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Domenica, 18 Agosto 2019

La mancanza di un canale di comunicazione col territorio e l’idea del mondo esterno che le coop sociali facciano business sulle spalle dei più deboli. Sono queste le principali criticità rilevate da oltre metà (51%) dei 250 cooperatori e cooperatrici che hanno risposto in diretta alla Survey (sondaggio, ndr) on line ieri durante l’assemblea dei delegati di Legacoopsociali.

In questo scenario secondo i cooperatori e le cooperatrici sociali l’innovazione è fondamentale. Nello specifico la stessa maggioranza punterebbe sulla formazione, sulle nuove professioni e sulle nuove generazioni.

La tavola rotonda

Identità, innovazione, comunità. Sono questi i temi che hanno attraversato “Oltre gli argini della cooperazione sociale”, l’assemblea dei delegati di Legacoopsociali. A introdurre la giornata che ha avuto luogo ieri a Roma è stata la presidente nazionale Eleonora Vanni. “L'identità cooperativa riguarda la scelta di campo dove agire promozione umana e creazione di comunità competenti – ha detto Vanni - i valori, a volte, fanno fatica ad emergere ma le nostre origini sono chiare e oggi la missione valoriale deve convivere con l'agire imprenditoriale".

“Vogliamo recuperare un ruolo politico di azione come cooperazione sociale – aggiunge Vanni – e aprirci al mondo esterno anche in percorsi di promozione di welfare con soggetti differenti. Servono nuove figure e nuovi modelli ma la cooperazione sociale non è un soggetto da consegnare alla storia: deve saper declinare i propri valori nel contesto attuale”

A seguire si è svolta la tavola rotonda condotta dal giornalista televisivo e conduttore de Il posto giusto Federico Ruffo che ha sollecitato il direttore del Censis Massimiliano Valerii, il segretario di Aiccon Paolo Venturi e il presidente nazionale Legacoop Mauro Lusetti.

“Abbiamo subito una crisi immateriale oltre che economica – ha sottolineato Valerii – da cui sono sconfitte tre narrazioni post ideologiche: Europa senza frontiere, globalizzazione, democrazia tecnologica. E così si cercano capri espiatori, soprattutto due: èlite e i più deboli. Nell’ immaginario collettivo che si è creato le cooperative sociali sono oggetto di questo rancore”.

Per Paolo Venturi è fondamentale che “le cooperative sociali non siano solo resilienti ma possano essere innovative per una trasformazione reale nel mercato e per la creazione di un welfare territoriale”. Infine Mauro Lusetti ha concluso il dibattito: “la sfida riguarda non solo le cooperative sociali ma tutta la cooperazione. dobbiamo essere noi in grado di interpretare il cambiamento e affrontare le difficoltà, non altri”

Qui il link del video sulla giornata del 6 febbraio: https://www.youtube.com/watch?v=i-4URigUWwM&feature=youtu.be

 

 

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