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Mercoledì, 22 Gennaio 2020

Si è aperto mercoledì 20 novembre, con un evento ospitato a partire dalle 9:30 nella Sala della Giunta di Palazzo San l'undicesimo Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, dedicato al tema dell'ambiente come da titolo "Il Clima che verrà".

Nell'occasione è stato lanciato l'appello per l'immediata liberazione di Silvia Romano, la giovane cooperante rapita un anno fa in Kenya mentre lavorava come volontaria per la ONLUS Africa Milele. Obiettivo primario è non far calare il silenzio sulla sua scomparsa. A lanciare l'appello da Napoli i rappresentanti delle Ong e delle associazioni umanitarie internazionali (come Amnesty ed Emergency), protagoniste del primo giorno del Festival. La giornata è stata un'occasione per parlare del lavoro della Organizzazioni Non Governative (ONG). 

Nel pomeriggio il Festival si è spostato nella sua "casa naturale", lo Spazio Comunale Piazza Forcella per due appuntamenti di valore internazionale. Alle 18.30 Francesco Quatrano, attivista e collaboratore della regista Lara Lee, presenterà il movimento Cultures of Resistance e l'ultimo film della cineasta sull'affondamento delle Isole Salomone, "Wantoks - Dance of Resilience in Melanesia" in anteprima nazionale.

A seguire - inserimento dell'ultimo minuto nel già ricco calendario di questa edizione del Festival - la terza proiezione in Italia (anticipata solo da Roma e Milano) di Interdependence. Il film, introdotto da Lorenza Faessler Pascuzzo, (responsablile degli affari giuridici dell'Ambasciata Svizzera in Italia), è in realtà l'unione di 11 corti realizzati da 11 diversi registi di fama internazionale che hanno unito le loro forze per sensibilizzare le persone rispetto ai problemi ambientali più pressanti e agli effetti del cambiamento climatico, contribuendo ad un film unico nel suo genere.

Composto da corti tra i 7' e gli 11' (docu-fiction, drammi, commedie, fantascienza, videoarte), i film non Illustrano soltanto gli impatti negativi del degrado ambientale e dell'irreversibile dissesto climatico attraverso storie di vita vera e fiction realistica, ma accennano a possibili soluzioni. Interdepedence è una Produzione ART for The World (ONG associata al Dipartimento ONU della Pubblica Informazione, fondata da Adelina Cüberyan von Fürstenberg), con il patrocinio - tra gli altri - delle Nazioni Unite, sede di Ginevra.

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