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Mercoledì, 22 Settembre 2021

Legacoop Bologna esprime la propria soddisfazione per l'esito dell'asta per la vendita delle ex fonderie Lem di Alto Reno Terme,  che si è svolta ieri al Tribunale di Bologna, che ha visto l'aggiudicazione del compendio aziendale alla cooperativa Reno Fonderie, costituita da 18 lavoratori della società fallita.

Legacoop Bologna, insieme agli strumenti finanziari del sistema cooperativo, Coopfond e CFI, è stata e sarà al fianco dei "coraggiosi lavoratori protagonisti di questa iniziativa e auspica che venga raggiunto l'ambizioso obiettivo del rilancio di una attività che ha valore per il territorio e la filiera".

Legacoop Bologna esprime, inoltre, "l'auspicio che le istituzioni prestino attenzione e supporto allo sviluppo del progetto di rilancio di un presidio strategico del territorio, che attraverso investimenti volti all'innovazione ed alla sostenibilità dei processi produttivi mira a salvaguardare capacità produttiva  ed occupazione".

Un protocollo d'intesa con Nidil Cgil per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e il lancio di una campagna di crowdfunding per sostenere l'avvio delle attività, dall'acquisto delle bici elettriche allo sviluppo della presenza in rete: decolla il progetto di Robin Food, la cooperativa di delivery fiorentina interamente posseduta ed autogestita da rider. Sono 7 i soci fondatori, che hanno lavorato in questi anni per le multinazionali del delivery e hanno deciso di auto-organizzarsi in cooperativa per costruire un modello alternativo di lavoro in questo settore: Simone Di Giulio, Luca Manetti, Nadim Hammami, Duccio D'Agnano, Salvatore Settimo Micciché, Alessandro Fabbri, Mahmad Bakro. Il gruppo ha partecipato alla terza edizione di Smart and Coop, il bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione CR Firenze per sostenere la nascita di nuove coop formate da giovani under 35, ed ha intrapreso con il supporto di Legacoop Toscana il percorso di costituzione in cooperativa.

"La nostra cooperativa vuol essere un'alternativa etica e sostenibile rispetto alle grandi aziende che dominano il mercato del food delivery - afferma Simone di Giulio, presidente di Robin Food - Principalmente ci concentreremo sul settore del food delivery, ma gestiremo la logistica anche di altri beni lavorando con le aziende del territorio". Tra gli elementi distintivi che danno valore aggiunto al progetto c'è la scelta della forma giuridica - la cooperativa -, che garantisce la partecipazione democratica di tutti i lavoratori ed un'equa ripartizione degli utili tra di essi.

"Quello che presentiamo oggi è un progetto di auto-imprenditorialità in cui un gruppo di giovani ha scelto di impegnarsi in prima persona per migliorare le condizioni di lavoro nel settore del food delivery - afferma Irene Mangani, vicepresidente di Legacoop Toscana -. Per portare avanti la propria idea di impresa hanno scelto di puntare sul modello cooperativo, un modello che storicamente è nato per rispondere ai bisogni dei lavoratori nella società: sarà una sfida importante in un settore complesso". Robin Food garantirà la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori: questa mattina è stato siglato un protocollo di intesa con Nidil Cgil Firenze attraverso il quale la cooperativa si impegna ad applicare correttamente ai propri soci lavoratori e lavoratori la disciplina del lavoro subordinato secondo i ccnl di settore.

"La nascita di Robin Food e la firma del Protocollo che sancisce piene tutele per i fattorini - sottolinea Ilaria Lani, segretaria generale Nidil Cgil Firenze - propone ai consumatori una nuova alternativa sostenibile nel settore delle consegne a domicilio ed è significativo che i protagonisti di questa esperienza siano proprio i rider che in questi mesi si sono battuti contro lo sfruttamento imposto dalle multinazionali e che con concretezza e coraggio si sono autorganizzati in cooperativa".

Robin Food vuole offrire un modello più solidale, in termini di commissioni e soluzioni, anche alla stessa ristorazione locale e contribuire a generare valore per il territorio, sotto forma di tasse che rimarranno all'interno della comunità. Per le consegne verranno utilizzati solamente mezzi di trasporto non inquinanti, come biciclette e mezzi elettrici e nei packaging verranno privilegiati materiali ecologici.

Per sostenere l'avvio dell'attività la cooperativa lancia da oggi su Eppela all'indirizzo https://www.eppela.com/robinfood una campagna di crowdfunding. La cifra che la cooperativa punta a raggiungere è di 15.000 euro e sarà utilizzata per sostenere le spese dell'acquisto di e-bike aziendali, biciclette cargo per la logistica, pagare la presenza in rete ed altre eventuali spese relative al progetto.
 La piattaforma che gestirà gli ordini in arrivo si appoggia a CoopCycle, federazione internazionale di cooperative che usano lo stesso software condiviso e che collaborano per proporre una alternativa etica e sostenibile al modello dominante nel settore del food delivery. La piattaforma sarà disponibile da settembre.

Programmano videogiochi "intelligenti", che rendono inclusivo, divertente e dinamico l'apprendimento scolastico. Sono i tre giovanissimi soci fondatori di Non Studio, la nuova cooperativa nata dal bando Coopstartup Romagna che sviluppa e distribuisce cosiddetti "serious games" 

I soci fondatori della cooperativa sono tre. Samuele Bertani, 21 anni, studente di Ingegneria e scienza  informatica a Cesena, con esperienze di "smart learning" e "lean startup",  si occupa delle relazioni esterne e della promozione. Lorenzo Bartolini, 21 anni, studente di Ingegneria e scienza  informatica a Cesena, è il programmatore e a lui è affidata la parte tecnologica del progetto, dallo sviluppo software al game design. Jacopo Foschi, 23 anni, studente al conservatorio di Cesena è il sound designer, cioè si occupa delle musiche e dei suoni di ogni videogioco; a lui è affidato anche il controllo qualità. Inoltre, NonStudio conta diversi programmatori esterni, anch'essi provenienti dal bacino dell’Università di Cesena. 

I lavori della cooperativa sono visibili sul sito www.nonstudio.org. Non Studio si è costituita in questi giorni, dopo avere vinto la terza edizione di Coopstartup Romagna, il progetto di Legacoop Romagna, Coopfond e Coop Alleanza 3.0 per incentivare la nascita di imprese innovative in forma cooperativa, in particolar modo tra i giovani.

La quarta edizione di Coopstartup Romagna sta per concludere la prima fase di selezione: c'è tempo ancora fino al 31 marzo per inviare la propria candidatura sul sito www.coopstartup.it/romagna o chiamando il 342 8166903 (anche whatsapp).

«Siamo orgogliosi - spiega il responsabile del progetto, Emiliano Galanti - di avere tenuto a battesimo in questi anni startup di valore come Non Studio. È la dimostrazione che la forma di impresa cooperativa si adatta benissimo alle nuove competenze informatiche e digitali, grazie ai suoi principi di apertura e innovazione»

Orientarsi e realizzare le azioni del “Superbonus 110%” consentendo una ripresa Green alla regione. Con questi scopi nasce Rete cooperativa 110%, un pool di imprese trasversale, sviluppata e sostenuta da Legacoop Umbria che accompagnerà i cittadini dalla fase preliminare fino alla conclusione dei lavori.

La legge del17 luglio 2020 n.77 permette, infatti, di efficientare sia da un punto di vista sismico che energetico gli edifici, con una detrazione totale per quest'interventi.

Un'opportunità significativa che se ben organizzata sarà in grado di: aumentare lo sviluppo delle imprese locali e quindi le opportunità di impiego per i lavoratori del settore, utilizzando la forte innovazione e qualità che il sistema cooperativo è in grado di offrire; incidere in maniera significativa sulla diminuzione delle emissioni di C02, consentendo la trasformazione verde attraverso la diminuzione degli inquinanti provenienti dal riscaldamento domestico (6 Volte più dei trasporti, fonte politecnico di Milano); favorire il recupero dell’esistente, a svantaggio del consumo di suolo, per il benessere dei cittadini e per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico, fiore all’occhiello della Regione Umbria anche in tema turistico; adeguare le abitazioni agli standard più innovativi riguardo la tenuta sismica perché si possa finalmente prevenire invece che riparare.

Rete cooperativa 110% è un contratto di rete che associa cooperative che operano in diversi settori per rispondere in maniera unitaria e aggregata alle esigenze del Superbonus 110%: Cooperative di commercialisti, abitazione, costruzione, edilizia, manutenzione, impiantistica e progettisti. 10 imprese locali con circa 200 lavoratori impegnati, che rappresentano un modello di offerta edilizia per guidare la rivalutazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

Una filiera che si aggrega per far collaborare imprese che operano in diversi settori ma che rispondono in maniera unitaria alle esigenze degli utenti. “Per noi è importante – dice Matteo Ragnacci di Legacoop Umbria - che in questo momento così difficile le eccellenze si mettano insieme per cercare di far ripartire l'economia di settore e creare opportunità e benessere per la collettività. Il nostro fine ultimo è quello di mettere a disposizione le professionalità rispondendo qualitativamente all'utente finale e promuovendo un modello di sviluppo economico e sociale per l’Umbria basato sulla sostenibilità “. La rete supportata anche dal sistema bancario tramite accordi di partenariato permetterà la possibilità dello sconto immediato in fattura.

Rete cooperativa 110% una guida sicura per andare una Regione sempre più green.

L’accordo tra Euricse e Cassa Centrale Banca rappresenta la volontà del Gruppo Cassa Centrale di elaborare nuovi progetti e strategie negli ambiti della sostenibilità, della responsabilità sociale e dell’identità cooperativa, a partire dai suoi valori e principi. Per mezzo del rapporto di collaborazione con Euricse, che avrà durata quinquennale, i ricercatori di Euricse assisteranno Cassa Centrale Banca nella valorizzazione delle attività che a vario titolo si richiamano alla matrice cooperativa e alla funzione sociale riconosciuta alla Cooperazione dall’articolo 45 della Costituzione, oltre che a tutte le specificità del Gruppo Bancario Cooperativo.

Alla base dell’accordo, la necessità di implementare i rapporti e le sinergie tra territori e banche locali, soprattutto nel particolare scenario nel quale l’Italia si trova ad operare. “Quello in cui viviamo – afferma il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi – è un contesto fortemente omologante. Occorre quindi cogliere l’opportunità di interpretare al meglio le nostre caratteristiche identitarie, fortemente incardinate nei principi cooperativi, che sono alla base del nostro agire e del nostro lavoro quotidiano. La sottoscrizione di questo accordo rappresenta per noi un valore aggiunto, anche per i riconoscimenti di livello internazionale ottenuti da Euricse nella ricerca sulle cooperative e sulle imprese sociali”.

Localismo e mutualità sono valori peculiari che hanno radici nella tradizione del credito cooperativo, la cui coerente interpretazione assume oggi un’importanza crescente. Nel nuovo contesto, infatti, il ruolo a servizio delle persone e delle comunità richiede BCC e Casse Rurali forti, solide, efficienti e organizzate, coerenti nella loro missione di lungo termine. Il rapporto tra Euricse e Cassa Centrale Banca non si limiterà però all’attività di studio indicata nel protocollo d’intesa e dedicata alla valorizzazione dei principi cooperativi. “Cassa Centrale Banca è stata tra i primi membri di Euricse – afferma il presidente Carlo Borzaga – e in questa veste ha dato un fondamentale contributo alla nascita e crescita dell’Istituto. È anche grazie a questo contributo che oggi siamo in grado di assistere il Gruppo Bancario nel definire e comunicare meglio l’identità e le specificità del credito cooperativo”.

Le attività dei prossimi anni, in virtù della collaborazione oggi siglata, saranno programmate in una logica sinergica con le progettualità di categoria, nell’ottica di promuovere a tutti i livelli i tratti distintivi della cooperazione di credito, e di vederne sempre riconosciute le peculiarità. In concreto, il programma prevede la predisposizione da parte di Euricse di supporti divulgativi funzionali a promuovere la consapevolezza della matrice cooperativa che contraddistingue il Gruppo Cassa Centrale, il contributo all’elaborazione delle strategie in tema di responsabilità sociale del Gruppo, e l’individuazione di un set di indicatori tesi a misurare l’impatto della cooperazione di credito. Il contributo quinquennale di Cassa Centrale Banca andrà anche a supporto delle attività di ricerca di base di Euricse sul mondo della cooperazione e aiuterà l’istituto a promuovere contestualmente attività dei propri studiosi in un settore nobile dell’economia, a vantaggio di tutti i portatori di interesse.

Il rapporto di collaborazione si baserà su incontri periodici tra il management, le funzioni specialistiche di Cassa Centrale Banca e i ricercatori di Euricse, per coordinare la programmazione e le attività sia ricorrenti, che rivolte a tematiche specifiche di interesse e attualità.

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