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Lunedì, 22 Ottobre 2018

"Ciò che più colpisce nell'osservare le cifre del sondaggio commissionato dal Gay center di Roma sugli orientamenti dell'elettorato rispetto alle istanze lgbt, è senza dubbio il fatto che a un sostegno ampio e trasversale dell'elettorato a queste istanze, corrispondano programmi elettorali pavidi, lacunosi se non addirittura del tutto insufficienti": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

Che prosegue: "Il fatto che porzioni molto ampie di elettorato dichiarino una sensibilità spiccata ai temi del contrasto all'omotransfobia rappresenta un richiamo sonoro alla politica e a come questa campagna elettorale si presenta già dalle prime battute: innanzitutto il discorso d'odio non paga, questo è un monito chiaro che speriamo tutti e tutte vogliano raccogliere, soprattutto nella coalizione di centrodestra. A chi esibisce manifesti ipocriti e polverosi sulla cosiddetta famiglia tradizionale, deve giungere l'avvertimento che quel disprezzo per la diversità e per la pluralità di forme familiari di cui è piena la società non genera consenso, anzi rischia di essere un clamoroso boomerang, dal momento che gli elettori e gli elettrici, proprio come i leader politici tra l'altro, vivono in famiglie molto diverse, "tradizionali" solo talvolta, ma in molti casi monogenitoriali, basate sulla convivenza, ricomposte, formate da persone dello stesso sesso”.

“L'elettorato insomma è molto più evoluto di chi vi si rivolge con quei manifesti – aggiunge il leader di Arcigay - o addirittura con espressioni sulla "razza", come abbiamo tristemente letto in questi giorni. Ma c'è dell'altro: alla sensibilità dell'elettorato alla questione dei diritti corrispondono programmi elettorali che, ad oggi, sembrano ignorare quasi totalmente questi temi o li trattano con una prudenza o una vaghezza del tutto inopportune. In questo senso facciamo un appello al coraggio, che deve essere un ingrediente centrale di chi decide di chiedere il voto ai cittadini e alle cittadine: bisogna alzare la posta in gioco, tracciare orizzonti che parlino di uguaglianza e di libertà. E non bisogna, al contrario, nascondersi né tantomeno vivere di rendita, cercando di raccogliere consenso sui traguardi raggiunti (ad esempio la legge sulle unioni civili), senza essere in grado di puntare a  nuovi obiettivi, tutti urgenti e indispensabili”.

“Con l'uscita delle liste dei candidati e delle candidate - annuncia Piazzoni - Arcigay presenterà una piattaforma programmatica e la sottoporrà a tutti coloro in corsa per un seggio in Parlamento: sarà interessante a quel punto capire come i singoli candidati e le singole candidate intendano riempire i vuoti che oggi notiamo nei programmi elettorali"

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