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Domenica, 19 Settembre 2021

Orientarsi e realizzare le azioni del “Superbonus 110%” consentendo una ripresa Green alla regione. Con questi scopi nasce Rete cooperativa 110%, un pool di imprese trasversale, sviluppata e sostenuta da Legacoop Umbria che accompagnerà i cittadini dalla fase preliminare fino alla conclusione dei lavori.

La legge del17 luglio 2020 n.77 permette, infatti, di efficientare sia da un punto di vista sismico che energetico gli edifici, con una detrazione totale per quest'interventi.

Un'opportunità significativa che se ben organizzata sarà in grado di: aumentare lo sviluppo delle imprese locali e quindi le opportunità di impiego per i lavoratori del settore, utilizzando la forte innovazione e qualità che il sistema cooperativo è in grado di offrire; incidere in maniera significativa sulla diminuzione delle emissioni di C02, consentendo la trasformazione verde attraverso la diminuzione degli inquinanti provenienti dal riscaldamento domestico (6 Volte più dei trasporti, fonte politecnico di Milano); favorire il recupero dell’esistente, a svantaggio del consumo di suolo, per il benessere dei cittadini e per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico, fiore all’occhiello della Regione Umbria anche in tema turistico; adeguare le abitazioni agli standard più innovativi riguardo la tenuta sismica perché si possa finalmente prevenire invece che riparare.

Rete cooperativa 110% è un contratto di rete che associa cooperative che operano in diversi settori per rispondere in maniera unitaria e aggregata alle esigenze del Superbonus 110%: Cooperative di commercialisti, abitazione, costruzione, edilizia, manutenzione, impiantistica e progettisti. 10 imprese locali con circa 200 lavoratori impegnati, che rappresentano un modello di offerta edilizia per guidare la rivalutazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

Una filiera che si aggrega per far collaborare imprese che operano in diversi settori ma che rispondono in maniera unitaria alle esigenze degli utenti. “Per noi è importante – dice Matteo Ragnacci di Legacoop Umbria - che in questo momento così difficile le eccellenze si mettano insieme per cercare di far ripartire l'economia di settore e creare opportunità e benessere per la collettività. Il nostro fine ultimo è quello di mettere a disposizione le professionalità rispondendo qualitativamente all'utente finale e promuovendo un modello di sviluppo economico e sociale per l’Umbria basato sulla sostenibilità “. La rete supportata anche dal sistema bancario tramite accordi di partenariato permetterà la possibilità dello sconto immediato in fattura.

Rete cooperativa 110% una guida sicura per andare una Regione sempre più green.

Arriva sulle nostre tavole un piatto antibatterico “unico al mondo” capace di respingere il 99,9 percento di batteri. Un piatto totalmente made in Umbria, made in Città di Castello, made in Ceramiche NOI. Questa è la nuova innovazione tecnologica presentata dalla cooperativa Ceramiche Noi che ha già depositato il brevetto di invenzione presso il Ministero dello sviluppo Economico.

Prodotti similari fino ad ora erano sviluppati a freddo sui piatti che nel tempo perdono la loro efficacia, ma è la prima volta che si testa una marchiatura a caldo che trasmette alla stoviglia la particolarità a vita.

La cooperativa composta da 11 operai di Ex-Ceramisia di Città di Castello che uniti in cooperativa e grazie al supporto di Legacoop Umbria hanno fondato Ceramiche Noi recuperando l'azienda pronta alla delocalizzazione, nel periodo del lockdown con il calo degli ordinativi ha deciso di puntare sulla Ricerca e Sviluppo con un prodotto estremamente utile in ogni campo di applicazione: dal semplice consumatore privato, alla grande catena di distribuzione globale, alla boutique-shop, passando per gli hotel e le filiere navali .

“Siamo orgogliosi e fieri – afferma Matteo Ragnacci di Legacoop Produzione e Servizi Umbria – di aver contribuito alla nascita e alla crescita di questa azienda. Una cooperativa che non smette mai di stupirci e che siamo sicuri farà ancora parlare di se in futuro”.

 Grazie anche alla collaborazione Universitaria e del partner GEMICA è stata ottenuta una certificazione di Laboratorio, e con i test è stato possibile accertare che il “PiattoAntibatterico” per le sue particolari proprietà, per il suo diverso ed unico processo produttivo è unico nel suo genere.

Altra grande caratteristica è che le sue proprietà antibatteriche non alterano in alcun modo l'aspetto del piatto, con una patina micro-puntinata bianca impercettibile all'occhio umano.

“Il deposito di questo brevetto – dice Lorenzo responsabile commerciale dell'azienda- è per NOI motivo di grande orgoglio, non è solo un traguardo ma un nuovo punto di partenza, un trampolino di rilancio verso un mondo del lavoro incerto ed insidioso, questo obbiettivo raggiunto è l'emblema del nostro io, siamo nati da una sfida in cui nessuno credeva, oggi guardando quella sfida ci facciamo coraggio più che mai e andiamo avanti, Sempre”. Un piatto sostanzialmente “ecologico” che tutti posso utilizzare, rivolto soprattutto a settori dove la monoporzione la fa da padrona con conseguente aumento di rifiuti e imballaggi che grazie a questa straordinaria invenzione potrebbero essere superati.

Un risparmio considerevole per le aziende che così non saranno soggette alla plastix tax e una boccata d'ossigeno per l'ambiente dato che ogni anno una famiglia consuma 250 kg di plastica in media. Prodotti simili, ma non uguali, venivano fino ad ora utilizzati nella ceramica dei servizi igienici, ma adesso potranno essere usati non solo su qualsiasi oggetto da tavola liscio (piatti, pirofile, bicchieri, vassoi), ma anche sulla, particolarità unica al mondo, “decalcomania” cioè sui piatti decorati.

Vicinanza è stata espressa dalle istituzioni che comunque hanno seguito negli anni l'evolversi della vicenda di questi workers buyout: “E’ davvero una notizia straordinaria di resilienza - ha affermato Luciano Bacchetta Sindaco di Città di Castello - speranza e grande ingegno. Marco Brozzi e tutti i soci lavoratori ora più che mai con questo brevetto di utilità estrema sono il simbolo dell’Italia che lavora e che supera problemi e situazioni come il COVID e tutto quello che questa pandemia ha generato negativamente anche sull’economia ed occupazione. Bravi ragazzi la vostra e’ una famiglia sempre al lavoro di cui essere orgogliosi e non a caso abita qui in umbria ed in altotevere terra di grandi tradizioni imprenditoriali e artigianali di qualità”, e’ quanto dichiarato dal sindaco Luciano Bacchetta oggi nel corso di una breve visita in azienda per complimentarsi con il titolare e tutti i dipendenti e toccare con mano il piatto che “farà il giro delle tavole in Italia in europa ed in tutto il mondo”

La storia

Agli operai di Ceramisia di Città di Castello era stata comunicata la delocalizzazione in Armenia ad agosto 2019. Dopo i primi attimi di sconforto, messi si fronte alla possibilità di perdere il lavoro hanno deciso di investire nel proprio futuro e nel futuro del territorio. Si sono uniti in cooperativa ed hanno fondato Ceramica Noi, investendo 180 mila euro, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittando il capannone.

“Tutti per uno un sogno per tutti “ recita lo slogan impresso sulla pelle con un tatuaggio dei dipendenti che adesso acquista un significato maggiore, diventando il tratto distintivo di chi ce l'ha fatta.

E così hanno riconquistato i vecchi clienti, per il 90 percento negli Stati Uniti, riuscendo a non fermare la produzione e ripartendo con la produzione. L’esperienza di Ceramica Noi  indica una strada percorribile da tante altre imprese in crisi che anziché cessare l’attività possono essere salvate dai lavoratori in forma cooperativa.

 

 

 

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