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Lunedì, 26 Agosto 2019

Qualche giorno fa i dipendenti dell'associazione di rappresentanza delle cooperative altoatesine Legacoopbund insieme ad alcune cooperative socie hanno partecipato ad un viaggio conoscitivo alla scoperta della variegata realtà di agricoltura sociale nella zona della pedemontana veneta.

Le diverse esperienze visitate sono legate da un unico filo conduttore: cercare di coniugare la produzione agricola e le attività ad essa connesse con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, con l’offerta di servizi socio assistenziali e con la tutela e valorizzazione del territorio.

Sotto la guida di Tommaso Simionato, educatore professionale e co-fondatore nel 2012 del Forum Agricoltura Sociale, è stato possibile incontrare diverse realtà e familiarizzare con altrettante pratiche di agricoltura sociale.

A Isola Vicentina è stata visitata la cooperativa sociale agricola “Il Cengio”, che fa inserimento lavorativo di persone con svantaggio attraverso la coltivazione biologica di ulivi, viti, mele, mais, e orticole, e la vendita diretta dei prodotti tramite gruppi di acquisto solidale.

Spostandosi a Sarcedo, l’imprenditore Osvaldo Tonello ha messo in piedi la società agricola “La Costa Fattoria Sociale”, abbinando alla produzione di vino con la DOC di Breganze, la formula ricettiva dell’agriturismo e del Bed & breakfast. In questa realtà si cerca di coniugare la ricerca di qualità nell’offerta, con la dimensione etica d’impresa, coinvolgendo attivamente nelle fasi di lavorazione persone con disabilità o in situazioni di svantaggio sociale, che oggi costituiscono la metà del personale.

Un altro modello interessante di agricoltura sociale è quello che si incontra a Marsan di Marostica presso la Fattoria asineria sociale “La Pachamama” che, come suggerisce il nome stesso ispirato alla cosmologia Andina, mette al centro il rispetto della terra e dell’ambiente e ne fa la condizione necessaria per instaurare una relazione rispettosa tra le persone che in questo ambiente vivono e lavorano. Nella fattoria è stata avviata nel 2006 una collaborazione con la cooperativa sociale “I Berici” che si occupa principalmente di disagio psichico. Dall’unione di queste competenze professionali hanno potuto strutturarsi diverse attività: la coltivazione in regime biologico, percorsi didattici con le scuole, trekking e passeggiate con asini lungo itinerari turistici, degustazioni dei prodotti coltivati e trasformati direttamente in loco.

Infine a Bassano del grappa l’esempio della fattoria sociale “Conca d’oro”, i cui immobili e fondo agricolo sono concessi dalla Fondazione “Pirani – Cremona”, e che ospita una comunità alloggio, un centro diurno, un ristorante e un fondo convertito in biologico, tutti gestiti da una cooperativa sociale con scopo plurimo, in cui si perseguono l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate ma anche l’offerta di servizi di tipo socio assistenziale, in una visione in cui per tutti c’è uno spazio di cura e di impiego.

Le realtà incontrate hanno mostrato come oggi assumano un ruolo sempre più importante i servizi che le imprese agricole possono offrire alle persone: il turismo ru­rale, l'agriturismo, le attività terapeutiche con animali, le fattorie didattiche, la vendita diretta di prodotti di qualità. La collaborazione fra le professionalità di imprenditori agricoli e operatori sociali ha mostrato ai cooperatori altoatesini in visita nel vicentino un nuovo modello di sviluppo territoriale, partecipativo e relazionale, in grado di perseguire una sostenibilità a tutto tondo: sociale, economica e ambientale, con ricadute positive su tutta la comunità territoriale di riferimento.

 

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