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Domenica, 16 Maggio 2021

La pandemia ha prodotto ferite profonde nelle vite di tutti e proietta ombre pesanti sulla percezione del futuro. Sette italiani su dieci pensano, infatti, sono pessimisti di fronte al 2021, pensano che il futuro non sarà in grado di segnare un miglioramento della situazione attuale e manifestano un forte bisogno di stabilità, sicurezza, giustizia sociale.

È quanto emerge da un sondaggio condotto nell’ambito dell’Osservatorio Legacoop, ideato e realizzato dall’AreaStudi dell’associazione insieme con il partner di ricerca IPSOS per osservare l’evolvere degli andamenti e delle percezioni dell’opinione pubblica italiana su alcuni fenomeni economici e sociali di interesse per la cooperazione.

Alla domanda se percepissero il futuro come molto, abbastanza, poco o per niente un miglioramento della situazione attuale, il 73% degli intervistati ha risposto in modo negativo (il 55% prevedendolo poco migliore del presente, il 18% per niente); positiva, invece, la risposta del restante 27% degli intervistati (con il 25% che prospetta un futuro abbastanza migliore del presente ed appena un 2% che lo attende molto migliore).

E se il futuro fa paura, assumono importanza centrale valori che rispondano al bisogno di costruirne uno di segno diverso. Al primo posto figura la stabilità (espressa dal 44% degli intervistati), seguita dalla sicurezza (38%), dalla giustizia sociale (32%), dalla serenità (31%) e dall’uguaglianza (26%).

“Dall’inizio dell’emergenza stiamo studiando le conseguenze economiche ma pure le ricadute sociali di questa crisi” -commenta Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop- “le nostre cooperative sono profondamente radicate nei territori e nelle comunità, e sono un ricettore di sensibilità, opinioni, paure. Per questo ci diciamo preoccupati. Queste analisi ci confermano che, settimana dopo settimana, sta peggiorando il clima del Paese e gli italiani sentono venire meno il coraggio e la voglia di reagire costruttivamente a questa situazione. In parte è ragionevole che sia così, perché questa pandemia si protrae ovunque e francamente non se ne vede un’uscita a breve. Però è compito di tutti che alle difficoltà del momento non si sommino sfiducia e preoccupazioni che potrebbero essere attutite o diminuite affrontando correttamente i problemi. Quando ci indicano gli ostacoli e le attese per il futuro, infatti, gli italiani sono molto precisi nell’individuare fattori strutturali che con la crisi c’entrano ben poco, ma ne aggravano le conseguenze e le ricadute sui cittadini. Qui sta il punto: stabilità, sicurezza, lotta alle diseguaglianze, sono gli elementi essenziali per tendere ad una società più giusta. Ma soprattutto sono gli elementi necessari a ricostruire un clima di fiducia in cui valga la pena resistere e investire sul futuro. La priorità e la preoccupazione di tutti deve essere: dare fiducia al Paese”.

Interessante, infine, l’indicazione di quelli che vengono percepiti come i “nemici” del futuro. Ai primi cinque posti figurano la corruzione (indicata dal 61% degli intervistati), le tasse (49%), il dilettantismo politico (46%), le ricchezze concentrate in poche mani (45%), la burocrazia (43%). A chiudere la classifica sono la flessibilità lavorativa (8%) e il centralismo (5%).

 

 

Decine di volontari da tutta Italia si alterneranno in una staffetta per raccontare la propria esperienza. Uomini e donne che in questi mesi, negli ambiti più diversi, hanno donato il loro tempo per rimanere accanto alle persone più fragili e per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità. Dal loro impegno, in questa epoca di grande sofferenza, hanno anche tratto nuove idee per il “volontariato del futuro”.
 
Sono i protagonisti dell’evento on line organizzato da Forum Nazionale del Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana per sabato 5 dicembre, 35^ Giornata internazionale del volontariato. L’incontro si svolge dalle 10 alle 13 in diretta Facebook ed ha un duplice obiettivo: restituire, seppure in piccola parte, l’intensità delle emozioni vissute dai volontari in un anno del tutto particolare come il 2020 e avviare, attraverso le loro riflessioni, un nuovo percorso culturale sull’impegno sociale gratuito in Italia. Un’iniziativa che gli organizzatori intendono come “costituente”, aperta al contributo di tutti e che percorrerà l’intero anno.
 
“Volontariato, insieme possiamo” è il titolo della mattinata che riprende lo slogan “Together we can through vounteering” lanciato dall’Onu per questa edizione e dedicato al ruolo dei volontari di tutto il mondo durante la pandemia.
 
Il programma si aprirà con gli interventi di Claudia Fiaschi (portavoce del Forum), Stefano Tabò (presidente di CSVnet) e don Andrea La Regina (responsabile macro progetti di Caritas Italiana). Le testimonianze dei volontari saranno divise in tre blocchi, intervallati dagli interventi di Luca Gori (Università S. Anna di Pisa), Paolo Pezzana (Università Cattolica di Milano) e Andrea Volterrani (Università Tor Vergata di Roma). La conduzione è affidata a Elisabetta Soglio, caporedattrice di “Buone notizie, inserto settimanale del Corriere della Sera, e a Stefano Arduini, direttore di Vita.

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