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Martedì, 20 Ottobre 2020

India e Sudafrica hanno chiesto all’Organizzazione Mondiale Del Commercio (OMC) che tutti i paesi possano scegliere liberamente di concedere o meno i diritti di proprietà intellettuale (brevetti, designi industriali, copyright e segreti commerciali) per i prodotti e le tecnologie mediche relative al COVID 19.  

Medici Senza Frontiere si è detta subito favorevole all’iniziativa, in quanto potrebbe segnare una svolta importante nella risposta dei paesi alla pandemia e ha invitato i governi a sostenerla. Silvia Mancini, esperta di salute pubblica di MSF, ha affermato che “in tempi di pandemia non bisognerebbe guardare ai profitti, finché il mondo dovrà affrontare la minaccia del COVID 19 non c'è posto per brevetti o business aziendali”; Mancini ha poi continuato “durante la pandemia, tutti gli attori sanitari e i governi hanno dovuto fare i conti con le barriere della proprietà intellettuale su prodotti essenziali come mascherine, valvole di ventilazione e reagenti per i test.

Con questa coraggiosa azione, l'India e il Sudafrica hanno dimostrato che i governi vogliono tornare ad avere un ruolo di guida nel garantire a tutti l'accesso ai farmaci, prodotti medicali e vaccini necessari contro il COVID 19 per salvare più vite possibile".

Finora, le società farmaceutiche non hanno mostrato alcun interesse a cambiare la strategia relativa alla diffusione dei farmaci per la cura contro il COVID 19: ecco così che GILEAD, titolare del brevetto sull’unico farmaco finora approvato per il trattamento del virus, ha siglato accordi di distribuzione con aziende generiche, escludendo dall’intesa quasi metà della popolazione mondiale. Gli obiettivi della casa farmaceutica in questione sono sotto gli occhi di tutti: nel giugno scorso GILEAD ha annunciato che il Remdesivir sarebbe stato venduto nella maggior parte dei paesi al prezzo di 2.340 dollari per una cura di cinque giorni; una ricerca sui prezzi, però, dimostra come il farmaco possa essere facilmente prodotto ad un prezzo inferiore ai 9 dollari a trattamento!

A peggiorare la situazione (come se non bastasse) è la presenza di nuovi farmaci biologici (tra questi gli anticorpi monoclonali e gli antivirali attualmente riproposti in studi clinici sul COVID 19) che, in paesi a basso reddito come Brasile, Sudafrica, India, Indonesia, Cina e Malesia sono protetti da brevetto. Se i test dovessero avere esito positivo per la cura del COVID, la diffusione di tali farmaci risulterebbe bloccata: l’unica soluzione sarebbe l’intervento diretto dei governi.

La risposta dell’OMC non si è fatta aspettare: giovedì 15 ottobre si riunirà il Consiglio relativo al TRIPS (Accordo Sugli Aspetti Commerciali Dei Diritti Di Proprietà Intellettuale), con l’obiettivo di studiare la questione. Candice Sehoma, responsabile advocacy della Campagna Per L'Accesso Ai Farmaci MSF In Sudafrica, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Esortiamo tutti i governi a sostenere questa istanza proposta da India e Sudafrica, che pone al centro la vita umana e consente ai diversi Paesi di affrontare questa pandemia aumentando progressivamente l'accesso a ogni strumento medico disponibile contro il COVID 19.

Nessuno può permettersi di lasciare alle imprese farmaceutiche, già abbondantemente supportate nella ricerca con miliardi di denaro pubblico, la possibilità di perseguire unicamente i loro interessi senza alcun riguardo per i bisogni di salute pubblica globale nella lotta al COVID 19. Questa pandemia non finirà finché non sarà finita per tutti".

Fabio Pagliardini

 

 

 

 

 

 

 

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