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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Sono stati presentati questa mattina alla stampa nella Sala Polifunzionale del Centro Don Vito Diana, i due progetti sostenuti dal Comune di Bari e rivolti alle persone in situazioni di fragilità relazionale, economica, sociale e culturale. Con il progetto Far@Banco l'associazione Ideando ha attivato un servizio di sensibilizzazione alla donazione dei farmaci, in collaborazione con la Fondazione Banco Farmaceutico, ma anche di ritiro e distribuzione fisica degli stessi per i soggetti, indicati direttamente dai Servi sociali di Bari, ospiti e non della struttura Don Vito Diana.

Il progetto Sicar Hub della Micaela Onlus si rivolge principalmente a italiani e stranieri in situazione di estrema marginalitàsostenendoli e accompagnandoli verso l'emancipazione dalla povertà materiale e dalla emarginazione e permettendo loro un reinserimento attivo nel tessuto sociale e lavorativo. Tutto ciò non solo attraverso una consulenza socio assistenziale e counselling sanitario ma anche con l'ascolto e l'orientamento giuridico, ovvero l'assistenza legale.

Per l'assessora al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, intervenuta nel corso della conferenza stampa, "i progetti rientrano nelle azioni del Comune di Bari per  contrastare le povertà economiche e sociali a sostegno di chi purtroppo, spesso, non riesce a orientarsi efficacemente fra i servizi e le prestazioni pubbliche. O che, addirittura, rinuncia a curarsi non avendo la possibilità di accedere ai farmaci di base. Per questo, accanto alle prestazioni assicurate dai presidi comunali presenti in tutti i quartieri, grazie all'iniziativa delle associazioni Ideando e Micaela e alla disponibilità della Caritas, abbiamo previsto un investimento di 100mila euro per l'acquisto dei farmaci di base e per l'attivazione di uno spazio di ascolto e orientamento, in linea con gli obiettivi fissati dal programma generale degli interventi di contrasto alla grave emarginazione adulta predisposto dall'Assessorato al Welfare. Solo attraverso interventi diffusi e con il supporto costante delle realtà associative, laiche e cattoliche, possiamo raggiungere quanti non si rivolgono ai servizi sociali rischiando di rimanere esclusi da ogni forma di sostegno. Il nostro obiettivo resta da un lato quello di garantire i diritti primari in ambito sociale e sanitario, dall'altro quello di attivare processi di ascolto e di cura che consentano agli utenti di intraprendere percorsi di autonomia finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo".

I progetti, nati in seno al mondo dell'associazionismo e della cooperazione sociale attivisul territorio in favore delle persone in situazioni di precarietà sociale ed economica, sono stati fortemente voluti dal Comune di Bari-Assessorato al Welfare che ha ritenuto virtuoso mettere in sinergia più attori del sistema socio assistenziale territoriale. Tali progetti beneficiari hanno difatti al meglio interpretato il sistema della rete, del capitale sociale e del welfare community.

In questo contesto il Centro di Accoglienza Don Vito Diana, inaugurato nel 2008, ospitante giovani-adulti, e gestito dalla storica cooperativa sociale Equal Time e la Caritas Diocesana Bari-Bitonto, si arricchisce di una serie di servizi integrati e mirati. Hanno l'obiettivo di favorire l'emersione socio-economica di ciascuna persona, attuando le finalità del 'Programma degli interventi di contrasto alla grave emarginazione adulta nel Comune di Bari' stilato dalla 'Rete cittadina  per il contrasto alla grave emarginazione adulta'.

Sono intervenuti alla conferenza stampa, insieme all'assessora Bottalico, il direttore Caritas Diocesana Bari-Bitonto, Don Vito Piccinonna, l'operatore socio-assistenziale della onlus Micaela, Vito Mariella, la presidente associazione Ideando, Cosimina d'Errico, e il delegato territoriale Bari-BAT della Fondazione Banco Farmaceutico onlus, Francesco Di Molfetta.

"Da oggi si è aggiunto un tassello in più nell'aiuto verso le persone più bisognose del nostro territorio - Direttore del Centro Don Vito Diana, Don Vito Piccinonna - sia italiani che immigrati. In maniera concreta e di concerto con realtà del Terzo settore e Istituzioni, con il loro l'impegno e generosità,riusciremo a lasciare una traccia sempre più profonda e percorribile per raggiungere il più possibile tutti con un occhio di riguardo per gli esclusi e i dimenticati".

"Siamo soddisfatti che all'interno del Centro Accoglienza Don Vito Diana – commenta il direttore della Cooperativa Sociale Equal Time Flora Colamussi - si stia sperimentando in concreto il grande potenziale del Terzo settore, l'armonia della  sussidiarietà circolare. La coprogettazione sviluppata tra questo Assessorato al welfare e le varie componenti del welfare privato. La cooperazione sociale, l'associazionismo, il volontariato laico e religioso, le Fondazioni, le organizzazioni di rappresentanza, le imprese, concorrono tutte al raggiungimento di un unico scopo: il welfare comunitario e, sono convinta, il miglioramento della qualità della vita, la crescita culturale della comunità.

 

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