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Sabato, 28 Novembre 2020

Oggi alle 17, nell’auditorium comunale di via Capitan Pirrone a Grassano, si terrà la proiezione di “Sottopelle”, il film documentario di Giuseppe Russo che racconta i vissuti del viaggio degli immigrati ospiti nelle strutture di accoglienza di Tito e Rionero. L’evento, organizzato dalla cooperativa sociale La Mimosa di Grassano (aderente a Legacoop) insieme al Comitato provinciale Unicef di Potenza e all’amministrazione comunale di Grassano, mira a riaffermare il valore della diversità intesa come ricchezza e a sensibilizzare i cittadini sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione. 

Il film è strutturato in una serie di interviste in cui persone provenienti da culture e Paesi differenti parlano del viaggio nel deserto, delle sofferenze atroci subite, dell’approdo in Italia e delle loro speranze per il futuro. Nel corso del 2019, infatti, l’autore Giuseppe Russo, volontario del servizio civile del Comitato provinciale Unicef di Potenza, ha incontrato gli ospiti delle strutture di accoglienza di Tito e Rionero, gestite rispettivamente dalla cooperativa La Mimosa e dall’Arci Basilicata, stringendo una relazione autentica che ha poi consentito loro di trovare la forza di esprimere la propria testimonianza.

“Sottopelle” è un “film-corpo” che restituisce all’umanità una corporeità emotiva, violentata, frammentata, divisa, composta da modi di vita e di pensiero che costituiscono i tratti di un medesimo orizzonte. Tra storie, volti e luoghi, la pellicola prova a immergersi negli angoli più profondi dell’essere umano, raccontando le migrazioni in tutta la loro complessità e cercando nel volto umano di Famakan, Demba, Omar, Queen, Bintou, Momomdoo, Makan, Douda, Mady e le famiglie di Mariam e Stanley, accomunati da analoghe sofferenze, il paesaggio più bello e commovente. I protagonisti commuovono e insegnano a guardare “sotto pelle”, a combattere la paura del diverso, per elevare il pensiero emotivo dello spettatore al di sopra di ogni colore. In questo senso il film rivela la propria essenza politica, la necessità della testimonianza e della denuncia.

«Oltre la metà dei richiedenti asilo presenti nei centri lucani con permesso umanitario stanno per diventare clandestini anche per effetto della cancellazione di molti dai registri comunali di residenza», ricordano l’Unicef, la cooperativa La Mimosa e Pietro Simonetti, che coordina le Politiche Migranti e Rifugiati della Regione Basilicata. «Con la cancellazione, nonostante siano ospitati nei centri di accoglienza, le Asl non assicurano le prestazioni e la fornitura, ove necessario, dei medicinali e dell’assistenza che può solo essere assicurata nel soccorso». In Basilicata, a inizio 2019, erano 1650 i richiedenti asilo.

La proiezione a Grassano segue quella fatta nelle scuole pubbliche di Potenza, Tito, Muro Lucano.

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