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Martedì, 20 Agosto 2019

L'attivista 16enne svedese Greta Thunberg, promotrice delle marce dei giovani per il clima in tutta Europa, è stata proposta per il premio Nobel per la pace da tre parlamentari norvegesi in segno di riconoscimento per il suo impegno contro la crisi climatica e il riscaldamento globale, riporta il settimanale Time. "Abbiamo nominato Greta perche' la minaccia del clima potrebbe essere una delle cause più importanti di guerre e conflitti", ha detto il parlamentare Freddy Andre Oevstegaard.

Per il nostro Paese è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a lanciare un monito senza precedenti: "Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale"

Friday for future

Niente scuola o università per i ragazzi di tutto il mondo venerdì 15 marzo. Sciopereranno e scenderanno in piazza, senza bandiere, per far sentire la propria voce, soprattutto ai capi di stato e di governo, a cui chiedono impegni concreti contro i cambiamenti climatici. In ballo c'è il loro futuro. Il 'Global Strike For Future', che ha ricevuto l'adesione di una novantina di Paesi e più di 1.325 città, arriva dopo un paio di mesi di manifestazioni, organizzate ogni venerdì in diverse città di ogni continente, nei 'Fridays for Future' lanciati dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, ormai simbolo mondiale di questa protesta e di questa istanza, di quello che è diventato un movimento studentesco mondiale. Ma a cui aderiscono anche gli adulti, e fra questi oltre tremila scienziati. Tutto è cominciato dall'attivista dalle lunghe trecce bionde con la sindrome di Asperger, come si definisce nel profilo Twitter, dove ha 235mila follower, mentre la sua pagina Facebook la seguono in oltre 270mila.

Anche in Italia ci saranno tante piazze con gli studenti che chiedono interventi urgenti da parte dei governi

Rischio climatico irreversibile

Anche se il mondo dovesse tagliare le emissioni di gas serra in linea con l'accordo di Parigi del 2015, le temperature invernali nell'Artico aumenteranno di 3-5 gradi entro il 2050 e di 5-9 gradi entro il 2080, devastando l'area e scatenando l'innalzamento del livello del mare in tutto il mondo. Lo afferma un nuovo rapporto dell'Onu sull'ambiente secondo cui si aggiunge che il rapido scongelamento del permafrost entro il 2050 potrebbe minacciare quattro milioni di persone (le popolazioni indigene dell'Artico affrontano già un aumento di insicurezza alimentare) e circa il 70% dell'attuale infrastruttura artica.
   
Il rapido scongelamento del permafrost potrebbe persino accelerare i cambiamenti climatici e rendere inutili gli sforzi per raggiungere l'obiettivo indicato nel 2015 a Parigi di limitare l'aumento medio della temperatura globale entro 2 gradi, meglio se 1,5. Fra le altre conseguenze ambientali sull'Artico ci sono l'acidificazione degli oceani e l'inquinamento da plastica.

Dal 1979 ad oggi, si stima che il ghiaccio artico si sia ridotto del 40% e si prevede che, al ritmo attuale delle emissioni di CO2, le estati artiche saranno prive di ghiaccio entro il 2030. Lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia e dei ghiacciai artici, ricorda lo studio, contribuisce a un terzo dell'aumento del livello del mare in tutto il mondo, terreni congelati che contengono circa 1,672 miliardi di tonnellate di carbonio.

Amensty dalla parte dei giovani

Alla vigilia della giornata globale di sciopero degli studenti per il clima, prevista il 15 marzo, Amnesty International ha ammonito oggi che se i governi non affronteranno il cambiamento climatico potrebbero determinare la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani nella storia. 

"Amnesty International sta dalla parte dei giovani che stanno dando vita e prenderanno parte allo sciopero degli studenti per un'azione sul cambiamento climatico. Questo è un importante movimento per la giustizia sociale che sta mobilitando migliaia di persone per chiedere pacificamente ai governi di fermare il cambiamento climatico", ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International. 

"È brutto pensare che gli studenti debbano sacrificare giorni di studio per chiedere agli adulti di fare la cosa giusta. Ma lo fanno perché conoscono bene gli effetti dell'attuale vergognosa assenza d'azione, per loro stessi e per le future generazioni. Questo dovrebbe essere il momento per una profonda riflessione da parte della nostra classe politica", ha proseguito Naidoo. 

 

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