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Domenica, 21 Aprile 2019

Si riaccende la protesta degli operatori socio – sanitari impiegati nei servizi di assistenza ad anziani, persone con disabilità, sofferenti psichici e persone con problemi di dipendenze della ASL Napoli 1 Centro.

Il 22 marzo prossimo alle ore 10 è previsto un incontro in Prefettura tra rappresentanti degli operatori, dei sindacati, del gruppo Gesco e della Asl per tentare di risolvere pacificamente una vertenza che dal 1 maggio 2019 mette a rischio il posto di lavoro di circa 500 operatori, se si verificherà quanto previsto dalla Asl Napoli 1 Centro per la gestione dei servizi  socio-sanitari: proroga fino al 31 aprile 2019, poi taglio di un terzo delle prestazioni e impiego di meno di cento operatori sugli attuali 620.

L'Asl ha previsto solo le funzioni educative nei servizi finora gestiti da un'Ati con capofila Gesco (e che comprende Solco, Il Pioppo, Icaro e Prodos). Sono stati eliminati tutti gli operatori socio-sanitari, gli assistenti sociali, gli psicologi e i fisioterapisti. Sono rimasti solo animatori di comunità, educatori e terapisti della riabilitazione nei centri territoriali. Gli  operatori socio-sanitari (Oss) non sono più previsti nemmeno nelle strutture ospedaliere.

Con la scomparsa di queste figure professionali, scompariranno anche le attività nei servizi di salute mentale per anziani e disabili: nelle Sir (strutture intermedie per sofferenti psichici), nelle Rsa (Residenze sanitarie assistite sia per salute mentale che anziani) e Rsh (Residenze sanitarie area riabilitazione – per disabili)  e nei centri diurni (anziani, disabili, salute mentale).

 

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