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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Legacoop Bologna ha presentato nel corso della sua annuale Assemblea dei Delegati, il progetto Bologna 2030. Visioni cooperative per lo sviluppo sostenibile realizzato grazie al coordinamento scientifico di Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane e in collaborazione con l'Università Iuav di Venezia, Green Bocconi, Almacube - Università di Bologna e al Cern di Ginevra.

Lo scopo del progetto è definire gli obiettivi per la sostenibilità che il mondo cooperativo si impegna a raggiungere per la Bologna del 2030 in coerenza con l'Agenda Onu, individuando il suo contributo al Piano strategico metropolitano 2.0 e all'Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile. 

Il progetto si è svolto nel corso del 2018 e si è articolato in tre fasi. La prima ha visto un percorso partecipativo di accompagnamento e attivazione (responsabile la prof.ssa Francesca Gelli per lo Iuav), con 30 interviste nella fase di outreach iniziale, 5 workshop tematici con 100 partecipanti in rappresentanza di 60 organizzazioni, un incontro di restituzione dei risultati, un OST con 30 partecipanti in rappresentanza di 25 organizzazioni. La seconda fase ha riguardato un'analisi del posizionamento del sistema cooperativo rispetto all'Agenda Onu 2030 e la valutazione del suo contributo alla pianificazione strategica di Bologna (responsabile il professor Edoardo Croci per la Bocconi) che ha prodotto le Linee guida conclusive attraverso un focus group e due questionari a cui hanno risposto rispettivamente 39 e 24 imprese. La terza fase, ancora in corso, prevede una collaborazione con Almacube-Università di Bologna e Cern di Ginevra per individuare tre prototipi cooperativi per education, housing ed economia circolare per agroalimentare. Tutte le fasi del progetto sono state accompagnate da un panel di esperti. 

L'Agenda Onu 2030 attribuisce alle imprese un ruolo importante nel perseguimento degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile e vi sono standard internazionali per indirizzare le aziende verso la sostenibilità. Ma il progetto di Legacoop Bologna si caratterizza nel panorama delle esperienze note anche a livello internazionale per la volontà di allineare gli obiettivi delle proprie imprese con quelli definiti a livello territoriale. Attraverso un metodo partecipato si è pervenuti all'individuazione di un set di 17 obiettivi con relativi indicatori collegati ad altrettanti obiettivi dell'Agenda metropolitana bolognese. Su questa base Legacoop Bologna costruirà un sistema di misurazione e monitoraggio permanente dell'andamento delle proprie imprese associate, con la possibilità di comunicarlo pubblicamente attraverso un sito web e la premiazione delle miglior esperienze in occasione delle assemblee annuali dei delegati.

Per la simulazione di come potrà essere costruito il sistema si è scelto un obiettivo significativo, relativo all'occupazione giovanile (vedi Executive summary, figura di p. 12). Il tasso di occupazione complessivo (20-64 anni) di Bologna metropolitana nel 2017, la collocava ai primi posti tra le grandi province italiane (76,5%),  con un contributo positivo delle cooperative, i cui addetti nel periodo 2008-2017 sono cresciuti del doppio rispetto al totale delle imprese (3,6% rispetto all'1,8%).

Invece per l'occupazione giovanile la tendenza metropolitana è negativa. Il tasso di occupazione nella fascia di età 15-29 anni era infatti il 54,3% nel 2008, il 40,8% nel 2012, il 39,8% nel 2016 e il 37,8% nel 2017.

Il Psm Bologna 2.0 indica l'obiettivo di innalzare il tasso di occupazione fino a riportarlo, entro il 2020, a livelli pre-crisi. Per l'occupazione giovanile ciò significa proporsi credibilmente di riportarlo ai livelli del 2012 entro il 2020 (40,8%), con un aumento del 3% rispetto al 2017. Per le cooperative aderenti a Legacoop il 3% di occupazione giovanile in più equivale aumentare di circa 800 gli addetti giovani da qui al 2020 (+757 rispetto ai 4.165 del 2017).

"Il tema del lavoro giovanile ci sta particolarmente a cuore per una lunga serie di ragioni, la prima è che la buona occupazione è il presupposto per la costruzione di un futuro migliore- ha commentato Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna - Sviluppo e sostenibilità non si possono disgiungere, non c'è uno senza l'altra. Sarebbe importante la condivisione di questa impostazione anche dagli altri sistemi d'impresa. Solo affidando direttamente gli obiettivi ai cittadini e alle organizzazioni sociali ed economiche, si può sperare che l'Agenda Onu 2030 venga attuata".

Il progetto Bologna 2030 ha anche permesso di valutare il posizionamento di Bologna metropolitana rispetto al complesso delle aree urbane del Paese in relazione ai 17 obiettivi dell'Agenda urbana individuati nel Rapporto 2018 dell'Alleanza per lo sviluppo sostenibile (ASviS).  I risultati sono significativi (vedi Executive summary, tabella pp. 3-6) e mostrano che il posizionamento di Bologna metropolitana è positivo, l'obiettivo indicato può essere raggiunto in 10 casi su 17: Abbandono scolastico, Parità di genere, Acqua, Energia, Lavoro,Transizione digitale, Disuguaglianza di reddito, Abitazioni, Cultura e Raccolta differenziata rifiuti. Invece per il complesso delle aree urbane italiane il posizionamento è positivo solo per 4 obiettivi su 17: Povertà, Energia, Abitazioni e Raccolta differenziata dei rifiuti.  

Bologna metropolitana è quindi in una situazione migliore rispetto alle altre città, ma è necessario fare progressi anche negli altri 7 obiettivi per i quali il posizionamento è negativo:Povertà, Incidenti stradali, Laureati, Mobilità, Consumo di suolo, Aria e Verde.

Legacoop Bologna e Imola nel 2017 rappresentavano l'85,4% del fatturato e il 55% degli addetti del complesso del settore cooperativo di Bologna metropolitana, che a sua volta rappresentava l'11% degli addetti e il 23,9% del fatturato del totale delle imprese.

 

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