Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Giovedì, 29 Ottobre 2020

Trentacinque anni fa hanno scelto l'entusiasmo e la speranza per crearsi un lavoro, con un nome che già disegnava una storia. Hanno scelto di chiamarsi Futura 21 perché erano 21 donne che da dipendenti di una ditta di abbigliamento si trasformavano in cooperatrici, in pioniere "workers buyout" che facevano una scelta per il loro futuro. La stessa scelta che confermano dopo 35 anni festeggiando il 3 settembre, nella sede di Senigallia, il "compleanno" della loro cooperativa che aderisce a Legacoop Marche.

"La nostra cooperativa è nata nel 1985 da un gruppo di sarte che hanno voluto realizzare un sogno, quello di costituire un'azienda di abbigliamento femminile – dice la presidente Paola Diambra, fra le socie fondatrici di Futura 21 -, lo stimolo è nato allora dal vecchio datore di lavoro che aveva intenzione di ridurre il personale del laboratorio. Invece di licenziare, ad una parte di noi ha dato la possibilità di utilizzare alcuni macchinari con cui abbiamo continuato a produrre, in conto terzi, per lui stesso per un breve periodo. Eravamo tutte giovani, 20-21 anni, senza impegni famigliari e ci siamo buttate con entusiasmo in questa avventura. Quello spirito che cerchiamo di vivere anche oggi".

Dopo il primo periodo nella frazione di Cannella di Senigallia, le socie di Futura 21 hanno comprato uno stabilimento a Cesanella dove si sono trasferite nel 1990 e dove continuano la produzione per una grande azienda di moda. "Nei primi tempi producevamo giubbotti – racconta la presidente -, poi nel tempo ci siamo specializzate e adesso ci dedichiamo ai capi spalla di un grande marchio italiano. La cooperativa oggi conta 21 lavoratrici che, con grande armonia, cercano di portare avanti questa azienda nonostante le difficoltà che si affrontano giornalmente. Il risultato del nostro lavoro è dovuto all'esperienza e alla professionalità di ogni singola collaboratrice".

Nel periodo di crisi sanitaria, dice Diambra, "abbiamo interrotto, come previsto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la produzione per un mese e mezzo. Nelle prossime tre settimane dovremmo farlo di nuovo perché il Covid ha influito negativamente sulla stagionalità dell'abbigliamento facendo saltare la programmazione". Per il futuro, "la speranza è ovviamente di continuare a lavorare sia come cooperativa sia come Italia perché le conseguenze del coronavirus sono ancora pesanti per tutti. Noi ce la mettiamo tutta ma speriamo che l'intero sistema possa riprendersi presto".

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Ottobre 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31