – Cese e la deputata Celeste D’Arrando che è firmataria della proposta di legge sui budget salute

“Tenendo conto dei bisogni primari di ‘sopravvivenza’ – ha dichiarato la presidente nazionale Eleonora Vanni - condividiamo l’idea che la vita delle persone non è solo ‘materia biologica’, ‘c’è sempre un punto in cui essa sporge oltre i bisogni primari, accedendo all’ambito dei desideri, delle scelte, delle passioni e dei progetti’, citando Roberto Esposito. Così, mettendo al centro il benessere in tutte le sue accezioni, e la persona in tutte le sue espressioni, abbiamo condiviso che, pur essendo al momento il tema salute emergente, non si può guardare allo sviluppo sostenibile o alla progettualità finalizzata alla ripresa, con singoli interventi strettamente settoriali e/o sommatoria di prestazioni in risposta a bisogni che sono invece complessi e implicano scelte di sistema”

Felicia Gemelli e Graziano Maino hanno presentato il Canvas, frutto dei laboratori organizzati dall’associazione. La parlamentare Celeste D’Arrando ha sottolineato che “il budget salute è un’esperienza che parte da importanti sperimentazioni della cooperazione sociale e del terzo settore. Il fulcro è il progetto personalizzato, la terapia è anche vivere bene con un approccio diverso alla vita: bio-psicosociale”.

“Stiamo lavorando per prevedere le risorse economiche lavorando bene tra pubblico e privato – ha aggiunto D’Arrando - per un fondo di garanzia e il sostegno alla utilizzazione e riqualificazione dei beni confiscati e dei beni comuni. Dobbiamo immaginare queste risorse non come una spesa ma come un investimento: fare in modo che quella persona possa avere un lavoro e una casa”.

Per la sociologa Enrica Amaturo “le migliori testimonianze giungono dal privato sociale se le confrontiamo con i servizi complessivamente. Se siamo abituati al gap fra fabbisogno assistenziale e risposta del Pubblico non ci stupisce la capacità di risposta della cooperazione sociale. Ci sono questioni sensibili come la conoscenza del contesto che apre la porta a tutta la discussione sulle disparità territoriali: il divario è enorme tra territori che non riescono nemmeno ad avere un database dei servizi erogati”.

“Serve un’alleanza ed è interessante che Legacoopsociali si muova in questa traiettoria – ha affermato Pietro Barbieri - usando mezzi e linguaggi innovativi. Come è possibile che nel paese della legge 180 sia stato possibile la rinascita di forme istituzionalizzanti a fronte di possibili forme di domiciliarità che però devono essere sviluppate. Anche sul dopo di noi le cooperative sociali possono essere un soggetto adulto e competente, il budget di salute è il primo passo da cui partire”.

Infine, Fabrizio Starace ha concluso: “cosa non ha funzionato sul budget salute? Ai fattori psicosociali è stato destinato zero perché l’aspetto biologico ha azzerato quello psicosociale che per noi invece diventa fondamentale per sconfiggere anche il malessere più complessivo accresciuto dalla pandemia. Dal nostro punto di vista è un’illusione che il buon proposito di mettere insieme sanità e sociale si faccia con servizi abituati a lavorare in modo separato. Il vero problema è quello di trasformare le policy in governo concreto superando questa divisione e quindi realizzare la filiera unitaria”.

 

 

 

Pubblicato in Nazionale
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Marzo 2021 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31