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Mercoledì, 22 Settembre 2021

L’impatto della pandemia da Covid‐19 sulla natalità imprenditoriale trova riflesso in una significativa diminuzione delle nuove iscrizioni di cooperative all’Albo delle società cooperative tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Lo annunciano i centri studi diell'Osservatorio dell'Alleanza Cooperative Italiane.

 Dalle verifiche empiriche sulle cooperative con prima iscrizione nel 2020 all’Albo, rispetto a quelle di prima iscrizione nel 2019, emerge un generalizzato decremento della natalità cooperativa. Sulla base delle informazioni disponibili al 4 gennaio 2021 la riduzione degli enti iscritti si attesta, infatti, al -26,4% rispetto all’anno precedente (2.484 società nel 2020 contro le 3.376 del 2019).¹ Per quanto riguarda il profilo territoriale, nell’ultimo anno si segnala una riduzione delle nuove iscrizioni di cooperative su tutto il territorio nazionale.

La diminuzione più consistente si rileva al Centro, con il -36% rispetto all’anno precedente. Quella meno accentuata nelle Isole con il -18,2%. Nel Nord-Est il calo fa segnare il -19.% Di contro, al Nord-Ovest il decremento raggiunge il -32%. Infine, al Sud la diminuzione si attesta al -24,2%. Nel complesso il Mezzogiorno (Sud e Isole) si conferma l’area territoriale caratterizzata dalla più elevata natalità cooperativa. Oltre il 53,2% delle cooperative di prima iscrizione all’Albo Nazionale nel corso del 2020 è localizzata, infatti, nelle regioni del Mezzogiorno (l’anno precedente la quota di cooperative con sede legale nelle regioni meridionali si attestava al 50,2%).

In diciotto regioni su venti si segnala una variazione negativa delle iscrizioni all’Albo Nazionale nel 2020 rispetto all’anno precedente (solo il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige registrano una variazione positiva, che tuttavia in termini assoluti si traduce complessivamente solo in diciassette cooperative in più rispetto al 2019). Il calo più consistente si rileva in Valle d’Aosta (-58%), in Liguria (-43%), nel Lazio (-39%) e in Calabria (-39%).

Le città metropolitane si confermano sempre centrali nelle politiche di crescita del movimento cooperativo. Il 40,8% delle nuove iscritte nel 2020 fa riferimento, infatti, alle 14 città metropolitane istituite. Nel complesso, comunque, anche le città metropolitane hanno registrato una frenata delle nuove iscrizioni (pari al -26% rispetto al 2019, variazione in linea con il dato nazionale). Tra le città metropolitane più interessate dalla diminuzione delle nuove iscritte si segnala Roma con il -42,1%

Prende il via la partnership tra “South Working – Lavorare dal SUD” e la Fondazione CON IL SUD. Grazie al sostegno della Fondazione, il progetto entra nella fase operativa. L’Associazione è impegnata nello studio dello smart working localizzato in una sede diversa da quella del datore di lavoro, in particolare dal Sud Italia e dalle aree interne, valutandone i pro e contro per formulare delle proposte di policy in questo campo finalizzate alla riduzione del divario economico, sociale e territoriale nel Paese.

South Working ha creato un movimento di opinione sul tema, dando un nome al fenomeno e creando una rete fra tutti i soggetti interessati: lavoratori, aziende ed enti pubblici. Sta classificando gli spazi per il lavoro agile presenti sul territorio italiano come coworking, bar attrezzati, biblioteche, o librerie, per permettere ai South Worker di lavorare da un luogo adeguato e di socialità.

Le novità e i dettagli operativi verranno illustrati il 12 novembre, alle ore 18:00, in diretta Facebook sulla pagina della Fondazione CON IL SUD. Nell’occasione verrà avviata la campagna di adesioni e presentato il progetto della piattaforma che metterà in rete i “South Worker” e i lavoratori desiderosi di diventarlo.

All’incontro interverranno: Elena Militello, Presidente e fondatrice di South Working – Lavorare dal Sud; Mario Mirabile, Vicepresidente e co-fondatore di South Working – Lavorare dal Sud; Domenico De Masi, Professore emerito di Sociologia del lavoro, Università “Sapienza” di Roma; Giorgio Righetti, Direttore generale di ACRI eCarlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD

Nata lo scorso luglio dalla collaborazione di un gruppo di giovani professionisti, manager, accademici, per lo più provenienti dalle regioni del Sud e accomunati dall’essere stati costretti ad abbandonare i luoghi di origine e gli affetti per poter seguire le proprie ambizioni professionali, l’associazione “South Working – Lavorare dal Sud” conta già 7.500 persone iscritte sulla pagina Facebook, con un pubblico raggiunto di più di 30.000 persone ogni mese; circa 2.400 si sono iscritte alla comunità peer-to-peer su Facebook per la condivisione di esperienze; circa 2.000 hanno già risposto a un questionario esplorativo per i lavoratori dal quale è emerso che l’80% ha tra i 25 e i 40 anni, possiede elevati titoli di studio, principalmente nei settori di Ingegneria, Economia e Giurisprudenza, e ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato nel 63% dei casi.

“Al netto degli indubbi vantaggi per i lavoratori interessati, South Working rappresenta, dal nostro punto di vista una straordinaria opportunità per lo sviluppo del nostro Sud – sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Da sempre sosteniamo che lo sviluppo del mezzogiorno ha una precondizione irrinunciabile: un forte capitale sociale. Il rientro al Sud di giovani talenti, con le loro competenze e la voglia di disegnare il proprio futuro in quei territori, costituisce una formidabile leva di sviluppo. Per questo motivo la Fondazione CON IL SUD ha deciso di accompagnare e sostenere questa esperienza: pensiamo che una soluzione imposta dall'emergenza, possa diventare una modalità strutturale di lavoro a distanza. E possa in un futuro diventare un elemento di attrazione anche per giovani talenti non meridionali.

“Fin da subito, il progetto ha catalizzato una forte attenzione - osserva Elena Militello, presidente e fondatrice dell’Associazione -. Credo sia il segnale di una necessità diffusa e della convinzione condivisa che poter lavorare da dove si desidera, in particolare dalle regioni del Sud e dalle aree interne, possa aiutare i lavoratori ma anche i territori. Lo dimostra nostra la rete di volontari, che ogni giorno diventa più capillare. Il sostegno della Fondazione CON IL SUD, che ringraziamo per la fiducia, ci permetterà di strutturarci come associazione, di poter assumere delle risorse e, allo stesso tempo di creare una piattaforma online che possa mettere in rete i lavoratori dalle loro sedi di destinazione. Siamo in tanti. Il prossimo passo sarà ‘contarci’. È questo il senso della campagna di adesioni e sostegno rivolta ai lavoratori già South Worker, a coloro che sono interessati a diventarlo e a chiunque desideri sostenere il movimento, con l’attivazione di un contatore sul sito web southworking.org”.

Oltre alla diffusione del movimento di opinione, South Working ha attivato un Osservatorio sul tema, attraverso l’organizzazione e la partecipazione a incontri e ricerche. Il Rapporto SVIMEZ 2020, per esempio, includerà un Focus dedicato al South Working. L’associazione ha inoltre lanciato una mappatura dei coworking esistenti in Italia, intesi come presidi di comunità.

La diretta sarà su www.facebook.com/fondazioneconilsud.

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