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Lunedì, 24 Giugno 2019

Lo scorso 8 dicembre, Crotone è scesa in piazza per reclamare il diritto ad essere umani. Lo ha fatto con una fiaccolata fortemente voluta dalle associazioni  del terzo settore, con l'appoggio della amministrazione comunale.

Tutto è iniziato quando, venerdì 30 Novembre, ben 24 persone sono state costrette ad abbandonare il Centro di Accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Solo per 5 di queste era stata già prevista una sistemazione temporanea (un nucleo familiare con bimbo e donna incinta e due donne vittime di tratta), dopo che le associazioni si erano attivate e stavano cominciando a protestare per questi provvedimenti. Per le altre, abbandonate per strada, nei pressi della stazione ferroviaria, sono state trovate, grazie alle associazione del territorio, sistemazioni di fortuna, ma purtroppo nemmeno per tutti.

Da quel momento le diverse associazioni non hanno smesso di incontrarsi e, insieme all'amministrazione comunale hanno deciso di invitare la cittadinanza a reclamare una politica che mette al centro le persone, al di là della loro razza, religione o qualsiasi altra, immaginata, differenza con una marcia silenziosa al grido di #crotonerestaumana.

Contemporaneamente è stata fatta partire una petizione che chiede le dimissioni delle due rappresentanti istituzionali elette nelle liste del cinque stelle e che, ad oggi, vede l'adesione di oltre 5.500 firme.

La fiaccolata è partita con a capo uno striscione su cui era scritto Crotone manifesta per l'umanità. Dietro lo striscione, oltre a rappresentanti politici che avevano sposato la causa senza se e senza ma (oltretutto su un tema che, in questo momento, può solo togliere voti), c'éra la  società civile e soprattutto Hassan, mediatore interculturale, presidente dell'associazione Arci Djiuguiya, che ormai da tempo aiuta i migranti, costretti a dormire all'addiaccio, nei pressi della nostra stazione, o altri luoghi, a superare le difficoltà burocratiche che li costringono a sostare nella nostra città.  L'associazione, inoltre, offre un luogo nel quale incontrarsi.

Dietro allo Striscione c'era anche Mustafa che, pochi giorni fa, rischiando la vita ha difeso la dottoressa Maria Carmela Calindro. La dottoressa aveva appena terminato il suo turno presso l'ospedale di Crotone ed era stata aggredita e colpita con un cacciavite al collo da un uomo. Dietro lo striscione tanti cittadini, laici, cattolici, giovani e non. Il giorno 8 dicembre è stato un momento importante per la città perché oltre 1000 persone, in silenzio, con una candela in mano, sono scese in piazza. Insieme, senza divisioni politiche, culturali o di provenienza perché è il momento di essere uniti contro un nemico che ha una idea del mondo che minaccia i capisaldi delle democrazie uscite dal dopoguerra e minaccia la nostra, sempre bella e attuale, Costituzione.

Ora è il momento di rimettere al centro l'uomo, la sua dignità e il suo diritto ad essere libero e felice. In un messaggio dedicato alla fiaccolata le Suore di clausura del Carmelo di Crotone, hanno scritto: "...non lasciamoci rubare i desideri di bene che abitano il nostro cuore. Non lasciamoci rubare la nostra umanità, non lasciamoci rubare la speranza che si può cambiare partendo da noi stessi, uniti nel cammino, fiduciosi nel futuro, solidali con i fratelli e le sorelle che vivono accanto a noi."

 Raffaele Fabio Riganello

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