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Lunedì, 22 Luglio 2019

Cinquemila persone dipendenti da droghe nella città, quasi settemila nella provincia: a Napoli il consumo di sostanze è un fenomeno rilevante che riguarda in tutto oltre 12mila persone intercettate dai servizi. Un fenomeno profondamente mutato rispetto a vent'anni fa e prevalentemente legato all'abuso di cocaina e alcol, oggi spesso associato alla movida violenta ma che tocca anche le persone più emarginate della società, come gli immigrati, i senza dimora e i detenuti.

È tra di loro e nell'universo dei servizi per le dipendenze a Napoli che si muove il reportage di Napoli Città Solidale, il portale di informazione edito dal gruppo Gesco e messo a disposizione di giornalisti e lettori per approfondire le questioni sociali più rilevanti della nostra città.

Come quella delle droghe che vede Napoli al passo con l'Europa per il sistema dei servizi, frutto di un'integrazione tra la Asl Napoli 1 Centro e il terzo settore rappresentato da Gesco, le coop Era e Dedalus e l'associazione Il Pioppo. Grazie a questa collaborazione Napoli è la prima città d'Italia che ha una consulta della notte sulle droghe e la prima in Campania a realizzare un servizio in strada per senza dimora e migranti e un servizio per i cocainomani nel completo anonimato: in esclusiva nel reportage le interviste ad alcuni utenti.

Rispetto a un'immagine di Napoli città allo sbando della movida e della violenza, Napoli Città Solidale si chiede in che modo sia legata all'abuso di droghe e propone un approfondimento su quanto viene realizzato per aiutare chi soffre di dipendenze patologiche.

«C'è un probabile collegamento tra il consumo di droghe e i fenomeni di violenza che vedono protagonisti talvolta giovani e adolescenti – spiega il presidente di Gesco Sergio D'Angelo – oltre che con episodi di conflittualità nei luoghi del divertimento. L'abuso di sostanze è da sempre legato a temi quali la sicurezza e il benessere di una comunità anche se nell'agenda del Governo sembra non essere più all'ordine del giorno. Napoli però non è solo la città della movida violenta ma anche il luogo di pratiche virtuose, frutto di un'integrazione tra il servizio pubblico e il privato sociale che dovremmo cercare di non disperdere e anzi di rafforzare, per aiutare chi ha problemi di dipendenze, le loro famiglie e la comunità tutta in maniera sempre più proficua ed efficace».

Su questi temi il reportage di Napoli Città Solidale riporta il parere di esperti locali come Silvia Ricciardi (presidente dell'associazione Jonathan) e Samuele Ciambriello (garante dei detenuti della Campania) e nazionali come Riccardo De Facci (vicepresidente del Cnca, Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza). Infine offrono il loro punto di vista come testimoni privilegiati dei fenomeni sociali lo scrittore Maurizio Braucci e il cantante Daniele Sanzone.

 

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