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Venerdì, 14 Dicembre 2018

Stop ai 35 euro per immigrato: la cifra si riduce a un minimo di 19 fino a un massimo di 26 euro. È quanto viene reso noto dall'ufficio stampa del ministro Matteo Salvini. 

Secondo la proposta del governo "Si spenderà per i migranti la stessa cifra che si spende per coloro che sono ricoverati in ospedale, verranno garantiti per tutti beni essenziali e servizi di base".  Niente assistenza psicologica e corsi di italiano, che spetteranno solo a chi otterrà la protezione internazionale. 

Cambiamenti anche sugli hotspot, i centri di prima accoglienza per gli immigrati appena sbarcati, che attualmente sono sempre aperti, e che si ridurranno a un presidio minimo fisso che si allargherà nel tempo fino a a un massimo di otto ore. "Pagare un hotspot aperto senza che ci siano ospiti è un lusso che non ci possiamo più permettere", ha detto il capo del dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, Gerarda Pantalone. 

Sono previste inoltre "sanzioni severe fino alla revoca del contratto per chi si prende la responsabilità di fare accoglienza, ma non rispetta le regole".

"Chi vedeva l'immigrazione come una mangiatoia da oggi è a dieta- conclude Salvini- e sono convinto che molti finti volontari non parteciperanno più ai bandi perché non ci sarà più da mangiare".

"Il decreto comporta serie implicazioni per il diritto alla salute, sia rispetto alla possibilità di accedere pienamente al SSN, sia rispetto alle condizioni sociali che concorrono a determinare la salute fisica e mentale delle persone", è quanto si legge da una nota stampa del Tavolo Asilo Azionale in merito al decreto legge Salvini approvato ieri in Senato.

"In primo luogo- continua la nota- siamo preoccupati del passaggio dal permesso di soggiorno per motivi umanitari (pensato come clausola generale dalla precedente disciplina) ad un ristretto numero di permessi di soggiorno per "casi speciali", che rischia di far cadere in una condizione di irregolarità le circa 140.000 persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, tra cui anche neomaggiorenni, esponendoli al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza. Dei casi speciali, ci preoccupa che tali permessi di soggiorno siano configurati come autorizzazioni precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che, dopo il primo anno di applicazione della nuova disciplina, si produrrà irregolarità e lavoro nero. Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà l'illegalità, renderà più fragile la coesione sociale, renderà più difficile per le imprese reperire legalmente mano d'opera giovane e motivata, ad esclusivo vantaggio degli imprenditori disonesti e della criminalità organizzata. Il sistema di accoglienza pubblico Sprar viene sacrificato a favore dell’accoglienza straordinaria (CAS), che presenta standard di qualità oggettivamente inferiori a quelli dello SPRAR. Si diffondono così inoltre grandi centri d’accoglienza collettivi".

"Il decreto comporta serie implicazioni per il diritto alla salute- dichiarano le associazioni- sia rispetto alla possibilità di accedere pienamente al SSN, sia rispetto alle condizioni sociali che concorrono a determinare la salute fisica e mentale delle persone. Appare inoltre di estrema gravità lasciare che i bambini che arrivano in Italia con la propria famiglia rimangano senza una presa in caricoimmediata e un’accoglienza dedicata. Siamo invece convinti che non possa esservi davvero sicurezza senza la consapevolezza che, di fronte all’assenza di flussi di ingresso regolare e a un drastico calo degli sbarchi, occorre favorire al massimo l’integrazione e non avventurarsi in norme che rischiano di allargare l’irregolarità. Il Tavolo Asilo guarda dunque con grande preoccupazione al mancato senso di responsabilità istituzionale nelle politiche sull'immigrazione. In particolare consideriamo inutile e sbagliato impegnare risorse per l’allungamento della detenzione amministrativa degli stranieri, provvedimento che in passato ha già dimostrato di essere inefficace. Nel contempo le politiche di promozione dell'integrazione vengono sacrificate, sottraendo risorse umane e finanziarie. Per la stessa protezione internazionale sono previste procedure basate solo sulla celerità, che riducono lo spazio del diritto d’asilo, senza garantire un giusto procedimento e in molti casi senza nemmeno consentire l'ingresso del richiedente asilo sul territorio nazionale. Ci preoccupa anche l’aumento delle pene detentive motivate solo dalla irregolarità del soggiorno per coloro che sono stati respinti od espulsi. Infine ci preoccupa la grave involuzione di civiltà giuridica rispetto alle procedure per l'acquisto della cittadinanza. Appare infatti fortemente discriminatoria la decisione di determinare in ben 48 mesi il termine per la definizione delle domande di cittadinanza da parte di persone residenti in Italia già da molti anni".

"Purtroppo, con la votazione della fiducia, nessun dibattito in aula è stato possibile al Senato. Tuttavia continuiamo a sostenere che per il bene del Paese e la sicurezza di tutti non conviene aumentare l’irregolarità ma rafforzare i percorsi di integrazione", conclude la nota firmata da A Buon Diritto, Acli, Action Aid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Avvocato di Strada, Casa dei Diritti Sociali. Centro Astalli, Cir, Cnca, Comunità di S. Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Medici Senza Frontiere, Medici per i Diritti Umani, Mèdicine du Monde Missione Italia, Oxfam Italia, Save the Children Italia e Senza Confine.

Per il prefetto Mario Morcone, direttore del Centro Italiano Rifugiati (Cir) il decreto: "non raggiungerà in nessun modo l’obiettivo che il legislatore si è posto: cioè più sicurezza nel nostro Paese. L’abolizione della protezione umanitaria creerà migliaia di irregolari che non potranno essere rimpatriati, se non in modo molto limitato. Lo smantellamento dello Sprar determinerà nuove forme di marginalità, derive di esclusione sociale che inevitabilmente renderanno più fragili le persone che arriveranno in Italia enfatizzando il rischio di conflitti e rendendoli permeabili a percorsi di radicalizzazione”. 

Molto aspre anche le critiche di Arci: "Una delle pagine più buie della storia repubblicana. Il fatto che avvenga nell’anniversario dell’emanazione delle leggi razziali (1938 – 2018) e abbia contenuti esplicitamente razzisti e discriminatori lascia davvero attoniti di fronte ad un Paese ed una classe politica che non sembra aver imparato nulla dalla sua storia".

Per l’Arci si tratta di un vero e proprio “manifesto culturale propagandistico di matrice leghista, al quale gli alleati 5 Stelle si sono completamente adeguati, un provvedimento che trasuda cattiveria e che rappresenta un veleno micidiale per la nostra società Nel passaggio in Commissione Affari Costituzionali il testo ha subito modifiche, proposte dal relatore leghista e dal governo, che ne hanno peggiorato pesantemente l’impianto già anti costituzionale. Il diritto d’asilo rischia di essere azzerato perché ogni richiedente asilo che arriva nel nostro Paese potrà essere accusato di presentare una domanda manifestamente infondata e quindi sottoposto a espulsione"

"La cancellazione del titolo di soggiorno per ragioni umanitari- spiega Arci- produrrà irregolarità, disagio  e conflitti. L’accoglienza dei richiedenti asilo, ossia di persone che nella quasi totalità dei casi hanno subito torture e violenze, viene relegata dentro la logica del confinamento, con l’idea dei “campi”: grandi strutture private con nessun rapporto con le comunità locali e l’amministrazione pubblica, con un approccio totalmente assistenziale (alla faccia dei profughi che sfruttano la “generosità italiana”) e con regole che attraggono soggetti profit, senza alcuna attenzione alle persone e al territorio. Un provvedimento che  verrà certamente censurato in gran parte dalla Corte Costituzionale e che otterrà palesemente l’effetto opposto a quello dichiarato".

Il Centro Astalli esprime invece "seria preoccupazione per il trattamento riservato alle persone migranti e richiedenti asilo in Italia nelle ultime settimane". "Ci pare importante ribadire che i diritti umani e civili ineriscono la persona e non il cittadino e che in quanto tali non sono soggetti a deroghe o violazioni- spiega l'associazione- anche se disposte da chi ha responsabilità di governo. La detenzione in Italia è regolata da norme chiare. In nessun caso si possono discrezionalmente stabilire misure restrittive per i migranti per il solo fatto di trovarsi sul territorio italiano.Ci pare particolarmente grave il clima generale di odio e di conflittualità che cresce a causa della criminalizzazione di uomini e donne che arrivano in Europa in cerca di una vita migliore. Reputiamo ancor più grave che rappresentanti istituzionali possano abbandonarsi a dichiarazioni ad effetto, che possono lasciare intendere una messa in discussione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali alla base del nostro sistema democratico.

"Alla luce degli ultimi sviluppi relativi al caso dei migranti della nave Diciotti, il Centro Astalli chiede il rispetto della persona e dei diritti umani sempre e in ogni circostanza e invita il mondo politico e della comunicazione a non alimentare paure e tensioni sociali che ci rendono tutti più insicuri e per questo più influenzabili", concludono.

Parole di fuoco anche da Don Luigi Ciotti: "Ci sono frangenti della storia in cui il silenzio e l’inerzia diventano complici del male. Questo è uno di quelli. Le conseguenze della crisi economica si stanno manifestando come crisi di civiltà. Sulla paura e il disorientamento della gente soffia il vento della propaganda. Demagoghi scaltri e senza scrupoli si ergono a paladini del “popolo” e della “nazione” e acquistano di giorno in giorno consenso, additando nemici di comodo: erano le democrazie e gli ebrei al tempo del fascismo, oggi sono l’Europa e i migranti".

"Abbiamo colto questa prima occasione di confronto politico con il Ministero per rappresentare tutta la preoccupazione dei sindaci rispetto alle ricadute negative in termini di costi sociali che il decreto immigrazione rischia di avere sui territori”. Così Matteo Biffoni, delegato Anci all’Immigrazione e sindaco di Prato, commenta l’insediamento, avvenuto stamani al Viminale, del tavolo nazionale di coordinamento, presieduto dal sottosegretario Molteni.

"Prendiamo atto della disponibilità di collaborazione più volte ribadita stamattina dal sottosegretario Molteni e ci aspettiamo che a questa importante apertura seguano fatti concreti. Abbiamo chiesto, in particolare, di riconsiderare con attenzione gli emendamenti proposti dall’Anci, che potrebbero evitare tanti problemi, non solo ai sindaci ma anche ai prefetti e quindi allo stesso Ministero. In particolare quelli principali sono: prevedere sempre l’assenso del sindaco per l’apertura di strutture di accoglienza, per evitare che le scelte di collocamento delle strutture seguano logiche diverse dalla sostenibilità territoriale; mantenere nello Sprar i richiedenti asilo vulnerabili e i nuclei familiari con minori, perché i costi sociali ed assistenziali non ricadano tutti sui sistemi di welfare territoriale. Sono proposte concrete, operative, che permetterebbero di alleggerire il decreto dei suoi aspetti critici più evidenti. Non si mette in discussione l’impostazione complessiva, la responsabilità politica è del Governo. Ad Anci interessa evitare che vengano fatti errori che ricadano su Comuni e comunità residenti. Su questo la nostra collaborazione è piena. Abbiamo anche evidenziato la nostra preoccupazione in merito ai possibili, ingentissimi, tagli al sistema dell’accoglienza, ed in particolare al Fondo minori e al fondo che finanzia lo Sprar. Se verranno confermate le previsioni che abbiamo potuto leggere nello schema di legge di bilancio, vuol dire che, al di là di ogni diversa dichiarazione, lo Sprar va sostanzialmente a chiudere, essendo le risorse di molto inferiori anche alla potenziale platea di beneficiari previste dall’attuale testo del decreto. L’azione di governo non può essere incisiva e calata nella realtà senza l’ascolto attento dei territori. Noi ci siamo", conclude il delegato.

 

 

È stato approvato con 163 voti a favore, 59 voti contrari e 19 astensioni il decreto legge sicurezza. "Giornata storica", scrive Salvini sui suoi account social.

Ma cosa prevede il dl in questione? La risposta è complessa, perché il decreto è ampio e tocca diversi aspetti, tra cui immigrazione, sicurezza pubblica, organizzazione del Ministero dell'Interno e beni confiscati.
 
Stop a permessi di soggiorno umanitario
 
Uno dei punti più discussi del dl è sicuramente lo stop al permesso di soggiorno umanitario, proposta che ha destato preoccupazione del Centro Astalli, di Emergency, di Intersos, della Società Italia di Medicina delle Migrazioni e di MSF che hanno sottoscritto e inviato al governo una lettera per manifestare le proprie preoccupazioni. 
Secondo il dl il permesso di soggiorno per motivi umanitari viene abrogato, impedendo quindi accesso al lavoro, al servizio sanitario nazionale, all'assitenza sociale e all'edilizia residenziali.

Introduzione di 5 tipi di permesso di soggiorno 
 
Vista l'abolizione del permesso di soggiorno umanitario sono stati introdotti 5 tipi di permessi di soggiorno differenti: 1) per protezione speciale, con durata 1 anno, rinnovabile 2) per calamità naturale, con durata 6 mesi, rinnovabile, 3) per cure mediche, 1 anno, rinnovabile, 4) per atti di particolare valore civile (ottenibile dal Ministro dell'Interno), 5) per casi speciali
 
Più giorni di permanenza nei centri di accoglienza
 
Ottenere la nazionalità non sarà più così semplice, visto che il dl prevede che i giorni di permanenza degli stranieri nei centri di accoglienza passino da 90 a 180. 
 
Nuovi reati per la revoca della protezione internazionale
 
Sono stati introdotti inoltre nuovi reati per cui il decreto stabilisce la revoca della protezione internazionale accordata ai rifugiati: estorsione, spaccio, violenza sessuale, mutilazione dei genitali femminili, furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Un elemento di forte novità è la revoca della protezione umanitaria per coloro che rientrano in patria, per cui qualora si torni nel paese da cui si fugge, si perde lo status di protetto. 
 
Ridimensionamento Sprar
 
Il dl prevede inoltre il ridimensionamento dell'accoglienza Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che spetterà d'ora in poi solo ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati. I richiedenti asilo potranno essere ospitati solo dai Cara (Centri accoglienza per richiedenti asilo).  
 
Nuovi obblighi per le cooperative
 
Con il dl inoltre le cooperative sociali che si occupano di accoglienza avranno l'obbligo di pubblicare ogni tre mesi l'elenco degli stranieri a cui vengono versate somme. 
 
Revoca cittadinanza per terrorismo
 
Cittadinanza revocata ai condannati di reati con finalità di terrorismo, e passaggio da 2 a 4 anni per ottenimento della cittadinanza ottenuto con il matrimonio o con la residenza, per ottenere la cittadinanza verrà inoltre richiesto a coloro che faranno domanda una conoscenza della lingua livello B1.
 
Noleggio furgoni
 
Più controlli anche per i noleggi dei furgoni, per cui i gestori degli autonoleggi dovranno comunicare alle forze dell'ordine i dati anagrafici del cliente, al fine di verificare i suoi precedenti penali.
 
Sì a braccialetti elettronici e Taser
 
Il dl prevede novità anche in merito alla sicurezza: il braccialetto elettronico potrà essere utilizzato anche nel caso di maltrattamento familiare e stalking. La polizia municipale potrà inoltre ricorrere alla sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser) per sei mesi.

Estensione Daspo
 
In materia di ordine pubblico prevista l'estensione del Daspo (divieto accesso manifestazioni sportive) anche agli indiziati per reati di terrorismo, applicabile anche negli ospedali e nei presidi sanitari. 
 
Fondi per pubblica sicurezza, investimenti nel Nucleare-Batteriologico-Chimico-Radiologico
 
Stanziati inoltre 360 milioni di euro fino al 2025 per pubblica sicurezza e vigili del fuoco e previsto il rafforzamento del Nucleare-Batteriologico-Chimico-Radiologico.
 
Reato di blocco stradale e invasione di altrui proprietà privata
 
Reintrodotto poi il reato di blocco stradale, inteso come ostruzione di strade e binari, punibile con pene da 1 a 6 anni. Per l'invasione dell'altrui proprietà privata "al fine di trarne profitto" la pena passa da due a cinque anni con le aggravanti a seconda che il fatto sia compiuto da un gruppo o da persone armate.
 
Più potere ai prefetti
 
Stop alle occupazioni abusive di immobili, per cui non sarà più la magistratura a decidere, ma i prefetti, che potranno stabilire i tempi della liberazione degli immobili occupati abusivamente. 
 
Beni confiscati
 
Infine i beni confiscati saranno messi in vendita anche ai privati, previsti controlli affinché il bene durante la gara di appalto non torni in mano ai mafiosi.
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