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Lunedì, 20 Maggio 2019

Torna a Napoli l'artista francese Ernest Pignon-Ernest con l’installazione Extases dal 2 marzo al 28 aprile 2019 nel Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, che inaugura sabato 2 marzo 2019 alle ore 11.

L'esposizione, curata da Carla Travierso, organizzata da Ciro Costabile, coordinata da Francesca Amirante, è stata prodotta dall’Associazione La Musa Partenopea.  È sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, dall’Ambasciata di Francia, dalla Fondazione Nuovi Mecenati, dall'Institut Français Italia, dall'Institut Français Napoli, dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco onlus, dal Complesso Museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio e ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. EXTASES è inoltre realizzata in collaborazione con ShowDesk e Dafna Gallery.

All'inaugurazione saranno presenti l'artista Ernest Pignon-Ernest, la curatrice della mostra Carla Travierso, l’organizzatore Ciro Costabile e il curatore del Complesso Museale Francesca Amirante.

Otto mistiche, Marie-Madeleine, Hildegarde de Bingen (1098-1179), Angèle de Foligno (1248-1309), Catherine de Sienne (1347-1380), Thérèse d’Avila (1515-1582), Marie de l’Incarnation (1599-1672), Louise du Néant (1639-1694) et Madame Guyon (1648-1717), sono le protagoniste di EXTASES, scelte da Ernest Pignon-Ernest per gli scritti lasciati dalle donne o per quello che il loro confessore ha trasmesso del loro pensiero. In dialogo da quasi 20 anni con le figure delle mistiche Ernest Pignon-Ernest ha voluto portare questo lavoro per la prima volta in Italia a Napoli, città che lo ha ispirato nella prima lettura degli scritti delle Sante.

Nel suggestivo ipogeo del Complesso del Purgatorio ad Arco si dispiegano tra oscurità e luce otto disegni autoportanti di grande formato a grandezza naturale che raffigurano le mistiche. Le opere sono collocate su una superficie d'acqua che riflette i disegni insieme allo spazio circostante. Otto figure di donne tra le più grandi mistiche del cristianesimo sono ritratte nel momento intimo dell’estasi.

“Il tempo trascorso a Napoli mi ha avvicinato agli scritti dapprima di Santa Teresa d'Avila e poi di altri grandi mistici– spiega l'artista Ernest Pignon-Ernest – e, affascinato dalla doppia natura delle sante, terrena e spirituale, ho immaginato il loro ritratto cercando di rappresentare l'irrappresentabile, la carne che aspira a disincarnarsi. Come esprimere queste intense contraddizioni, questi paradossi spirituali e carnali, questi corpi mascherati e svelati, attraversati dal piacere e dall'ansia, dal desiderio e dal rifiuto?”.

Le mistiche, colpite dalla luce divina, sono scosse nei loro sensi, e si lasciano andare ad un abbandono tale che, in linea con la grande tradizione barocca, diventa eros carnale. Le vesti si aprono mostrando la grazia dei loro corpi, le mani si contraggono in una tensione spasmodica, gli occhi sono chiusi e la bocca dischiusa lascia trapelare i sospiri. Aprendosi volontariamente a Dio le donne superano definitivamente i propri limiti umani giungendo nella profondità della propria coscienza.

“II visitatore – spiega la curatrice della mostra Carla Travierso - si trova così ad essere nella posizione e nel ruolo privilegiato di uno spettatore in platea:l'evento privatissimo dell'estasi della santa diviene in questo modo evento pubblico. La comunicazione profonda avviene attraverso la messa in tensione dei sensi: i corpi delle religiose sono percorsi dall’emozione dell’estasi, sono esibiti nella loro nudità sofferente, nel momento in cui si compie l'esperienza dell'ascesa mistica.

E, come in un teatro le protagoniste non guardano allo spettatore, ma è quest’ultimo a poter assistere, non visto da loro, a ciò che avviene al momento del trapasso: il momento dell'estasi, della morte per amore delle sante, si sublima nella gloria celeste, in quella visione verso la quale tendono anche le figure riflesse nell’acqua e che appaiono risorgenti. Nell'acqua scura si immischiano i segni che sono i disegni ed i segni che formano i riflessi delle architetture del luogo fino ad un’osmosi spaziale e spirituale”.

Il Purgatorio ad Arco è il naturale contenitore di un’opera dallo straordinario impatto visivo ed emotivo:“L'opera – spiegaFrancesca Amirante, curatrice del Complesso Museale - è giocata sul concetto del doppio, come sul doppio, sui contrasti tra fasto e rigore, tra colori e monocromi, tra spazio superiore e inferiore è strutturata la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. La ricerca ossessiva della scarnificazione, della perdita della materia umana per raggiungere la vicinanza a Dio diventa per lo spazio dell’Ipogeo una sorta di rievocazione. Anche qui il corpo perdeva la sua matericità, ma le anime più modestamente sapevano che prima di raggiungere il paradiso avevano bisogno dell’aiuto dei vivi e sono diventate quindi anime pezzentelle. Dopo la Mostra “Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle”, un'altra straordinaria occasione di valorizzazione reciproca. Un binomioEXTASES/Purgatorio ad Arco che risponde all’esigenza imprescindibile per ogni attività che si organizza in questo luogo di una valorizzazione reciproca: il luogo valorizza l’opera, l’opera valorizza il luogo!”.

 

Era dal 2015 che un’opera dell'artista non arrivava in città. Il rapporto di Ernest Pignon-Ernest con Napoli risale al 1988, quando vi soggiornò, lasciando come segni indelebili del suo passaggio nel centro antico, scelto come sede privilegiata delle sue opere, grandi disegni e serigrafie in bianco e nero incollati sui muri nei luoghi simbolo della città, affascinato ed ispirato dal Cristo velato di Sammartino, dalle tele di Caravaggio e di Luca Giordano, e diventando così uno dei protagonisti della cultura cittadina tra gli anni ‘80 e ‘90.

I suoi lavori, affissi di notte e di nascosto, venivano di giorno salutati positivamente dal popolo napoletano che, ben presto, gli diede il dovuto riconoscimento, grazie anche al supporto dell’allora Direttore del Grenoble Jean Digne. Oggi ciò che resta dei suoi allestimenti sono le fotografie, molte delle quali realizzate da Alain Volut e qualche opera sopravvissuta al tempo. Il ricordo di Ernest Pignon- Ernest e delle sue opere è ancora vivo tra i napoletani e, pertanto, il suo desiderio di ritornare con la mostra EXTASES è l’occasione giusta per un omaggio ad un artista che ha dato un appassionato contributo alla storia culturale partenopea.

Oltre alla mostra EXTASES, l'Institut français Napoli organizza martedì 5 marzo 2019 due manifestazioni ad ingresso libero per celebrare l'opera di Ernest Pignon-Ernest, al Palazzo Grenoble, Via F. Crispi 86: alle ore 18.30 vernissage della mostra “Ernest Pignon-Ernest a Napoli, 1988-1995”, che resterà aperta fino al 20 aprile; alle ore 19 discussione tra l'artista e il Direttore Andrea Viliani del Museo Madre, nell’ambito dei “Dialoghi del Centenario”.

Il progetto EXTASES è stato presentato in Francia per la prima volta nel 2008 al Festival di Avignone e riallestito negli anni successivi aLille, Saint Denis, Parigi e Nizza.

 

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