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Martedì, 16 Luglio 2019

Orban come modello per il think tank della Lega Nord. “La legge ungherese sulle Ong, una volta che sarà corretta eliminando le norme che limitano la libertà di stampa ed aggiungendo un’eccezione per emergenze umanitarie, potrà fungere da modello per la legislazione italiana”. Lo sostiene il nuovo Dossier del Centro Studi Machiavelli, Ong e trasparenza, presentato a Montecitorio la scorsa settimana. Si tratta di un centro studi molto vicino ai movimenti sovranisti nazionali e internazionali nato nel 2016 e con sede a Firenze. Dalla sua nascita ha messo le Ong e la cooperazione nel mirino della propria iniziativa ma non solo.

Come ha notato l’autore del report, Carlo Sacino, anche il Consiglio d’Europa e l’OSCE hanno riconosciuto la liceità di punire chi favorisce l’immigrazione clandestina. Le Ong che agevolano l’immigrazione poi ne scaricano i costi sulle collettività italiana, ed è dunque legittimo che anche il nostro Paese le responsabilizzi.

Il report di Carlo Sacino mostra “come Israele e Ungheria abbiano di recente riformato le proprie normative relative alle Ong, ispirandosi in entrambi i casi all’americano Foreign Agents Registration Act”. La normativa ungherese impone trasparenza ai bilanci delle Ong che ricevono fondi dall’estero e limitazioni a quelle che assistono l’immigrazione clandestina

Intervendo alla conferenza stampa di presentazione, l’On. Igor Iezzi (Lega) ha attribuito il successo del Governo sul fronte della limitazione degli sbarchi anche al freno imposto all’attività dell’Ong, “che rappresentano una sorta di calamita per i clandestini”. Il deputato della Lega ha ricordato che sono in corso indagini su possibili attività illecite da parte d’alcune Ong e ha proposto di riflettere, prendendo spunto dal report, sulla possibile introduzione del reato associativo di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

L’attacco ai giornalisti

L’altro relatore del pomeriggio, il giornalista Fabio Amendolara della testata molto vicina alla Lega Nord “La Verità” (e spesso protagonista di fake news e propaganda sovranista) ha parlato di un “cordone giornalistico di stampa amica di certi settori, come quello dell’accoglienza, che interviene a fare fuoco di sbarramento quando si indaga su cooperative o Ong”. Da un giornalista arriva un attacco a giornalisti e testate che si occupano di immigrazione e accoglienza: la delegittimazione si allarga anche a chi prova a fare buona informazione.

 

 

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