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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Come a San Vitaliano a inizio luglio un altro incendio in un impianto di trattamento rifiuti. Questa volta siamo in zona Pascarola, a Caivano: tra Napoli nord e la provincia di Caserta. Un’immensa nube nera è visibile a chilometri di distanza in tutte e due le città con il tam tam di foto che corre sui social.

Sul posto ad arrivare subito, come sempre, sono i comitati di cittadini che restano le uniche vere sentinelle a difesa dell’ambiente. Da “Voce per tutti” a Rete cittadinanza e comunità fino a Medici per l’ambiente e Rete Stop Biocidio le immagine foto e video del rogo hanno fatto il giro dei social.

L’impianto è di proprietà del Gruppo De Gennaro che si occupa di trattamento di rifiuti: a bruciare sono tonnellate di plastica e carta. I residenti si sono dovuti barricare in casa chiudendo porte e finestre ed evitando di uscire.

Tra i primi a intervenire è il sindaco di Marcianise Antonello Velardi che sfoga sulla sua pagina facebook la sua rabbia: “si tratta di un'azienda del gruppo De Gennaro, ben noto: gente che fa business con i rifiuti. E con la nostra pelle. Ci risiamo. La situazione potrebbe essere più grave di quella verificatasi una ventina di giorni fa a San Vitaliano, in una domenica che fu drammatica.

Sul posto ci sono numerose squadre dei vigili del fuoco. La situazione è monitorata anche dalla Sma. A coloro che stanno operando sul posto la nostra massima solidarietà: sono degli eroi. Ai titolari di quest'impianto il nostro massimo disprezzo per quello che è accaduto. Massimo disprezzo!

Sono sempre più convinto che bisogna chiudere tutti questi impianti per lo stoccaggio dei rifiuti: sono bombe ecologiche. A Marcianise li chiuderemo tutti, statene certo! E sono sempre più convinto che dobbiamo prendere questa gente, e i politici loro amici e complici, con i forconi: ci stanno uccidendo. Prendiamoli con i forconi!”.

Anche la parlamentare M5S Conny Giordano, originaria di Frattamaggiore, ha saputo a Roma la notizia del rogo: "ho allertato personalmente il Ministero dell'Ambiente e sono certa che il ministro Sergio Costa e il sottosegretario Salvatore Micillo, lavoreranno alacremente per comprendere dinamica e responsabilità di questo ennesimo disastro ambientale a danno della nostra terra. Non è giusto".

Per il senatore e geologo Franco Ortolani ci sono domande che attendono una risposta: "una nuova strategia criminale? Invece di tanti piccoli fuochi un solo grande incendio criminale? Migliaia di metri cubi di materiale infiammabile senza adeguate strutture antincendio né sorveglianza. Quale sarà il prossimo deposito?"

Dal 2017 in tutto il Paese, da Nord a Sud, decine di impianti di trattamento dei rifiuti sono finiti in cenere con roghi spesso dolosi: sullo sfondo i costi di smaltimento di materiali plastici di fine lavorazione. Intanto da Isde -Medici per l’ambiente arrivano le consuete raccomandazioni alla cittadinanza: non aprire porte e finestre, non uscire, non accendere i condizionatori. Ma si può vivere così?

 

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