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Lunedì, 10 Dicembre 2018

Sanzioni alle imprese che delocalizzano, slittamento della scadenza dello spesometro, no allo split payment per i professionisti e stretta sulla pubblicità per il gioco d'azzardo. Sono i punti centrali della bozza del decreto dignità che sarà all'esame del Consiglio dei ministri di stasera che dovrebbe essere convocato intorno alle 19. La sanzione per chi delocalizza è prevista per chi lascia il paese entro 5 anni e per una somma che va da 2 a 4 volte gli aiuti ricevuti. Le imprese italiane ed estere, si legge nel testo del provvedimento, "operanti nel territorio nazionale che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l'effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell'attribuzione del beneficio decadono dal beneficio medesimo qualora l'attivita' economica interessata dallo stesso ovvero un'attivita' analoga o una loro parte venga delocalizzata in altro Stato entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata. In caso di decadenza si applica anche una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l'importo dell'aiuto fruito".

"E' ora di finirla con la retorica del buon selvaggio che autorizza un atteggiamento tollerante nei confronti di chi entra in Italia solo per commettere reati, senza aver alcun rispetto delle regola". Lo afferma Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli di Italia, commentando l'arresto a Salerno di un 29enne nigeriano, richiedente asilo e con precedenti penali, dopo l'aggressione a un commerciante in via Wenner. "Non possiamo accogliere delinquenti stranieri. E finiamola con la storia della fuga dalla guerra. Gli immigrati che commettono reati sono solo dei delinquenti. E non scappano da nessuno conflitto. Ma se anche fosse, per noi sarebbero disertori e non migranti", conclude Cirielli.

Gli altri capitoli del decreto dignita' incidono sul lavoro a tempo determinato, sulla tutela dei lavoratori delle imprese che hanno ottenuto aiuti, sul divieto di pubblicita' per scommesse e giochi con premi in denaro. La scadenza dello spesometro slitta al 28 febbraio 2019, rispetto al 30 settembre previsto.

Il redditometro, invece, non viene abolito ma subisce una revisione. Sara' il Mef a individuare per decreto "gli elementi indicativi di capacita' contributiva dopo aver sentito l'Istat e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacita' di spesa ed alla propensione al risparmio dei contribuenti".

Infine, viene confermato allo 0,5% l'aumento del contributo addizionale a carico del datore di lavoro nel caso di rinnovo di contratti a tempo determinato, anche in somministrazione. Il contributo e' destinato a finanziare la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), ossia l'indennita' mensile di disoccupazione che ha la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

Azzardo, contratti e lavoro

Contratti - Il termine del contratto a tempo determinato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale dello stesso sia inferiore a trentasei mesi, non potra' essere comunque prorogato piu' di quattro volte nell'arco dei trentasei mesi, a prescindere dal numero di contratti. Dovesse superare tale limite il contratto si trasformera' a tempo indeterminato.

Tutela lavoratori di imprese che hanno avuto aiuti - La disposizione e' diretta a preservare il mantenimento dei livelli occupazionali presso le imprese che abbiano beneficiato di aiuti di Stato. A tal fine, e' previsto un obbligo di mantenimento del personale impiegato presso l'unita' produttiva agevolata ovvero degli addetti all'attivita' economica interessata dalle agevolazioni per un periodo, decorrente dalla data di ultimazione dell'iniziativa, pari ad almeno dieci anni. La violazione del predetto obbligo e' sanzionata con la revoca, totale o parziale, dei benefici concessi.

Stop pubblicità Gioco d'azzardo, salva Lotteria - Divieto di qualsiasi forma di pubblicita' relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet. Il divieto si applica anche alle sponsorizzazioni e a tutte le forme di comunicazione di contenuto promozionale non annoverabili fra i consueti messaggi di pubblicita' tabellare e comprende le citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attivita' o prodotti che promuove il gioco d'azzardo o la scommessa. Sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. 

 (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

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