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Domenica, 19 Settembre 2021

Alleanza delle Cooperative Italiane esprime “preoccupazione per la condizione d’incertezza dei servizi all’infanzia in relazione all’evolversi dei provvedimenti legati alle misure di contenimento dei contagi. Comprendiamo la delicatezza e la difficoltà di tutelare al contempo la sicurezza dei bambini, delle lavoratrici e dei lavoratori e di rispondere alle legittime esigenze di tutti quei genitori che operano in servizi essenziali per le persone e per le comunità anche nei momenti più critici di diffusione del virus e di chiusura delle zone rosse”.

“I servizi all’infanzia – aggiunge l’Alleanza – sono un presidio educativo fondamentale e una risposta primaria ai bisogni delle famiglie, pertanto riteniamo opportuno valutare interventi mirati e differenziati in stretta connessione con l’evolversi della campagna vaccinale per le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, il livello locale dei contagi nonché il bisogno delle famiglie. I nidi e le scuole materne, organizzati nel massimo rispetto delle norme di prevenzione, possono rappresentare un’opportunità più sicura rispetto a forme alternative di solo accudimento che le famiglie dovrebbero necessariamente escogitare”.

“A questo proposito l’Alleanza delle Cooperative, che rappresenta una percentuale qualificata di oltre il 40% di gestori di servizi per l’infanzia, ha richiesto di poter incontrare urgentemente il Ministro Bianchi. L’incontro, che si svolgerà la settimana prossima, permetterà di rappresentare la complessità delle situazioni in cui opera e , al contempo, sarà l’occasione per  proporre modalità  possibili per mantenere attivi i servizi nella pandemia, rimodularli in accordo con la PA in attuazione dell’art. 48 del d.l. 18/2020 (“Cura Italia”) laddove siano state disposte le chiusure e rilanciarli nella ripresa – conclude la nota – anche a fronte della auspicabile ed in via di programmazione nuova fase di intensa campagna vaccinale”.

 

“Anche quest’anno l’Alleanza celebra distanza l’8 Marzo, per il perdurare degli effetti della Pandemia, che continua a preoccuparci e a incidere pesantemente sulla vita personale, sociale economica in particolare delle donne. Vengono via via confermati i dati che temevamo rispetto all’impatto del Covid: a livello nazionale il 54% delle donne ha subito una perdita di reddito, alcune sino al 50%, mentre tra le persone che hanno perduto il lavoro nel 2020 le donne rappresentano il 70%. Le donne italiane sono più povere, più precarie e sovraccaricate da attività di cura! – afferma il Presidente Lusetti, anche a nome dei Co Presidenti Gardini e Schiavone- “Come movimento cooperativo intendiamo guardare al futuro impegnandoci concretamente in progetti ed azioni che opportunamente inseriti nel New Generation EU, come già ampiamente ribadito alle istituzioni, devono accompagnare il Paese ad un cambio di rotta non più procrastinabile, nel pieno rispetto dell’Agenda 2030, con particolare riferimento al Goal 5.”

“E’ l’occasione per ripensare percorsi più inclusivi, equilibrati e consapevoli della partecipazione di tutti, le donne in primis, per costruire un nuovo paradigma sociale e intervenire tempestivamente per ripensare il futuro, avere una visione di comunità, di sanità, di qualità della vita, di economia, di relazioni, ma soprattutto di lavoro.” Afferma Anna Manca Presidente della Commissione Donne e parità dell’Alleanza – “Come abbiamo avuto modo di scrivere alla Ministra Bonetti, se il tema delle infrastrutture, della connettività digitale quanto fisica è importante, altrettanto lo sono le infrastrutture sociali, ovvero la diffusione e l’accessibilità a servizi educativi, sociali, culturali, di housing quali opportunità e risorse senza le quali non vi sarà efficacia per le misure volte ad incentivare occupazione femminile, autonomia economica.”

“Il sostegno all’autoimprenditorialità rappresenta altresì uno dei settori strategici per il raggiungimento di un pieno empowerment femminile anche nel contesto lavorativo, specie se giovanile. Un presenza significativa la cooperazione al femminile che, con riferimento ai dati dell’Alleanza delle cooperative italiane, rappresenta oltre 10.000 imprese ( 34,2% del totale delle cooperative associate).” prosegue Annalisa Casino Co Presidente della Commissione” Guardiamo con speranza alle workers buy out che potranno avere importanti sviluppi specie alla luce di recenti provvedimenti. Riteniamo strategico affrontare in maniera strutturale, con il coinvolgimento di tutte le agenzie competenti, il tema del Digital Division in ottica di genere per rendere competitive le imprese femminili.”

“Affatto trascurabile il tema del lavoro agile “ conclude Sandra Miotto altra Co Presidente” se questa pandemia ha costretto molte imprese all’adozione del lavoro a distanza, abbattendo barriere fino a ieri apparentemente insormontabili, ci ha posto di fronte all’eterno problema della necessità di una maggiore condivisione dei carichi di cura tra uomini e donne, giacchè permane la figura femminile a gestire prevalentemente carichi di lavoro e di cura, in solitudine e in una sorta di segregazione, compresa l’assistenza, oggi più complessa, dei genitori anziani e soli. I congedi parentali vedono come sempre una selezione tra padre e madre lavoratore, sulla base di stereotipi ancora fortemente radicati e su una valutazione economica che visto il gender gap salariale, previlegerà la scelta delle figure materne lavoratrici a fermarsi. “

 

“Realizzare il piano vaccinale anche nei luoghi di lavoro rappresenta una tappa imprescindibile del percorso di uscita dalla pandemia. Sul tema non si può essere vaghi o equivocabili. Per questo chiediamo al Governo la disponibilità di vaccino per procedere con una campagna ad ampio spettro, garantendo tutto il supporto possibile, da parte dell’Alleanza delle Cooperative e delle imprese che rappresentiamo, per mettere a disposizione, se necessario, spazi e strutture per effettuare le vaccinazioni in sicurezza nei luoghi di lavoro”.

A dirlo è Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’incontro con il Governo sul funzionamento dei protocolli di sicurezza e sulla campagna vaccinale nei luoghi di lavoro.

“Poiché riteniamo condivisibile l’obiettivo di porre la salute pubblica davanti a tutto, confermato anche dalle attuali scelte del governo con importanti limitazioni alla libertà personale, chiediamo -aggiunge il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative- che la vaccinazione non sia un’opzione, ma un obbligo per i lavoratori, almeno per quelle categorie che consideriamo più sensibili, come, ad esempio, gli operatori sanitari, socio-sanitari, socio-assistenziali, insegnanti. Le imprese non possono essere lasciate sole nella gestione di questo problema, per una questione di giustizia e di equità nei confronti di tutte quelle persone che decidono di vaccinarsi per puro senso civico e di responsabilità”.

La previsione di obbligatorietà della vaccinazione, secondo l’Alleanza delle Cooperative, “avrebbe ancor più valore se assunta dalle parti sociali modificando il Protocollo del 23 aprile 2020, riconoscendo il vaccino come un’evoluzione della tecnologia e della ricerca efficace per contenere il rischio di infezione, anche nei luoghi di lavoro”.

“In ogni caso- conclude Lusetti- continueremo, ancora con più forza, a promuovere e sensibilizzare tutti i lavoratori sull’importanza della vaccinazione, eventualmente aderendo anche ad una campagna unitaria promossa dal Governo e da tutte le parti sociali che dia il segno dell’unitarietà di intenti che già in passato ci ha contraddistinto su questi temi”.

Prorogare la cassa integrazione Covid oltre la scadenza attuale; attivare subito nuovi e più efficaci strumenti di politiche attive; avviare, alla fine dell’emergenza, una riforma degli ammortizzatori sociali in direzione di un ammortizzatore unico, in grado di superare limiti e differenze degli strumenti attuali; prevedere un percorso graduale di allentamento del divieto di licenziamento, che si ponga in alternativa al ricorso agli ammortizzatori sociali.

Sono queste, in sintesi, le principali proposte avanzate dal Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, e dai Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione dell’incontro con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando. 

“Le difficoltà che investono l’economia del Paese -dicono i rappresentanti dell’Alleanza- continuano a far sentire i loro pesanti riflessi sull’attività delle imprese e sull’occupazione; pensiamo, perciò, che dal divieto di licenziamento in scadenza il 31 marzo sia opportuno uscire attraverso un percorso graduale, prevedendo un regime differenziato: impossibilità di licenziare per le imprese che utilizzano gli ammortizzatori Covid, possibilità di farlo per quelle che non li usano. Va anche previsto l’affiancamento di specifiche politiche attive, promuovendo strumenti che favoriscano, ove possibile, prepensionamenti in ottica di ricambio generazionale e attivando una collaborazione diretta tra Centri per l’impiego e azienda”.

Per rendere effettivo questo percorso graduale, è necessario, secondo l’Alleanza delle Cooperative, estendere oltre le attuali scadenze l’intervento degli ammortizzatori sociali COVID, seppur contenuto nel tempo e in modo differenziato in relazione a situazioni aziendali e di settore.

L’Alleanza delle Cooperative sottolinea, inoltre, la necessità di “attivare da subito nuovi e più efficaci strumenti di politiche attive in termini di ricollocazione, formazione, riqualificazione dei lavoratori, immaginando un’interazione tra pubblico e privato, anche attraverso il supporto delle agenzie di somministrazione, nel processo di ricollocazione. Sarebbe anche opportuno valorizzare percorsi di autoimprenditorialità in forma cooperativa, in particolare sostenendo con specifiche politiche fiscali o contributive l’esperienza dei workers buyout, uno strumento che consente di dare risposta a crisi aziendali salvaguardando occupazione, competenze, patrimoni produttivi”.

Per quanto riguarda la riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, da calendarizzare ad emergenza finita, l’Alleanza delle Cooperative auspica la definizione di un ammortizzatore sociale unico, che ampli la platea dei soggetti attualmente garantiti, con un mix di politiche contributive, assicurative e mutualistiche, alimentato da tutte le imprese e, in quota parte, dai lavoratori, e con aliquote di costo progressive che scoraggino usi strumentali. Infine, tale strumento, dovrebbe coesistere sia con le attività lavorative che con quelle di formazione e riqualificazione professionale.

Su quota 100, l’Alleanza delle Cooperative sottolinea come le domande pervenute siano di gran lunga inferiori alle stime iniziali e ribadisce l’opportunità che l’accesso del lavoratore a questa opzione possa essere anche incentivata economicamente in forma diretta dalle imprese, prestando particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. Da questo punto di vista si potrebbero immaginare meccanismi di potenziamento di alcuni strumenti, come ad esempio la R.I.T.A. (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

 

 

 

L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese, da tempo attese e richieste dall’Unione Europea -fisco, pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, pensioni- e l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale, sia nella fase elaborativa che operativa, sono le precondizioni per garantire il successo del Piano di ripresa e resilienza, occasione irripetibile per uscire dalla crisi determinata dalla pandemia e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

A dirlo sono Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, e i Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione dell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.  Dopo aver sottolineato l’importanza di una governance adeguata, che permetta di gestire il Piano con una logica interministeriale sotto una forte regia della Presidenza del Consiglio e con procedure di partecipazione strategica e operativa dei vari livelli istituzionali e delle parti sociali, Lusetti ribadisce l’aspetto centrale di una logica di collaborazione tra pubblico e privato.

“Occorre valorizzare -afferma l’Alleanza- il pluralismo di forme e di dimensioni d’impresa che caratterizza il sistema produttivo italiano, il suo radicamento territoriale che può essere leva di coesione sociale e rigenerazione della comunità. Le cooperative italiane sono a disposizione per collaborare nelle sfide prioritarie che si stanno definendo: il piano vaccini, grazie al know how nei settori sociale e sociosanitario e la  specializzazione produttiva nel campo della logistica e dei trasporti; il rafforzamento della medicina di territorio, grazie alla rete diffusa di cooperative e operatori della filiera socio-sanitaria; la crescita economica e occupazionale, grazie alla loro identità di imprese fondate sulla partecipazione e la valorizzazione del lavoro”.

Riferendosi al possibile aggiornamento dei criteri di definizione del Piano, l’Alleanza delle Cooperative condivide l’esigenza di far prevalere la logica degli investimenti rispetto ai sussidi, indicando però la necessità di conservare alcune aree di intervento eccezionale: i settori produttivi più colpiti dalle misure di contenimento del contagio, fino alla fine dell’emergenza; i segmenti sociali più a rischio, con un efficace contrasto alla povertà; il Sud e le aree interne; la promozione della trasformazione in settori prioritari, come il green e il digitale. 

“Gli investimenti - sottolineano Lusetti, Gardini e Schiavone - costituiscono la strada maestra per la ricostruzione del Paese e il riavvio di un ciclo di sviluppo che ne modernizzi strutture e società, nel segno della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Questo significa, oltre ad affrontare il ritardo sul piano delle infrastrutture materiali e delle manutenzioni, investire in infrastrutture sociali e culturali fondamentali per la trasformazione del Paese; adottare, come criterio di selezione dei progetti, l’obiettivo della massima occupazione possibile, puntando sulla filiera istruzione, ricerca, inserimento nel mercato del lavoro; assicurare un’ampia partecipazione del sistema produttivo italiano, non solo dei grandi players pubblici, valorizzando gli ecosistemi di imprese che nel loro agire economico vadano oltre il profitto a vantaggio della coesione sociale; accompagnare agli investimenti pubblici un nuovo ciclo di investimenti privati”. 

A tale proposito, l’Alleanza delle Cooperative ricorda che fin da marzo 2020 ha elaborato una piattaforma di analisi e proposte, un Piano nazionale della sostenibilità presentato a Governo, istituzioni e forze politiche. Negli ultimi mesi, il sistema cooperativo ha predisposto 40 progetti, e avanza 7 “progetti pilota” che per organicità, argomento e tempestività possono essere i più utili al Paese in questo momento. “Sono il prodotto delle nostre esperienze accumulate in questi anni –conclude il Presidente dell’Alleanza- ma declinate per l’interesse generale e per l’impatto che possono avere per la ripresa in una direzione nuova, per un’economia e una società più eque, sostenibili, giuste”.

L’allocazione dei fondi Next Generation EU sugli assi strategici è sostanzialmente coerente, ma è indispensabile impiegare le risorse con una strategia dallo sguardo lungo e con efficienza. Ora occorre una governance del Piano, che strutturi i rapporti tra ministeri e livelli istituzionali (sul modello CIPE), e l’interlocuzione tra pubblica amministrazione e forze economiche e sociali. I progetti raggiungeranno gli obiettivi solo se realizzati in partnership pubblico/privato.

A dirlo è Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione dell’audizione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Rispetto al Piano, il Presidente dell’Alleanza ha richiamato, a fronte dell’impatto violento della crisi sul sistema produttivo e sulla struttura del lavoro del Paese, la necessità di inserire fra i criteri cruciali il più alto livello di assorbimento della forza lavoro, ampliando l’allocazione di risorse nella filiera istruzione, ricerca, inserimento nel mercato del lavoro. Altro elemento sensibile, il recupero di investimenti in salute pubblica e welfare, per fronteggiare ogni evenienza futura. Occorre poi condividere una visione di politica industriale basata su digitale, green ed economia circolare, e garantire che gli investimenti in energia e infrastrutture coinvolgano tutte le imprese, e non solo grandi players.

Al di là dei rilievi sull’allocazione delle risorse, è cruciale, a giudizio dell’Alleanza, il tema di una governance strutturata del Piano. “Non è pensabile - sottolinea Lusetti - che la gestione di lungo corso prosegua al di fuori di precisi meccanismi e procedure istituzionali di partecipazione democratica e dialogo costruttivo fra i legittimi interessi del Paese e le parti sociali. Occorre allargare le scelte condivise sul PNRR, ispirandolo ad una logica complessiva di sviluppo, e dare risposta all’esigenza di una riforma del sistema fiscale italiano, di uno scatto di efficienza della PA e di superamento della rigida contrapposizione tra Stato e mercato. Siamo a uno sforzo inedito di politica economica: tutta la classe dirigente del Paese deve essere chiamata ad assumere una responsabilità condivisa rispetto alle generazioni future”.

“Noi vogliamo essere di aiuto e poter partecipare e concorrere alla soluzione dei problemi italiani”, afferma Lusetti, ricordando che fin da marzo l’Alleanza delle Cooperative ha elaborato una piattaforma di analisi e proposte, un Piano nazionale della sostenibilità presentato a Governo, istituzioni e forze politiche. Negli ultimi mesi, in coerenza con le sei missioni strategiche e le linee guida italiane del PNRR, il sistema cooperativo ha predisposto 40 progetti, e avanza 7 “progetti pilota” che per organicità, argomento e tempestività possono essere i più utili al Paese in questo momento. “Sono il prodotto delle nostre esperienze accumulate in questi anni - sottolinea Lusetti - ma declinate per l’interesse generale e per l’impatto che possono avere per la ripresa in una direzione nuova, per un’economia e una società più eque, sostenibili, giuste”.

I 7 progetti pilota

Mutualità digitale - Costituzione di piattaforme digitali a proprietà cooperativa per offrire ai soci beni proprietà dei dati e servizi a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.

Comunità energetiche e autoconsumo - Contribuire al potenziamento infrastrutturale delle aree marginali con la costituzione di comunità energetiche cooperative.

Economia circolare e bioeconomia - Valorizzazione dei residui produttivi (tra cui residui agricoli e della pesca e residui di demolizione) e promozione prodotti bio-based e bioenergie

Digitalizzazione dei Beni Culturali - Creare valore lungo tutta la filiera che porta alla tutela e alla fruizione del bene ed oltre, fino alla produzione artistica e creativa innovativa.

Città accessibili: abitare, cura e cultura - Promuovere l’incremento di edilizia residenziale sociale con forme digitali di servizi di assistenza e cura alla persona e hub culturali e creativi.

Potenziamento offerta e domanda dei servizi per l’infanzia – Collegare il sostegno garantito dal bonus alle famiglie per l’accesso ai nidi e ai servizi educativi alla spesa in servizi erogati da imprese sociali e cooperative sociali.

Salute di comunità: - Costruire un percorso unitario che parta dai medici di base e si articoli lungo tutta la filiera dell’assistenza sanitaria e sociale territoriale, basata su tecnologie e forme di finanziamento, pubbliche ed individuali.

 L'Alleanza delle Cooperative di Bologna e Imola esprime soddisfazione per la sottoscrizione del "Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile", firmato  dalle istituzioni locali e da tutte le associazioni economiche e sociali del territorio bolognese. 

"Il documento è frutto di un percorso di co-progettazione molto impegnativo, che costituisce un metodo che vorremmo fosse mantenuto nel tempo e nello sviluppo concreto di ogni progetto - dichiarano  Rita Ghedini e Luca dal Pozzo, presidenti rispettivamente dell'Alleanza delle Cooperative Italiane di Bologna e di Imola -  Per l'attuazione concreta del Recovery Plan sarà centrale non solo la collaborazione inter-istituzionale tra Europa e Governo nazionale, ma anche la partecipazione e il protagonismo attivo dei territori. Riteniamo fondamentale, in taI senso, anche la piena integrazione tra Patto Metropolitano e Patto Regionale per il lavoro e il clima. I progetti che abbiamo condiviso, e che sono divenuti patrimonio collettivo nei tre cluster di riferimento, tengono assieme breve e lungo periodo, emergenza pandemica e obiettivi dell'Agenda ONU 2030, in coerenza con le linee del Recovery Plan - Next Generation UE".

Il contributo della cooperazione al Patto metropolitano è stato incentrato prevalentemente sul sostegno alla crescita sostenibile della comunità, con obiettivi e progetti concreti quali: valorizzazione della filiera agro alimentare lungo tutta la catena del valore, diminuendo sprechi e efficientando i processi energetici; costruzione di un welfare abitativo e di prossimità, capace di rispondere alle nuove esigenze di persone non autosufficienti  e di conciliazione vita-lavoro delle famiglie; sviluppo del turismo sostenibile e inclusivo capace di dare valore alle produzioni culturali e alle aree più periferiche; sostegno ai progetti di mobilità urbana integrata e intermodale attraverso l'utilizzo di piattaforme digitali; rafforzare l'offerta educativa e formativa verso le giovani generazioni attraverso il "Patto educativo di comunità".

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