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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Tempo, dialogo e competenze. Tre parole con cui le cooperative possono affrontare i cambiamenti: un tema di cui si è parlato nella tavola rotonda “La grande trasformazione dei macro scenari socio-economici”, organizzata da Legacoop Marche all’interno del percorso di formazione per i nuovi quadri delle cooperative associate, promosso con Generazioni Marche e 4Form.

“Dobbiamo osservare i cambiamenti e, se possibile, elaborarli perché riteniamo che siano fondamentali per il futuro delle cooperative – ha detto Gianfranco Alleruzzo, presidente Legacoop Marche – e possono generare opportunità da cogliere per il futuro”. Invece che correre sempre di più, inseguendo i cambiamenti, per Alleruzzo “occorre darsi tempo, per capire, elaborare, ed osservare gli effetti che provocano. E’ poi necessario un luogo di dialogo dove ragionare insieme su queste trasformazioni per creare una condivisione, un senso comune di progresso e di progetto. Oggi c’è bisogno di tempo e di dialogo cioè di un metodo cooperativo”.

Per Aldo Bonomi, Consorzio Aaster, “la parola chiave è metamorfosi. Siamo dentro un salto d’epoca in cui la crisi in atto, non ancora risolta, è solo uno degli elementi di questa transizione. E’ una metamorfosi profonda, antropologica, sociale, culturale, economica, che interessa moltissimo un mondo, come quello della cooperazione e del mutualismo, che ha radici antiche”.

Il cambiamento, ha aggiunto Bonomi, “significa, però, che non siamo più solo capitale e lavoro, con lo Stato in mezzo, che era la dimensione del ‘900, ma siamo dentro flussi che impattano nei luoghi, ne cambiano la cultura, l’antropologia, l’economia e in mezzo c’è il territorio che riappare come dimensione geopolitica e geoeconomica. Bisogna, perciò, decodificare i flussi, come la finanza, le internet company, le migrazioni, che cambiano i territori. Per il mondo cooperativo, significa mettersi in mezzo tra flussi e territori per portare dentro questa metamorfosi due parole antiche che sono comunità e mutualismo”.

Cambiamento fa rima anche con giovani. “Ci sono una serie di trasformazioni del modo di lavorare anche in cooperativa – ha detto Katia De Luca, portavoce Generazioni, il coordinamento dei giovani di Legacoop -, questo chiama in causa un elemento fondamentale soprattutto per i giovani cooperatori che è il tema delle nuove competenze che servono per restare sul mercato, che si creano e si formano in modo diverso rispetto a qualche anno fa. Non s’impara più soltanto studiando nei corsi di formazione tradizionali o in situazioni di lavoro classiche ma si apprende molto anche attraverso le reti. Questo è quello che stiamo cercando di fare, creare delle comunità di apprendimento, per scambiare esperienze e conoscenze e condividere l’essere parte attiva di questa trasformazione”.

Protagoniste del cambiamento sono già le cooperative innovative come Idea, formata da ingegneri e specializzata in elettronica, automazione industriale ed informatica. Il presidente Gianluca Di Buò ha raccontato l’esperienza di cooperatori e innovatori parlando anche “dei megatrends per il prossimo futuro, indicati dal National intelligence council, che riguarderanno la crescita demografica, l’aumento della domanda di risorse alimentari ed energetiche, la diffusione del potere del blocco asiatico e l’espansione della classe media mondiale”.

 

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