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Giovedì, 15 Novembre 2018

"Gli ospiti della terza edizione del Festival dei Diritti Umani hanno confermato che è urgente cambiare l'economia per dare un futuro sostenibile alla Terra e spingere la politica a cambiare direzione. Quella politica, che è molto presente quando si tratta di combattere i profughi erigendo muri e che favorisce soltanto il profitto a breve scadenza; la stessa politica che ignora o minimizza il pericolo ambientale e incrementa le migrazioni, che hanno nel cambiamento climatico una delle loro cause.

Inquinare e impoverire il pianeta è antieconomico, e provoca ulteriori ferite ai diritti umani. Invece solo il loro rispetto può assicurare la crescita rigogliosa della società. I tempi stringono, ma passi avanti sono possibili. Non c'è bisogno di appellarsi a effimeri influencer: ognuno di noi può fare la sua parte. E i risultati si vedranno, se sapremo far crescere la coscienza dei rischi cui siamo esposti, specialmente tra i giovani, come il Festival dei Diritti Umani ha cercato di fare con un lavoro informato, serio, paziente, offrendo emozioni, immagini e testimonianze." Dichiarano Paolo Bernasconi, presidente dell'associazione Reset - Diritti Umani, Giancarlo Bosetti, membro del comitato coordinamento, e Danilo De Biasio, direttore del Festival.

Al Festival dei Diritti Umani, già nella sua terza edizione, è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. Sono stati proclamati i film dei vincitori della sezione DOC del Festival, rassegna curata da Sole Luna Doc Film Festival. Sono stati proposti agli spettatori 8 produzioni selezionate dalla presidente di SLDFF, Lucia Gotti Venturato e dai direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, giovani e già affermati filmmaker, diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.

"Il concorso è stato seguito con interesse sempre maggiore, in tre anni abbiamo raggiunto un pubblico che si è fidelizzato. - afferma  Lucia Gotti Venturato - Grande apprezzamento va al lavoro della giuria 2018. Tra i premiati "La terre abbandonnée", primo documentario di Gilles Laurent, un film che tratta del rapporto dell'essere umano con la natura e le sue tradizioni nella Fukushima colpita dal disastro nucleare. Raffinato, colto e acuto regista, Gilles è tra le vittime dell'attentato alla stazione della metropolitana di Maelbeek il 22 marzo 2016, dove si era recato per gli ultimi ritocchi di postproduzione del film. Un tributo quindi, quello dei giurati, ad un artista che nel mondo del cinema è ricordato per la profonda sensibilità e spiritualità, e che per noi del festival rappresenta un omaggio e un segno di solidarietà e affetto per la famiglia di Gilles."

Vincitore (premio della giuria): Invisible Frontier di Nicolás Richat & Nico Muzi (Belgio, Argentina, 2016, 28'): “per la complessità della tematica ambientale, politica e sociale che include cambiamenti climatici e diritti umani, esplorata attraverso una efficace documentazione scientifica e resa cinematograficamente con un'estetica d'impatto divulgativo, senza togliere spazio all'emozione”.

Menzione (premio Reset-Diritti Umani): La Terre Abandonnée di Gilles Laurent (Belgio, 2016, 73'): “per come è stata descritta la trasformazione del Giappone, uno dei paesi più organizzati e sviluppati tecnologicamente, di fronte al disastro nucleare di Fukushima. Il silenzio, la sospensione e l'invisibilità trasportano lo spettatore in una dimensione apparentemente normale, che viene interrotta solo da una distesa di sacchi neri contenenti terra radioattiva che... troveranno mai collocazione?”

Il Festival dei Diritti Umani è organizzato da Reset-Diritti Umani, un'associazione non profit, nata a Milano nel 2015 per diffondere la conoscenza e la cultura dei diritti umani attraverso il Festival e altre iniziative. L'associazione è presieduta dall'avvocato del Foro di Lugano, Paolo Bernasconi – da anni attivo sul fronte della difesa dei diritti umani - e ha come Segretario generale Giancarlo Bosetti, direttore dei Reset-Dialogues On Civilizations. Inoltre annovera tra i suoi fondatori Piergaetano Marchetti, presidente della Fondazione Corriere della Sera, Francesco Micheli – ideatore di MiTo – e Danilo De Biasio, già direttore di Radio Popolare.

 

Dal 20 al 24 marzo 2018, alla Triennale di Milano, si terrà la terza edizione del Festival dei diritti umani, evento culturale creato per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti umani, per denunciare le loro violazioni e dare rilievo a chi li difende. Il Festival è organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio di Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Amnesty International Italia, Legambiente, Ordine degli Avvocati di Milano, Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odon-toiatri di Milano.

Una. Per tutti. Non per pochi.

Il tema della terza edizione è la devastazione della Terra e di come questo saccheggio incide sui diritti umani: inquinamento, profughi ambientali, impazzimento climatico ma anche i segnali della consapevolezza di una necessaria inversione di tendenza. Il nostro pianeta sta subendo mutazioni dovute all’azione umana. Schiacciato dal prelievo insensato e iniquo dei suoi beni comuni, l'ambiente viene consumato per soddisfare un bisogno immediato e la risposta della politica tende a esaurirsi nel breve termine. Pochi decidono per tutti, mettendo a rischio diritti elementari: la salute, il cibo, la vita. La sfida è urgente: cambiare l'economia per proteggere la nostra casa comune, per garantire uno sviluppo sostenibile e, insieme, i diritti della nostra e delle generazioni future.

Il festival prevede alla mattina appuntamenti pensati appositamente per gli studenti delle superiori con proiezioni di documentari e testimonianze; al pomeriggio e sera una programmazione a 360° con documentari e film, spesso inediti; dibattiti con intellettuali e studiosi italiani e internazionali, dialoghi con testimoni; mostre fotografiche.  L’ingresso al Festival dei Diritti Umani è libero e gratuito, fino a esaurimento posti.

Un festival pensato per le scuole

Il Festival dei Diritti Umani di Milano ha già coinvolto oltre 5000 tra studenti e insegnanti delle scuole superiori della città e dell’hinterland. Il live-streaming della Sezione EDU, inaugurato in questa terza edizione,permetterà di raggiungerne molti di più. I dibattiti, i racconti fotografici, le “buone pratiche” saranno disponibili in diretta sul sito e sul canale Youtube del Festival. Per prepararsi al festival una trentina di classi delle superiori milanesi ha potuto usufruire gratuitamente, grazie al contributo della Fondazione Cariplo, del progetto “A Scuola di Diritti Umani”: esperti, giornalisti e testimoni sono andati all’interno delle scuole durante l’anno scolastico per incontrare studenti e insegnanti. Il Festival metterà a disposizione delle scuole, attraverso il proprio sito, un pacchetto didattico gratuito e costruito sotto la supervisione del coordinamento scientifico del Festival.

Dialoghi, dibattiti, lectio magistralis

Il festival vuole alzare lo sguardo sulla distruzione ambientale del nostro pianeta, la più globalizzata delle violazioni dei diritti di tutti gli esseri viventi: minaccia la salute; non permette di nutrirsi e dissetarsi a sufficienza; genera guerre ed estinzioni; causa imponenti migrazioni.  Nelle sezioni TALK e EDU verrà data voce a studiosi, testimoni, scrittori, giornalisti italiani e internazionali, che da anni affrontano questi temi così urgenti e che interverranno in numerosi dibattiti, dialoghi e lectio magistralis.

Documentari e film

Riconfermata la partnership con Sole Luna Doc Film Festival, che quest’anno cura la rassegna DOC del Festival dei Diritti Umani e cinque proiezioni della sezione EDU dedicate alle migliaia di studenti degli istituti superiori che parteciperanno alle matinée del festival di Milano. Sui temi dell’ambiente e dei diritti umani la rassegna DOC rappresenterà un sano alimento per una presa di coscienza. Saranno protagonisti i cambiamenti climatici in The last nomads, la catastrofe ambientale in La terre abandonnée, il progresso nemico delle tradizioni in Small people. Big trees, la desolazione post industriale in La ville engloutie, gli interessi dei grandi latifondisti in Invisible frontier. Ma ci saranno anche film capaci di essere fonte di ispirazione, veri e propri esempi di ecosostenibilità e innovazione come Chasing housese Food Coope infine il confronto tra uomo e natura alla perenne ricerca di comprendere gli elementi, il loro comportamento, le cause e gli effetti dei fenomeni atmosferici in The weather forecast.

Fotografia

Il Festival dei Diritti Umani amplia inoltre la sua attenzione alle immagini e diventa da quest’anno un punto di riferimento anche per la fotografia documentaria. L’iniziativa del contest fotografico #ioalzolosguardo ha consentito - già dallo scorso anno - di produrre progetti fotografici di ampio respiro a livello internazionale e di proporre quest’anno due mostre dei vincitori del contest, che verranno allestite alla Triennale di Milano. Grazie al supporto e alla collaborazione di Emergency, che ha messo a disposizione strutture e risorse umane del suo poliambulatorio a Castelvol-turno, Andrea Kunkl ha potuto completare il suo progetto Crepe, una documentazione approfondita, che verrà esposta al festival, sulle persone migranti, nella quale pratiche artistiche e indagine scientifica si fondono in un contenitore multimediale di percezioni, visioni e rappresentazioni.

Per il programma e tutte le info www.festivaldirittiumani.it 

 

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