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Venerdì, 20 Settembre 2019

Il 23 maggio di ventisette anni fa, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo furono uccisi dall’esplosione di una tonnellata di tritolo sull’autostrada che stavano percorrendo per tornare a Palermo. "Siamo qui per ricordare che Palermo è profondamente cambiata e per dire grazie a chi, in tempi terribili, ha creduto nella lotta alla mafia, quando lo Stato aveva il volto illegale e chi combatteva Cosa nostra era considerato un bersaglio e' un isolato", ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al porto del capoluogo siciliano, in attesa dei 1.500 studenti che arriveranno a bordo della Nave della legalita', salpata ieri da Civitavecchia, per commemorare le vittime della strage di Capaci. 

Per il presidente della Camera, Roberto Fico, serve un importantissimo "Piano Marshall per dire definitivamente basta alla mafia". "Oltre alla repressione, che lo Stato fa in modo puntuale e straordinario grazie a magistratura e forze dell'ordine che fanno un lavoro eccezionale, dobbiamo arrivare immediatamente con la formazione, le scuole e gli assistenti sociali - ha aggiunto Fico -. Dobbiamo andare nei quartieri difficili a riprenderci quei ragazzi che non vanno a scuola e che finiscono nelle mani della mafia". 

Il ricordo di Magistratura democratica. "L’operato di Giovanni Falcone offre ancora oggi importanti spunti di riflessione. Per diversi anni fu giudice civile e quell’esperienza fu decisiva per innovare la modalità di coordinamento delle indagini da Giudice Istruttore prima e da Pubblico Ministero poi. Grazie alla sua capacità di progettare l’attività investigativa da una prospettiva diversa valorizzò il lavoro di gruppo, il costante scambio di informazioni nell’ufficio e tra uffici, la specializzazione che affina le conoscenze; ma si convinse anche della necessità di un esercizio prudente ed attento dell’azione cautelare e di quella penale. Insomma, ricordare Giovanni Falcone obbliga a confrontarsi con il suo stile professionale che mal si concilia con gli slogan del populismo penale, con le teorie cospirative, con la paura della complessità. Mille chili di tritolo hanno aperto un voragine e quella voragine ci ha privato di persone di valore. Speriamo che l’attenzione alla complessità e il senso profondo della Giustizia che ispirarono l’attività di Giovanni Falcone continuino a orientare i nostri comportamenti. Allora potremo dire davvero che non sono morti invano".

Le iniziative

"Dedichiamo questo giardino a Francesca Morvillo, una donna straordinaria, un magistrato che ha dedicato la propria vita ai principi della legalita', della democrazia, della giustizia, della liberta', che sono i principi fondanti della nostra Carta Costituzionale". Sono le parole che il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha pronunciato nel corso della cerimonia di intitolazione alla moglie del giudice Giovanni Falcone, assassinati 27 anni fa assieme agli uomini della scorta a Capaci, in Sicilia. Il giardino si trova tra largo 2 Giugno, via della Resistenza e via della Costituente.

Le attiviste e gli attivisti siciliani di  Amnesty International Italia organizzeranno laboratori partecipativi sui difensori dei diritti umani: donne e uomini che, proprio come Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e anche Paolo Borsellino - vittima di un altro attentato di mafia neanche due mesi dopo quello di Capaci - dedicano la propria vita alla protezione e alla difesa dei diritti umani, pagandone spesso le estreme conseguenze. "Nel nostro paese decine di persone vivono sotto scorta a causa del loro impegno in favore dei diritti, della giustizia, della legalità. Tra loro, ricordiamo anche gli oltre 20 giornalisti minacciati per aver esercitato il diritto alla libertà di stampa. Né l'Italia né il resto dell'Unione europea, dove negli ultimi 20 mesi sono stati assassinati quattro giornalisti, sono un luogo sicuro per i difensori dei diritti umani", ha dichiarato Chiara di Maria, responsabile di Amnesty International Sicilia.  Durante la giornata sarà inoltre possibile firmare gli appelli di Amnesty International e ricevere materiale di informazione e sensibilizzazione sui diritti umani e sulle iniziative presenti sul territorio.  

Torna  “Capaci di crescere”. Nel Polo educativo Villa Fazio, bene sottratto alla mafia nel cuore di Librino (Catania),  studenti, organizzazioni e "testimonial di legalità" uniti nel riaffermare i valori della legalità, della lotta alle mafie,artecipazione civica, cittadinanza attiva e protagonismo giovanile. L'evento, che ha il patrocinio della Fondazione Falcone, è  promosso da Fondazione Ebbene, Consorzio Sol.Co., Associazione C’era Domani Librino, in collaborazione con l’Istituto Regionale di Istruzione Secondaria Superiore “Francesca Morvillo”, e nella scorsa edizione hanno coinvolto  più di 300 ragazzi.  “Capaci di Crescere nasce non soltanto per ricordare chi ha perso la vita nella lotta alle Mafie - spiega Edoardo Barbarossa, Presidente della Fondazione Ebbene – ma è un’occasione per educare i giovani e la Comunità in genere al valore della legalità intesa come unico strumento di sviluppo”.  

Anche le scuole in campo per la memoria. "Dopo 27 anni ancora non e' emersa tutta la verita' sulle stragi di mafia, non dobbiamo mai smettere di cercare la verita', per questo abbiamo riflettuto con i ragazzi sulla trattativa stato-mafia". Cosi' la professoressa Emilia Fragale dell'I.C. 'Via dei Sesami', introduce la giornata di commemorazione della strage di Capaci, organizzata dalla dirigente Rosamaria Lauricella nella cornice verde della Tenuta della Mistica, nella periferia est di Roma. Una giornata di sole all'aria aperta per ricordare e riflettere sull'importanza della lotta alla mafia con gli alunni degli istituti comprensivi 'Valente' e 'Via dei Sesami'.

"Noi tutti abbiamo il dovere di portare avanti la loro memoria. Oggi e' necessario non solo ricordare le azioni di questi giudici ma ciascuno di noi deve fare propri i loro ideali per contrastare questo fenomeno che rovina la reputazione dell'Italia agli occhi del mondo". Cosi' gli studenti dell'istituto 'Gentileschi' di Milano questa mattina al liceo 'Volta' dove hanno presentato il cortometraggio che hanno realizzato in occasione del XXVII anniversario della strage di Capaci. Centinaia di studenti del liceo 'Volta' e degli istituti superiori 'Gentileschi' e 'Schiapparelli' radunati in aula magna partecipano a uno dei quattro convegni che si stanno svolgendo in contemporanea a Milano per la manifestazione 'Palermo chiama Italia, a cui sta prendendo parte anche diregiovani.it. 

(Fonti: agenzie stampa Dire e Redattore Sociale)

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