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Lunedì, 17 Maggio 2021

Forum Droghe - l'associazione che dal 1995 si occupa di politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale, che partecipa al Civili Society Forum on Drugs della Commissione Europea ed è organizzazione accreditata con status consultivo all'ONU - con l'intervento del Presidente Stefano Vecchio e del Segretario Leonardo Fiorentini esprime solidarietà alla Ministra Fabiana Dadone "per gli attacchi scomposti che le sono giunti a seguito della sua delega alle politiche "antidroga"."

Per Stefano Vecchio "del resto, questi sono la cartina di tornasole del dibattito italiano sulle droghe. Sembra un disco rotto, lo stesso sin dagli anni '60: la droga, rigorosamente al singolare, che è il "male assoluto"." Per il Presidente di Forum Droghe "sono polemiche che svelano l'ipocrisia di chi ha solo fatto danni in termini di politiche sulle droghe. Si pensi al boicottaggio della Riduzione del Danno, senza la quale in Italia oggi avremmo migliaia di morti per droghe ogni anno, oppure alla legge Fini-Giovanardi voluta dalla destra con un colpo di mano incostituzionale. Ricordiamolo: in pochi anni, riempendo le carceri di piccoli spacciatori e consumatori, quella legge ha determinato il sovraffollamento carcerario ed ha procurato all'Italia una condanna dalla CEDU; parificando le pene ha unito due mercati che prima viaggiavano paralleli ed ha concentrato le forze dell'ordine nella repressione della cannabis (+36% di operazioni fra 2005 e 2013), criminalizzando i giovani. Nulla è cambiato nelle nostre strade e nelle nostre piazze: semplicemente la grande criminalità organizzata ha rinforzato il suo controllo sul mercato degli stupefacenti, rendendo sempre più rischiosa e pericolosa ogni forma di consumo."

"Gli attacchi dei vari Meloni, Gasparri e Salvini - si inserisce Leonardo Fiorentini - sono anche l'espressione, puramente ideologica, di chi ha il vivo terrore di confrontarsi con i fatti e le evidenze scientifiche. Fatti che dimostrano che 60 anni di proibizionismo non hanno in alcun modo intaccato il mercato delle droghe illecite, che invece è fiorito in mano alle narcomafie. Nuove sostanze psicoattive continuano ad essere immesse nelle nostre strade, senza alcun controllo. Non solo sono politiche sbagliate che mettono a rischio la vita delle persone, violano i diritti umani, producono instabilità geopolitica e distruggono l'ambiente: sono, anche, semplicemente inefficaci." Per il Segretario di Forum Droghe e Direttore di Fuoriluogo "oggi in Italia il 36% dei detenuti è in carcere per droga (contro la media europea del 18%) e il 28% dei presenti è "tossicodipendente". Le modalità d'uso e le stesse tipologie di sostanze sono molto cambiate rispetto agli anni '80. Più che mai è necessario un ampio confronto pubblico al fine di una svolta politica e legislativa sulle droghe. Il cambiamento è possibile, come Uruguay, Canada, 17 stati USA, e non ultime Portogallo e Norvegia, dimostrano. Le evidenze scientifiche dimostrano che nessun disastro è seguito ai processi di depenalizzazione, decriminalizzazione e regolamentazione legale. Anzi: si sono protette maggiormente le giovani generazioni, si sono diminuiti i rischi di chi usa sostanze, sono migliorate la salute, la sicurezza pubblica e anche i bilanci statali. Come del resto avviene con l'uso dell'alcol, che è parte della nostra cultura e sottoposto a regolazione legale che ne contiene i rischi e i danni, promuovendo comportamenti consapevoli e più sicuri."

"Per quanto ci riguarda giudicheremo l'operato della Ministra Dadone dai fatti, a partire dal suo impegno a convocare la Conferenza Nazionale sulle droghe, che manca dal 2009, per il quale la ringraziamo" concludono in coro Vecchio e Fiorentini.

Oggi ricorre il sessantesimo anniversario della firma della Convenzione Unica sugli stupefacenti, siglata a New York il 30 marzo 1961, il testo che è alla base del sistema proibizionista e della "war on drugs". La rete italiana della Società civile ha promosso un webinar internazionale, dal titolo "LA CONVENZIONE UNICA SUGLI STUPEFACENTI: 60 ANNI DI UN EPIC FAIL?", che si terrà proprio oggi dalle 18 alle 20 (info e iscrizioni su https://www.fuoriluogo.it/epicfail).

Per Leonardo Fiorentini, segretario nazionale di Forum Droghe "non è un caso il silenzio assoluto delle Istituzioni mondiali e nazionali su questo anniversario. Il fallimento delle politiche globali sulle droghe è acclarato, e da qui l'imbarazzo e la scelta di non ricordare al mondo gli errori e i danni provocati. Il sistema delle convenzioni e l'azione degli Stati membri dell'ONU dovevano eliminare completamente la produzione e uso illegale di droga entro 25 anni. Ne sono passati 60 di anni e produzione, traffico e consumo non sono mai stati così vari e ampi: non lo dico io, lo hanno detto i Governi stessi riuniti a Vienna nel 2019."

"Quegli stessi governi nel 1998 – ricorda Fiorentini - avevano rilanciato, annunciando un mondo senza droghe in 10 anni. 20 anni dopo, nel 2018, il World Drug Report dell'UNODC attestava l'esistenza di 269 milioni di consumatori di sostanze nel mondo. Un aumento del 54% rispetto al 1998: le persone che usano sostanze sono dunque aumentate a velocità esattamente doppia rispetto all'aumento della popolazione mondiale (+27%) nonostante politiche pesantemente repressive, eradicazioni forzate e fumigazioni aeree con glifosato, carcerazioni indiscriminate e in alcuni casi torture e pena di morte. Tra il 2009 e il 2018 la produzione di oppio e coca è aumentata rispettivamente del 125% e del 30%, mentre nessun segno di riduzione si è avuto per la cannabis. Un quarto delle entrate complessive della criminalità organizzata proviene dal narcotraffico. Nel 2018 il fatturato del mercato globale della droga è stato stimato tra i 426 e i 652 miliardi di dollari. Ben oltre la metà dei profitti vengono riciclati, e di questi meno dell'1% viene sequestrato.

 "A questo punto – conclude il Segretario di Forum Droghe – è tempo di cambiare rotta. Lo hanno già fatto Uruguay e Canada e 16 stati USA (questa settimana potrebbe essere il turno di New York) legalizzando la cannabis, lo ha fatto il Portogallo e lo sta facendo la Norvegia puntando sulla decriminalizzazione. In Italia invece siamo fermi alla legge Jervolino-Vassali, concepita oltre 30 anni orsono sulla spinta proibizionista degli USA di Reagan e della San Patrignano di Muccioli."

 

 

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