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Martedì, 18 Febbraio 2020

Domenica 2 febbraio è previsto il rinnovo, senza modifiche, del memorandum Italia-Libia. Nonostante il 6 novembre scorso, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, avesse annunciato modifiche, l’accordo stipulato nel 2017, sarà rinnovato alle stesse condizioni per altri 3 anni. Per questo le organizzazioni umanitarie protestano, chiedendo al Governo Conte un atto di coraggio, nel bloccare l’Intesa. 

Il memorandum ha “regolato” finora la politica tra i due Paesi in tema di immigrazione, sancendo una stretta collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica, i cui membri sono stati accusati ripetutamente dalle agenzie Onu di traffico e detenzione di esseri umani.

“È lo stesso memorandum che, negli stessi tre anni, tutte le organizzazioni e agenzie internazionali per i diritti umani hanno condannato per il rischio effettivo che rappresenta per la tutela dei diritti delle persone migranti - sottolinea Emergency in una nota  -. Come è ormai documentato, in Libia vengono sistematicamente violati i diritti fondamentali di migliaia di persone, detenendole abusivamente e sottoponendole a violenze e torture di ogni tipo. Il racket delle migrazioni, la corruzione e, negli ultimi mesi, l’inasprirsi della guerra escludono nel modo più assoluto che la Libia possa essere considerata il “porto sicuro” in cui rimpatriare i migranti che vengono intercettati in mare dalla guardia costiera”.

L’ong ricorda che, dopo le proteste della società civile, lo scorso novembre il governo italiano aveva riconosciuto la necessità di rinegoziare l’accordo costituendo una commissione italo-libica che garantisse la trasparenza dell’operato della guardia costiera e lo svuotamento dei centri di detenzione. “Ma il tavolo è fallito, le autorità libiche non hanno risposto, e l’accordo verrà rinnovato così come è, compresi i finanziamenti di questo sistema disumano. L’Italia dice di aver fatto la sua parte, ma non è così. Non ha mantenuto la promessa di modificare il memorandum rendendo il nostro Paese complice – se non il committente - delle innumerevoli violazioni dei diritti umani perpetrate in Libia”. 

Emergency condanna il rinnovo di quello che considera un “vergognoso accordo con la Libia” e chiede all’Italia e all’Europa di dare risposte serie e credibili per affrontare ciò che avviene ogni giorno nei luoghi di detenzione libici e nel Mediterraneo. “È necessario ripensare le politiche sull’immigrazione in Italia e in Europa, che non possono essere più delegate a Paesi che violano i diritti umani su mandato. Se vogliamo veramente parlare di cambiamento di rotta, è imprescindibile fare scelte civili forti, per le quali non possiamo più aspettare”.

Anche Oxfam Italia chiede di bloccare l'intesa. "È urgente un piano di evacuazione dal paese per i migranti detenuti nei centri ufficiali e non ufficiali. Chiediamo che l’Europa trovi subito un accordo per portare fuori dal paese tutte le persone che a vario titolo si trovano lì e mostrino la volontà di richiedere protezione - sottolinea l'organizzazione, che ricorda come nessun significativo passo è stato fatto dal primo novembre 2019 - "ancora non si ha nessuna notizia delle modifiche che avrebbero dovuto essere concordate bilateralmente prima del 2 febbraio 2020".

"Ignorare le conseguenze di questi accordi è impossibile, oltre che disumano. Anche grazie al supporto dell'Italia, persone innocenti e vulnerabili sono intrappolate in un paese in guerra, costrette a vivere situazioni di pericolo e minaccia o sottoposte a un sistema di detenzione arbitrario e spietato. La maggior parte di coloro che riescono a fuggire vengono sistematicamente intercettati in mare e nuovamente respinti nei centri di detenzione o in circuiti illegali di sfruttamento e violenza. Mentre i più vulnerabili pagano il prezzo più alto, le reti di trafficanti di esseri umani, a terra e in mare, alimentano il loro giro di affari" dichiara Marco Bertotto, responsabile per gli affari umanitari di MSF. "In un momento in cui anche l'UNHCR è stata costretta a ritirarsi dal centro di transito di Tripoli a causa del conflitto, e considerata l'evidente impossibilità di negoziare con le autorità libiche un miglioramento sostanziale di questi accordi, riteniamo indispensabile procedere con la loro immediata cancellazione. Questa vergogna non si può rinnovare".

 

(Fonte: Redattore Sociale)

 

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