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Venerdì, 23 Agosto 2019

A seguito della decisione del Tribunale di Milano sul caso Lodi si sono scatenate le reazioni più diverse: tante di approvazione nel veder affermato un principio fondamentale di uguaglianza. Altre di contestazione perché, si dice che, con questa decisione, i cittadini stranieri verrebbero avvantaggiati e che invece, sarebbero auspicabili, soluzioni “assolutamente identiche per italiani e stranieri”.

Asgi, Naga e Coordinamento Uguali Doveri analizzano e precisano alcuni aspetti tra cui proprio rispetto alla parità tra italiani e stranieri: “la soluzione “egualitaria” auspicata dal presidente della regione Lombardia Fontana è appunto quella indicata dalla normativa vigente, alla quale ha fatto riferimento il Tribunale di Milano: tutti, italiani e stranieri, devono sottoporre all’Agenzia delle entrate e all’INPS le proprie dichiarazioni su patrimoni e redditi in Italia e all’estero. L’agenzia delle entrate e l’INPS svolgono tutti i controlli del caso e infine rilasciano l’ISEE, che costituisce attestazione pubblica della condizione economica del richiedente ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali”.

“Non è vero – precisano nella nota - che lo Stato disponga di strumenti di controllo maggiori sulle dichiarazioni di un italiano rispetto a uno straniero: le possibilità di accertare se un richiedente ha o non ha una casa in Marocco sono identiche per un richiedente italiano e per un richiedente marocchino, dunque non vi è alcun motivo per cui la documentazione richiesta debba essere diversa. In ogni caso il sistema di accesso alle prestazioni sociali mediante l’ISEE è fissato da una norma dello Stato (DPCM 159/13) quale “livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117 Cost.” e a tale disposizioni ogni Comune è tenuto ad attenersi: uguali su tutto il territorio e uguali indipendentemente dalla nazionalità. I controlli fattibili e doverosi sono quelli di INPS e Agenzia delle Entrate (precedenti al rilascio dell’ISEE) e quelli successivi, sempre possibili: ma in nessun caso, rilasciato l’ISEE, può essere precluso allo straniero l’accesso a una prestazione sociale. I criteri previsti dal DPCM per accedere alla tariffa agevolata per le prestazioni sociali (tra cui la mensa scolastica) sono uguali per italiani e stranieri quindi non è stato affatto concesso l’accesso gratuito alle mense scolastiche per gli stranieri, come qualcuno ha scritto”.

La strada indicata dal Tribunale è “l’unica che risponde al principio di uguaglianza ed è l’unica che risponda a ragionevolezza”. Le associazioni invitano quindi il Comune di Lodi “a ottemperare immediatamente all’ordine del Tribunale modificando il regolamento; la Regione Lombardia a revocare la delibera di giunta n. X/6972 del 31 luglio 2017 con la quale, pur non avendone nessun potere, invitava i Comuni Lombardi a predisporre regolamenti discriminatori, come poi fatto dal Comune di Lodi; i pochi comuni Lombardi che hanno aderito a questo invito a modificare il proprio regolamento attenendosi a quanto statuito dal Tribunale di Milano”.

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