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Domenica, 19 Maggio 2019

Oggi le Nazioni Unite non hanno fatto passi in avanti sulle politiche sulle droghe. Nonostante l'apertura del documento finale di UNGASS 2016, il Segmento Ministeriale sulle droghe ha approvato una dichiarazione che ripercorre di fatto quella del 2009 per un "mondo libero dalla droga". Anche se vi sono continui richiami all'evidenza del fallimento e alla necessità di valutare gli esiti, i Governi continuano nell'inconcludente retorica antidroga.

Nell'ultimo decennio c'è stato un aumento del 31% nel numero di persone che usano droghe e un aumento senza precedenti nella coltivazione dell'oppio e della coca. Anche il crimine organizzato è fiorito, con il commercio di droghe illecite valutato tra i 426 e i 652 miliardi di dollari. E' significativo che proprio oggi un gruppo di lavoro interistituzionale delle Nazioni Unite abbia pubblicato un rapporto sulle lezioni apprese dal sistema delle Nazioni Unite (che trovate qui sotto) che dichiara che "le politiche punitive sulla droga continuano ad essere utilizzate in alcune comunità, nonostante siano inefficaci nel ridurre il traffico di droga o nell'affrontare l'uso e l'offerta di droghe non mediche e continuano a minare i diritti umani e il benessere delle persone che fanno uso di droghe, nonché delle loro famiglie e comunità".

“Non tutti i Governi per la verità sono allineati: a partire dalla Bolivia di Morales, ma anche agli Stati europei e la stessa Commissione Europea che hanno inisistito sul ripartire dai passi avanti del 2016, sulla riduzione del danno sociale e sanitario e sulla proporzionalità delle pene. L'Europa ha tenuto l'impegno di continuare a rappresentare un modello bilanciato a favore degli interventi sociali e sanitari ridimensionando la criminalizzazione”, dichiara in una nota la delegazione del Forum Droghe.

“È evidente la polarizzazione delle posizioni – continua la nota - con da un lato i paesi asiatici, africani e la Russia schierati sulle posizioni più proibizioniste e repressive, dall'altro America Latina e Europa che invece spingono verso una riforma delle politiche globali.

In positivo va sottolineata, tra tutti i limiti della dichiarazione, la conferma esplicita della flessibilità delle convenzioni che permette agli Stati di innovare le proprie politiche nella direzione più efficace a rispondere ai problemi”.

Tra gli oltre 100 Ministri e Capi di Stato che prenderanno la parola oggi e domani, manca l'Italia. “Con un doveroso ringraziamento al prezioso lavoro dell'Ambasciata italiana all'ONU – conclude il Forum Droghe - spicca l'assenza di un qualsiasi esponente governativo a Vienna. Visti i precedenti del 2009 (quando l'Italia ruppe il fronte riformista europeo), il silenzio nei confronti della Società Civile e le esternazioni e le proposte legislative del Governo e delle forze che lo sostengono, questa assenza forse non è una cattiva notizia”.

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